Svizzera: Crescita più debole a fine 2013


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Rallenta leggermente la spinta propulsiva dell’economia svizzera che nell’ultimo anno si è comunque distinta come una delle poche isole felici del Vecchio continente in grado di crescere a ritmo sostenuto nonostante la debole domanda dai Paesi limitrofi …..

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Nell’ultimo trimestre del 2013 il prodotto interno lordo del Paese elvetico è cresciuto ad un tasso trimestrale pari allo 0,2%, sotto le attese di mercato e a un ritmo più che dimezzato rispetto al trimestre precedente quando era cresciuto dello 0,5%. Su base annua la crescita del 2013 si è attestata al +1,7% sotto il +1,9% precedente. La prima stima sull’intero 2013 vede comunque un tasso di crescita annuo del 2%, velocità doppia rispetto al +1% segnato l’anno prima

Si conferma sostegno da consumi interni

I dati snocciolati alla fine del mese scorso dalla Seco, la Segreteria di Stato dell’economia rossocrociata, evidenziano un contributo alla crescita del Pil soprattutto da consumi e investimenti fissi lordi, mentre la bilancia commerciale ha fornito impulsi negativi. Dal lato della produzione, invece, ha contribuito in particolare l’aumento della produzione di valore aggiunto nel commercio all’ingrosso.

Gli economisti della Seco si aspettano che quest’anno il Pil continui il percorso di espansione accelerando ulteriormente grazie a un più ampio sostegno dalle esportazioni in virtù dell’atteso aumento della domanda soprattutto dai paesi dell’eurozona che stanno consolidando il percorso di ripresa economica. Le ultime stime della Seco sono di un +2,3% quest’anno per poi segnare un +2,7% nel 2015 con ricadute positive anche sul mercato del lavoro in termini di calo della disoccupazione che in Svizzera è già molto bassa (3,5% a febbraio). Più caute le previsioni della Swiss National Bank (SNB) che vede per quest’anno un +2% del Pil. L’istituto centrale elvetico tornerà a riunirsi il prossimo 20 marzo e potrebbe rivedere tali stime in base agli sviluppi della congiuntura evidenziati negli ultimi mesi.

Da monitorare con attenzione poi le previsioni sull’inflazione che lo scorso mese è tornata a mostrare un segno meno (-0,1% annuo). Le ultime proiezioni della SNB erano di un moderato +0,2% nel 2014 per poi salire a +0,6 il prossimo anno. Proprio le pressioni al ribasso sui prezzi condizionano fortemente la politica monetaria della SNB che dovrebbe mantenere nel prossimo futuro i tassi prossi-mi allo zero. Il governatore della Swiss National Bank, Thomas Jordan, ha rimarcato inoltre la necessità del mantenimento del cap (livello minimo tollerato) per il cambio euro/chf fi ssato a quota 1,20 chf introdotto oltre due anni fa per scongiurare un eccessivo apprezzamento del franco svizzero. Proprio nelle ultime settimane sono tornate ad acuirsi le pressioni al rialzo sulla valuta elvetica complici le tensioni sui mercati legate alla crisi Ucraina. Il franco svizzero si è così portato ai massimi a due ani e mezzo sul dollaro Usa e a oltre un anno sull’euro.

Inizio d’anno a rilento per la Borsa di Zurigo

Prima parte del 2014 senza direzione per la Borsa elvetica. L’indice Smi, che racchiude le principali società quotate sulla Borsa di Zurigo, segna un saldo praticamente nullo da inizio anno e un moderato +4%considerando gli ultimi 12 mesi. Tra le big del listino di Zurigo inizio d’anno positivo per Ubs che vanta un saldo di +5% circa grazie alla sponda arrivata dalla trimestrale oltre le attese di mercato.

Fonte: RBS


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