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Strategia per il 2010


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2010 Anno del rischio?

Focus su selettività e tra i temi di investimento: mercati emergenti, energia, titoli growth, ciclici, high dividend e M&A…….

Il 2009 sta per volgere al termine. I resoconti consuntivi stanno prendendo forma e gli investitori stanno facendo il punto su quello che continua ad essere un anno estremamente difficile. Gli investitori hanno alternato uno stato d’animo pessimista durante la prima parte dell’anno ad un prudente ottimismo, confortato dall’impressionante ripresa del mercato azionario mondiale dopo le diverse oscillazioni al ribasso registrate a marzo.

Dopo la “dolce parentesi” in cui ci siamo trovati per un pò, crediamo che esista una buona possibilità che la favorevole situazione per i mercati azionari continui ancora, a condizione che le banche centrali assolvano il ruolo nella gestione della politica monetaria e, cosa ancor più importante, comunicando con i mercati in modo sensato. Finché le politiche monetarie rimarranno accomodanti, il mercato azionario – che, a proposito, è ancora indietro rispetto alle altre asset class, sebbene la recessione sia finita – continuerà a crescere. Un’avvertenza sulla crescita economica:
paradossalmente, una ripresa economica troppo sostenuta potrebbe spingere le banche centrali a fare un passo indietro molto presto, impedendo così il fiorire dei primi segni di ripresa.

Nonostante un impressionante balzo in avanti, le azioni stanno destando preoccupazione come a marzo quando i mercati hanno toccato i loro livelli più bassi: le azioni sono inoltre l’unica asset class che non ha ancora recuperato i livelli raggiunti nell’estate del 2008. Nello stesso tempo, gli investitori istituzionali – inclusi, ad esempio, i fondi pensione inglesi e le più importanti compagnie d’assicurazione europee – continuano a sottopesare in maniera significativa le azioni nei loro portafogli e anche il sentiment degli investitori rimane cauto. Questa ampia diffusione dello scetticismo rafforza la nostra convinzione che le azioni sono ancora distanti dal “territorio “bolla”.

Dal punto di vista macroeconomico, gli indici più importanti, compresi l’indice di fiducia dei consumatori statunitensi e la crescita del PIL, stanno tutti registrando una netta ripresa e pertanto ci aspettiamo delle sorprese positive per il 2010. E, anche se il consumo americano non sarà in grado di svolgere il suo tradizionale ruolo di “locomotiva” come è avvenuto nei precedenti periodi di recessione, non possiamo definire il consumatore americano un’entità irrilevante.

Ma quali sono, allora, i rischi? Frédéric Buzaré, Global Head of Equities, spiega: “L’inversione delle politiche monetarie espansive è il maggior rischio. Generalmente, il governo federale americano aspetta di vedere una crescita sostenibile del mercato del lavoro prima di attuare un giro di vite.

Tuttavia, a causa dell’eccesso di offerta sul mercato del lavoro e dell’ eccesso di capacità produttiva, questo non avverrà prima della seconda metà del 2010. In secondo luogo, come ci ha appena ricordato la crisi di Dubai, nel sistema c’è ancora un elevato livello di indebitamento sottovalutare che deve essere ancora sdipanato. Il terzo rischio, probabilmente il più conosciuto è la situazione del mercato del lavoro. Numerose società sono state in grado di sostenere i propri profitti operando dei tagli profondi sui costi, salari inclusi. I tagli ai costi non avverranno ancora per molto poiché ciò innescherebbe un circolo vizioso in quanto, alla fine, si potrebbe dire che “ognuno è cliente di qualcun altro”. Ma una ripresa sostenibile richiede un livello ragionevole di profitto e, potremmo ricordare Helmut Schmidt che, negli anni ’80 soleva dire che ” i profitti di oggi sono gli investimenti del domani e gli investimenti di domani creano posti di lavoro dell’indomani”. Noi crediamo fermamente che il rischio di una ripresa senza nuovi posti di lavoro sia sopravvalutato”.

Così, presi in considerazione tutti questi elementi, quali risultati otterranno i mercati azionari per il 2010? Frédéric Buzaré esprime la sua opinione in merito: “In termini di valutazione, i mercati azionari europei sono agli stessi livelli del 2003 in termini di patrimonio netto e per il 2010, ci aspettiamo un aumento dei profitti dal 15 al 20 %. I mercati possono per questo riprendersi senza espandere ancora molto il rapporto prezzo/utili. Credo che le prospettive dipendano più da una crescita dei profitti che dall’espansione del rapporto prezzo utili”.

Relativamente alle opportunità in un’ottica di strategia concreta d’investimento, Buzaré ci ricorda che: “Temi di crescita secolare come i mercati emergenti, che sono riusciti a superare la crisi in modo migliore rispetto ai mercati sviluppati, sono ancora validi. Il fattore Cina guardare deve essere osservato attentamente, soprattutto in merito l’evoluzione renminbi/yuan, grossolanamente sottovalutata. Tuttavia, anche i mercati emergenti non sono privi di rischio e devono essere valutate
le implicazioni e l’impatto sulle società europee della crescita cinese”.

Anche l’energia resterà un tema chiave crescita per il futuro poiché, punti fondamentali quali la solida domanda delle aree emergenti e la scarsa offerta, permangono. In più, crediamo che la portata della crescita dei mercati aumenterà e che le azioni growth, talvolta trascurate, registreranno un nuovo impulso. Cerchiamo azioni growth ad un prezzo ragionevole (GARP) capire dato che le opportunità di crescita è scarsa e quindi più richiesta richieste focalizzandoci su società con un vero vantaggio competitivo in grado di innovare mercato sia in termini di prodotti che di servizi. Infine, le azioni high dividend rappresentano un tema che ha già riscosso successo nel 2009, e che continuerà ad essere attraente dato che gli investitori sono ancora scettici riguardo alla sostenibilità dei rendimenti da dividendo, lasciando spazio a sorprese positive”.

Concludendo, Buzaré aggiunge: “Sebbene i mercati azionari presentino buone opportunità d’investimento per il 2010, sarà estremamente importante essere più selettivi. Il rally dei titoli ad elevato beta si incepperà nel 2010. La strategia Barbell di destreggiarsi tra titoli growth e ciclici, inclusi minerari e industriali, ci sembra quindi il miglior modo per trarre profitto dalla ripresa dei mercati, mantenendo nel contempo un atteggiamento prudente. Infine, ricorderei che il tema delle operazioni di M&A potrebbe tornare in auge nel 2010 in quando, con il passare del tempo, la crescita per via esterna costituirà un modo per assicurare a molte società la leadership sul mercato”.

Fonte: ETFWorld – Dexia Asset Management

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