Da seguire:
– Aste – La Germania riapre lo Schatz 1,25% 12/2011 per 7 miliardi. Emissioni a lungo termine in Finlandia (RFGB 4% 07/2025) per un miliardo. Il Portogallo colloca sulla scadenza un anno per 1,25…

miliardi.
Area Euro
– Italia. Gli ordini all’industria potrebbero essere saliti di 0,4% m/m a novembre, dopo il +0,3% m/m di ottobre. Anche il fatturato potrebbe mostrare un rimbalzo dopo l’inatteso -1,6% m/m precedente. I dati su ordini e fatturato, accanto a quelli sulla produzione, confermano che, esaurita la volatilità estiva, il trend per l’industria risulta poco più che stagnante.
Stati Uniti
– Il PPI a dicembre dovrebbe aver registrato un aumento di 0,2% m/m per l’indice headline e di 0,1% m/m per l’indice core. A ottobre il PPI era aumentato di 1,8% m/m, spinto da energia (benzina: +14,2% m/m); il core era sceso di -0,6% m/m, grazie al calo dei prezzi delle auto e nonostante un ampio aumento del tabacco. A dicembre, alimentari ed energia dovrebbero essere aumentati in misura contenuta. Qualche rischio sulla previsione dell’indice core è legata al settore auto: negli ultimi sei mesi i prezzi delle auto sono stati particolarmente volatili e potrebbe esserci un rimbalzo a dicembre dopo il calo di novembre.
– I nuovi cantieri dovrebbero essere in calo a dicembre, a 550 mila da 574 mila di novembre. I dati del settore immobiliare stanno dando segnali di debolezza dopo la ripresa significativa vista nella prima parte dell’autunno con gli incentivi fiscali alle vendite di case. L’employment report ha registrato un peggioramento del calo di occupati nel settore costruzioni; le condizioni climatiche avverse potrebbero aggiungersi ai fattori economici nell’indebolire i dati di dicembre. Le nuove licenze dovrebbero essere in calo a 560 mila a dicembre.
Ieri sui mercati
Le ripercussioni del caso Grecia, nella cornice di valutazioni più ottimistiche sulla ripresa americana rispetto a quella europea, stanno accentuando le spinte al ribasso sull’euro/dollaro. Toccato un minimo temporaneo a 1,4168 è poi ritornato a 1,4200. Dollaro in netta ripresa anche come cambio effettivo, grazie ai guadagni messi a segno anche rispetto a yen e sterlina e nonostante il rialzo degli indici azionari (sempre meno correlati con il cambio). In Canada la banca centrale prevede quest’anno una crescita del 2,9% (stima in lieve ribasso), che salirebbe al 3,5% nel 2011; ha inoltre confermato l’impegno a mantenere i tassi fermi fino a giugno. Ieri l’Italia ha collocato un Global Bond in dollari per 2,5 miliardi, cedola 3,125%.
Area euro
Germania. L’indice ZEW sulle aspettative a 6 mesi di analisti e investitori istituzionali sull’economia tedesca è calato per il quarto mese consecutivo a gennaio, a 47,2 da 50,4 di dicembre. Comunque, il saldo rimane ampiamente positivo, segnalando che continua a prevalere nettamente la percentuale di coloro che si attendono un miglioramento dell’attività economica. Il dato è risultato lievemente inferiore al consenso. Il minor ottimismo prospettico è dovuto al fatto che gli intervistati si attendono una risalita dei tassi di interesse (sia a breve sia soprattutto a lungo termine) e un andamento meno positivo del mercato azionario. Viceversa, la valutazione della situazione corrente ha continuato a migliorare, circa in linea con le attese, a -56,6 da -60,6 precedente. Tale indice rimane storicamente depresso e ha ancora ampi margini di aumento.
Grecia – Reuters riferisce che S&P potrebbe confermare entro 3 mesi il rating paese se il piano di austerity fosse attuato senza diluizioni. In febbraio sono stati annunciati scioperi sia nel settore pubblico, sia in quello privato. Secondo un sondaggio di opinione, comunque, il 59% dei greci approva la gestione della crisi da parte del nuovo governo.
Stati Uniti
I flussi netti di acquisto di titoli a lungo termine a novembre sono balzati a 126,8 miliardi di dollari da 19,3 miliardi del mese precedente. I flussi sui titoli federali risultano ampiamente oltre la norma, consolidando la tendenza dei mesi precedenti. Nella norma, invece, gli acquisti netti di azioni (9,7 miliardi), mentre quelli di titoli corporate (-4,6 miliardi) rimangono significativamente più bassi della media storica.
Kohn (Vice presidente del Federal Reserve Board) ha detto che un aumento del tasso pagato dalla Fed sui depositi delle banche presso la banca centrale porterebbe a uno spostamento verso l’alto di tutta la curva di mercato monetario.
Debole l’indice NAHB di fiducia per l’edilizia residenziale: -15 da -17, con flessione per gli indici di attività corrente e stabilità per le aspettative.
Analisi Daily
Appendice
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– Aste – L’Italia colloca il nuovo BTP 4,25% 03/2020 per un ammontare di 4-5 mld, e riapre rispettivamente per 2-2,5 mld e per 1,5-2,25 mld il BTP 2,5% 07/2012 e il CCT 07/2016.
Area Euro
– L’operazione di rifinanziamento a 1 anno dovrebbe chiudersi con un’allocazione di fondi inferiore ai 442 mld dell’asta del 22 giugno, dato il miglioramento delle condizioni di mercato monetario e, soprattutto, il calo dei tassi a brevissimo termine che nel frattempo è intervenuto. La stima di consenso è di 135 mld. L’asta sarà condotta a tasso fisso e senza l’applicazione di uno spread sul refi.
– L’indice di fiducia economica della Commissione UE offrirà un quadro più completo sulla situazione ciclica nell’area euro. Il ritmo della ripresa sembra aver rallentato a fine estate stando alle indagini nazionali che hanno mostrato aumenti inferiori alle attese in Germania, Belgio e Olanda. L’indice sintetico è visto in salita a 81,8, da un precedente 80,6. Se confermato, il dato lascerebbe la media per il 3° trimestre a 79,5, da un precedente 70,2 coerente con una contrazione meno pesante del PIL nei mesi estivi.
– Italia. L’indice delle retribuzioni orarie contrattuali è visto mantenere una crescita annua stabile a 2,1% a/a ad agosto. Si tratta di un deciso rallentamento dal picco di 4,3% a/a toccato a gennaio. Le retribuzioni contrattuali potrebbero rimbalzare lievemente fino a 2,8% a/a nei mesi autunnali, per effetto dell’applicazione di incrementi previsti, ma c’è il rischio di un successivo rallentamento sotto il 2% tra fine 2009 e inizio 2010, per via degli effetti ritardati dell’aumento in corso della disoccupazione.
– Italia. La fiducia delle imprese manifatturiere è vista in aumento per il sesto mese consecutivo a settembre. Stimiamo l’indice ISAE a 76,6, da 74,8 precedente. La fiducia è ormai in deciso recupero dal minimo di marzo (62), pur rimanendo ben al di sotto della media storica (88,2). Il dato sarebbe coerente con il recupero di fiducia visto negli altri Paesi europei. Confortante il fatto che, a partire dal mese scorso, il miglioramento abbia cominciato a riguardare le valutazioni delle imprese sugli ordini, mentre fino ad allora il recupero era guidato soprattutto dalla fase di decumulo dei magazzini.
Stati Uniti
– La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a settembre dovrebbe salire a 55 da 54 di agosto. Nelle ultime settimane gli indici di fiducia non hanno segnalato nuovi miglioramenti: la fiducia dovrebbe oscillare nel range ristretto degli ultimi quattro mesi (47,4-54,8). Ad agosto l’indagine del Conference Board aveva registrato un ampio aumento della componente aspettative (+10,1), mentre quella corrente si era riportata solo sul livello di luglio (+1,6, a 24,9). Anche gli indicatori del mercato del lavoro erano migliorati ad agosto senza segnare nuovi massimi (a -40,9 ad agosto, risultato meno brillante che a maggio, a -38,1).
Ieri sui mercati
Le tensioni sullo yen hanno suggerito alle autorità monetarie nipponiche una correzione di tiro: Fuji ha affermato che gli attuali movimenti dei cambi sono “naturali”, ma che potrebbe agire se diventassero abnormi; in ogni caso, non ha mai sostenuto né uno yen forte, né uno yen debole. Il rimbalzo degli indici azionari ha brevemente riportato il cambio euro/dollaro verso 1,465, con massimi a 1,4680. Dollaro fra 89,5 e 90,6 yen, ampiamente sopra i minimi di 88,23 toccati nella notte fra domenica e lunedì. La sterlina, scesa fino a 1,576, in seguito è rientrata fra 1,5870-1,5960. Dollaro australiano sostenuto anche da voci di rialzo dei tassi a novembre e dicembre. Calo dei rendimenti sui titoli di stato, nuovamente più marcato sulle scadenze lunghe delle curve. Stabili i corsi delle materie prime, con moderati rialzi per il petrolio ($0,69 per la prima scadenza del Light Crude Future).
Area Euro
Germania. A settembre l’indice dei prezzi al consumo è calato di 0,3% m/m, più debole delle stime di consenso ma in linea con la nostra previsione. Sull’anno i prezzi al consumo calano di 0,2% /a e di 0,3% /a sulla misura armonizzata. La flessione dei prezzi è riconducibile al rientro delle pressioni sui prezzi delle benzine ed alimentari freschi. L’inflazione tedesca dovrebbe tornare positivada fine 2009.
Italia. La fiducia dei consumatori ha continuato a salire a settembre, battendo ancora una volta la più rosea delle previsioni. L’indice è così arrivato a 113,6 (da 111,8 di agosto), arrivando ai massimi da oltre 7 anni. Peraltro, il miglioramento riguarda più la valutazione sulla situazione economica generale del Paese che non la situazione personale degli intervistati, migliorata solo lievemente a 125,9 da 125. Continuano a salire (rimanendo comunque al di sotto dei massimi toccati a marzo) le attese sulla disoccupazione.
Stati Uniti
Il Chicago Fed National Index, l’indice composito del ciclo costruito sulla base di ben 85 diversi indicatori, è tornato a scendere ad agosto (a -0,90) dopo aver toccato a luglio (a -0,56) un massimo da gennaio 2008. Il peggioramento è dovuto principalmente agli indicatori sul mercato del lavoro (il tasso di disoccupazione è salito di 3 decimi a 9,7%). L’indicatore è su livelli ancora recessivi ma segnala un deciso attenuarsi della recessione rispetto ai primi mesi dell’anno.
Giappone
L’inflazione ad agosto è scesa a -2,2% a/a; al netto di alimentari freschi l’indice scende a -2,4% a/a. La misura sottostante (ex energia e alimentari) segna -0,9% a/a. Anche i dati di Tokyo per settembre vedono ancora cali marcati.
L’indice di fiducia delle piccole imprese è salito a settembre a 43,5 da 41,8, in aumento continuo dai minimi di 24,9 di gennaio.






