Battuta d’arresto per l’economia: Gli Stati Uniti, la maggiore economia al mondo, arranca nel primo scorcio del 2014, gettando un’ombra sulla ripresa globale. Nel primo trimestre dell’anno, il Prodotto interno….
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Analisi a cura di RBS
lordo (Pil) annualizzato ha mostrato una contrazione del 2,9%, decisamente peggiore rispetto alla precedente lettura (-1%) sulla quale aveva pesato l’inverno rigido e rispetto alle attese degli analisti che scommettevano su un calo dell’1,8%. La contrazione è la più forte dal primo trimestre 2009, quando il Pil era sceso del 5,9%. A rallentare la ripresa dell’economia statunitense, una decelerazione nei consumi e nelle esportazioni, ma anche le cattive condizioni meteo. Gli esperti infatti ritengono che si tratti solo di una battuta d’arresto e che nei successivi trimestri il recupero sarà evidente. I buoni segnali in effetti non mancano, a cominciare dal mercato del lavoro, dove la disoccupazione è scesa al 6,3%, sotto l’obiettivo fi ssato dalla banca centrale americana. Anche l’infl azione è tornata sui livelli target in prossimità del 2%. Secondo le ultime stime snocciolate dalla Federal Reserve, l’economia a stelle e strisce dovrebbe mostrare nel 2014 una espansione del 2,1-2,3% (stime riviste al ribasso rispetto al precedente range 2,8-3%), mentre per il 2015 e il 2016 la crescita è prevista rispettivamente al 3-3,2% e al 2,5-3% (stime confermate). La più forte ripresa spingerà al ribasso il tasso di disoccupazione che dal 6% di fi ne anno è visto al 5,4% l’anno prossimo e al 5,1 per cento nel 2016.
Fed, prosegue il tapering
In questo scenario, la Federal Reserve prosegue sulla via del tapering rassicurando il mercato sull’evoluzione della politica monetaria. Nella riunione di giugno, la banca centrale americana ha ridotto di ulteriori 10 miliardi di dollari il piano di acquisto asset, portando a 35 miliardi di dollari l’ammontare mensile complessivo degli acquisti. Si tratta del quinto taglio da quanto la Fed ha deciso di ridurre il piano di stimolo all’economia. Contemporaneamente, l’istituto con sede a Washington ha deciso di confermare i tassi di interesse a un range tra lo 0 e lo 0,25%, il minimo storico a cui sono stati portati a fi ne 2008. Per il futuro, il governatore, Janet Yellen, ha affermato nel corso della conferenza stampa che non ci sono “formule meccaniche” e che un futuro rialzo dei tassi dipenderà da come avanza l’economia. Il mercato si aspetta un primo ritocco dei tassi per la metà del 2015. In particolare, il costo del denaro è stimato all’1,25% entro la fi ne del 2015 e al 2,5% un anno dopo.
M&A protagonista a Wall Street
La rassicurante politica della Fed continua a sostenere il mercato azionario, che più volte nel corso di questo primo semestre ha rinnovato i massimi storici. Da inizio anno l’indice S&P500 ha guadagnato 7 punti percentuali, toccando l’ennesimo massimo storico lo scorso 20 giugno a quota 1962,87 punti. Non solo. L’indice S&P500 mette in archivio il secondo trimestre in positivo per la sesta volta consecutiva, registrando la serie più lunga di rialzi trimestrali consecutivi da 16 anni. A movimentare la Borsa di New York ci hanno pensato le numerose operazioni di fusioni e acquisizioni (M&A). Solo per citarne alcune, il gigante General Electric ha acquistato la divisione energetica del gruppo francese Alstom, mentre il colosso statunitense dei software Oracle si è assicurata Micros Systems. Sempre in tema di M&A, Medtronic ha messo le mani su Covidien in un’operazione vicina ai 43 miliardi di dollari. Particolarmente mossi, nell’ultimo periodo, anche i titoli energetici, in scia ai rialzi del greggio innescati dalle tensioni geopolitiche in Iraq.
Fonte: ETFWorld.it






