Spagna, la svolta economica convince le agenzie di rating e il mercato


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Il rimbalzo dell’economia: Dopo una profonda recessione, tra le più gravi d’Europa, la Spagna è tornata a crescere a un ritmo costante e sostenuto. Il Prodotto interno lordo (Pil) ha registrato nel primo trimestre dell’anno una…

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Analisi a cura di RBS


espansione dello 0,4% su base trimestrale, il tasso di crescita più veloce degli ultimi sei anni. E le indicazioni arrivate finora per il trimestre in corso sono piuttosto positive, con l’indice Pmi manifatturiero che a giungo è balzato ai massimi da sette anni, facendo ben sperare per il resto dell’anno. Le previsioni sulla crescita economica del Paese per il 2014 sono state infatti recentemente riviste al rialzo e secondo alcune stime la Spagna potrebbe crescere addirittura del 2 per cento, facendo defi  nitivamente dimenticare il periodo buio della recessione fi  nita tecnicamente nel terzo trimestre del 2013. Proprio per il miglioramento delle prospettive economiche, l’agenzia di rating Standard & Poor’s ha recentemente alzato di un gradino il giudizio su Madrid, portandolo a BBB dal precedente BBB-.

Verso taglio delle imposte
La svolta della Spagna non è solo economica, ma anche politica. A giugno è terminato il regno di re Juan-Carlos durato 39 anni. Il re di Spagna ha abdicato a favore del figlio Felipe che è stato incoronato il 19 giugno scorso, sollevando nel Paese il dibattito su monarchia e repubblica. Intanto il governo guidato dal premier Mariano Rajoy ha promesso un taglio delle imposte per l’anno prossimo, quando si svolgeranno le elezioni generali e ha intrapreso un percorso di profonde riforme dopo quella del fisco, che dovrebbe completarsi nel corso dell’estate. Tra le misure, il governo spagnolo ha rilanciato le privatizzazioni. Rajoy ha deciso di mettere in vendita il 49% di Aena (Aeropuertos espanoles y navegacion aerea). L’operazione rappresenta la privatizzazione più importante degli ultimi 16 anni. Una decisione presa
anche per esigenze di bilancio. La riforma fiscale da poco approvata dal governo, con la riduzione delle tasse per le famiglie e per le imprese, garantirebbe il sostegno alla ripresa economica ma dall’altra parte potrebbe compromettere il percorso di risanamento dei conti pubblici in un Paese, dove il deficit è ancora al 5,5% del Pil.

Borsa di Madrid ai massimi dal 2010
La buona congiuntura ha sostenuto la Borsa di Madrid, che ha chiuso la prima parte dell’anno con un bilancio decisamente positivo. Da gennaio l’indice Ibex 35, che raccoglie i 35 maggiori titoli quotati, ha evidenziato un guadagno di circa 10 punti percentuali, superando la soglia psicologica degli 11.000 punti, che non vedeva dal febbraio 2010. Tra i singoli titoli, hanno attirato l’attenzione in queste ultime settimane Telefonica e Mediaset Espana per la contesa sulla pay-tv in Spagna. Proprio venerdì scorso Mediaset Espana ha raggiunto l’accordo con Telefonica per la vendita del 22% del capitale sociale di Dts, controllante di Canal Plus. L’operazione è avvenuta per un controvalore di oltre 300 milioni di euro. Tra le altre storie, si segnala Inditex, il colosso tessile spagnolo che conta tra i suoi marchi Zara. In occasione dell’annuncio della trimestrale, il consiglio di amministrazione ha proposto un frazionamento azionario: gli azionisti riceveranno cinque azioni per ogni azione detenuta alla chiusura del 25 luglio. Le nuove azioni avranno inizio negoziazione il 28 luglio prossimo.

Fonte: ETFWorld.it


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