Settimana di passione per il dollaro, di tenuta per lo yen, e di forza per la sterlina inglese. Il dollaro ha proseguito il suo sentiero ribassista intrapreso a giugno, zavorrato da un rallentamento della ripresa USA che fino a …
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Aqualche tempo fa sembrava ormai ben avviata (grazie ai buoni dati americani usciti tra l’ultimo trimestre del 2009 e il primo quarto del 2010): nella giornata di venerdì il dollaro USA ha esteso le perdite segnate durante tutta la settimana contro lo yen, andando a toccare un minimo sotto quota 86 (85.92, minimo in otto mesi), a seguito della diffusione del deludente dato preliminare sul Pil statunitense del secondo trimestre dell’anno (con una crescita a stelle e strisce in rallentamento a +2.4%, valore leggermente inferiore al consensus posto a +2.4%). Oltre al rallentamento sul Pil, in settimana hanno disatteso negativamente gli analisti altri due fondamentali dati sull’economia statunitense dando così spazio alle vendite sul biglietto verde: oltre alla fiducia dei consumatori di luglio, che arretra con decisione a 50.4 dal precedente valore fatto registrare a giugno di 54.3, hanno soprattutto deluso gli ordinativi di beni durevoli per il mese di giugno, che hanno proseguito il trend negativo di maggio con una flessione di un punto percentuale a fronte di un’attesa da parte degli analisti di un incremento dell’1%. Sulla debolezza della valuta americana hanno contribuito anche le ultime dichiarazioni del presidente della Federal Reserve di St. Luis, John Bullard, che ha parlato di una crescita del rischio di deflazione rispetto ad inizio anno e della necessità di un intervento delle Fed in caso di un peggioramento significativo dell’economia. Le preoccupazioni per l’economia Usa e per l’allentamento della Fed hanno già provocato un calo potenziale sui rendimenti in dollari, driver chiave per il cross dollaro/yen: il decennale USA è tornato sotto il 3% e, oltre a ciò, il clima di generale incertezza sulla ripresa USA mantiene forte la divisa nipponica, utilizzata come safe haven. Va però aggiunto che per usdjpy quota 86,00 è un supporto chiave e che su questi livelli aumentano le possibilità di un intervento della banca centrale nipponica: inoltre i livelli raggiunti dal dollaro iniziano ad essere abbastanza critici da permetterci di pensare che abbiano già prezzato il rischio di una ripresa USA zoppicante, anche a fronte di dati giapponesi non entusiasmanti. Per quanto riguarda i dati macro previsti per oggi, da segnalare le indagini Pmi sulla manifattura europea dovrebbe confermare l’accelerazione dell’attività del comparto in luglio, come anticipato dalle stime flash degli indici e dagli USA la spesa per costruzioni per il mese di giugno e l’ISM manifatturiero.
Dal Calendario
Ora | Naz | Dato | Prev. | Prec. | Importanza |
09:15 | Vendite al dettaglio reali (giugno) | 3.8% | ![]() | ||
16:00 | ISM manifatturiero (luglio) | 56.2 | ![]() | ||
Analisi a cura di: Cfx Intermediazioni
Fonte: Cfx Intermediazioni.com










