USA_DOLLARI

Settimana di conferma per il biglietto verde


Iscriviti ai Nostri canali


Settimana di conferma per il biglietto verde, che ha continuato a recuperare sull’euro. Recupero che è partito lo scorso venerdì sulla scia dei dati positivi sullo stato occupazionale americano e che ha continuato in maniera costante per tutto l’arco della…..

settimana che si è chiusa con un nuovo affondo sull’euro che, nella giornata di venerdì, ha toccato un minimo a 1.4585 grazie agli ottimi dati sulle vendita al dettaglio (+1.3% a novembre) e confermato anche dal dato estremamente positivo dell’indice di fiducia economica pubblicato dall’Università del Michigan (73.4 contro un’attesa a 68.5)
Salvo delusioni dai dati USA della prossima settimana il dollaro dovrebbe quindi consolidare.
La riunione del FOMC di dicembre sarà interlocutoria. Infatti nell’ultima settimana lo stesso FOMC ha ribadito la volontà di mantenere i tassi bassi per “un periodo esteso”.
Secondo l’area di “centro” del Comitato, le indicazioni più favorevoli (o meno negative) delle attese dal mercato del lavoro non devono essere interpretate come un segnale di svolta vicina per la strategia di politica monetaria.
Questa posizione è stata ribadita anche da Bernanke e da Dudley (NY Fed).
Bernanke ha detto che l’economia si trova ancora di fronte “venti contrari formidabili”: il credito rimane stretto soprattutto per famiglie e piccole imprese, e il mercato del lavoro resta “debole”. Questi due elementi rappresenteranno un freno potente alla dinamica dei consumi. Pertanto, i tre fattori – basso utilizzo delle risorse, inflazione moderata e aspettative sui prezzi stabili – citati nell’ultimo comunicato giustificano ancora, secondo Bernanke, politica monetaria invariata per un periodo “esteso”.
C’è ancora “della strada da fare” prima di essere sicuri che la ripresa sia sostenibile: la crescita “modesta” prevista per il 2010 determinerà un calo del tasso di disoccupazione “a un ritmo più lento rispetto a quello che ci piacerebbe”. Questo è il messaggio centrale che uscirà dalla riunione del FOMC di metà dicembre, mantenendo ancora le voci di dissenso sull’exit strategy ai margini della comunicazione ufficiale della Fed.
A partire dalla riunione di gennaio inizierà una fase di preparazione per l’uscita, anche se l’uscita effettiva non avverrà prima del 2°- 3° trimestre del 2010.

Principali tassi di cambio

Euro – Dollaro:

Il dollaro potrebbe aver smesso di indebolirsi sull’Euro fermando la sua corsa. Per il momento al massimo di 1.5141.
Dopo l’ottimo employment report di 2 venerdì fa,e gli ottimi dati macro pubblicati nel corso della scorsa settimana conclusosi con il dato sulle vendite al dettaglio migliori del previsto, il dollaro ha recuperato su tutti i fronti e contro le principali valute.
Questi dati non danno la certezza che l’economia americana stia uscendo dalla crisi (lo “”spettro della disoccupazione è sempre in agguato” – come più volte accennato da Obama e Bernanke), piuttosto questo recupero è da ricercare nel fatto che il sentiment di mercato del dollaro era diventato troppo negativo. Quindi di fronte ai dati positivi usciti in queste ultime settimane, è stato fisiologico un suo recupero.
Da un massimo di settimana a 1.49 il dollaro ha rotto il supporto a 1.4780 e non avendo avuto più possibilità di risalire sopra tale livello, quest’ultimo si è trasformato in una resistenza che ha avuto conferma dall’ulteriore apprezzamento avuto in concomitanza, come detto in precedenza, degli ottimi dati sulle vendite al dettaglio.
Il sentiment a questo punto risulta essere pro-dollaro anche per questa settimana, con supporto a 1.4470 che potrebbe dare adito ad un ulteriore fronte ribassista in area 1.44/1.4355.
Non è da escludersi ritracciamenti che se dovessero rompere le resistenze precedenti, potrebbero favorire una ripresa dell’Euro.

Rialzista
Neutrale
>>
Ribassista

Supporti:
1.4585 – 1.4475
Resistenze
1.4905 – 1.4780

Euro – Yen:

Recupero dello Yen sull’Euro in questa settimana nonostante i dati non certo positivi provenienti dal sol levante.
La moneta asiatica ha costantemente recuperato tutto quello che aveva perso sull’euro, portandosi ai livelli di inizio della settimana precedente portandosi in area 128.80/130.40.
La view rimane ancora pro-euro con supporto sempre a 128.80 e resistenze a 131.60 e 134.55.
La rottura di questi 2 livelli potrebbe dar vita al movimento rialzista o ribassista conseguente soprattutto se le dichiarazioni successive alla decisione dei tassi da parte della BoJ (che dovrebbero rimanere invariati) potrebbero differire dalle dichiarazioni fatte nelle settimane precedenti.

Rialzista
>>
Neutrale
Ribassista

Supporti:
129.50 – 128.80
Resistenze
131.60 – 134.55

Dollaro – Yen:

Anche contro dollaro, lo yen si è rafforzato anche se solo per la prima metà della settimana, questo grazie anche alla forza di dollaro registrata negli ultimi giorni.
Una probabile motivo che possa giustificare il rafforzamento dello yen è da ricercarsi che dopo i dati positivi dall’America, il mercato abbia visto meno negativamente le prospettive di crescita del Giappone visto che gli Stati Uniti partecipa con il 21% dell’esportazioni totali del paese asiatico.
A meno di una revisione al rialzo della ripresa economica da parte dell Boj nella conferenza che seguirà la decisione dei tassi il prossimo venerdì,le probabilità circa un possibile rinnovo dei massimi in area 90, rimangono valide.

Rialzista
>>
Neutrale
Ribassista

Supporti:
87.65 – 87.40
Resistenze
89.60 – 90.30

Dollaro – Franco Svizzero:

Forza di dollaro anche contro la moneta svizzera che dopo aver rotto la resistenza in area 1.13, e rimbalzato su di esso, ha proseguito al rialzo fino a toccare i livelli di inizio ottobre a quota 1.0365.
Non sono da escludersi possibili ritracciamenti sui supporti a 1.0215 e 1.0135, anche se la tendenza rimane tutta pro-dollaro.

Rialzista
>>Neutrale
Ribassista

Supporti:
1.0215 – 1.0135
Resistenze
1.0300 – 1.0365

Sterlina – Dollaro:

Anche la sterlina è scesa molto contro dollaro, da 1.67 a 1.6165.
La BoE ha lasciato invariati sia il tasso a 0,50% sia l’ammontare dei fondi per l’APF a 200 miliardi di sterline.
Non aggiungendo alcuna spiegazione nel comunicato è possibile che all’interno del board stia aumentato il numero di membri che dopo i dati recenti stanno intravvedendo maggiori rischi verso il basso sulla crescita. Se dopo i pessimi PMI di novembre (che avevano deluso mostrando un calo contro attese di consenso per un aumento) anche i dati della prossima settimana dovessero andare nella stessa direzione la sterlina potrebbe proseguire già a breve il calo avviato, portandosi almeno verso 1,60. Un eventuale ritracciamento rialzista sarebbe da considerarsi temporaneo.

Rialzista
Neutrale
>>
Ribassista

Supporti:
1.6195 – 1.6165
Resistenze
1.6335 – 1.6515

L’utente prende atto che le informazioni contenute in questo report hanno mera natura informativa e vengono elaborate dall’analisi dei dati di negoziazione, dei dati di mercato e dalle statistiche.

Analisi Weekly

a cura di: Cfx Intermediazioni

Fonte: Cfx Intermediazioni.com

Investment World

Iscriviti alla Newsletter di ETFWorld.it

Ho letto l'informativa Privacy e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.