L’export inciampa a fine 2012….
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The Royal Bank of Scotland plc
Il peggioramento della congiuntura a livello globale non ha mancato di impattare sull’economia svizzera, che comunque è riuscita a schivare una nuova recessione grazie anche all’effetto stabilizzatore sulle esportazioni del tasso di cambio minimo tra il franco e l’euro deciso nell’autunno 2011 dalla Swiss National Bank. Nel terzo trimestre 2012 l’economia rossocrociata ha fatto segnare un progresso annuo dell’1,3% e le previsioni della Segreteria di Stato dell’Economia (Seco) sono per una chiusura del 2012 con un’espansione nell’ordine dell’1%. L’istituto governativo con sede a Berna nell’ultima proiezione sul 2013 vede la crescita attestarsi all’1,3% con disoccupazione in leggero aumento, mentre il Pil elvetico dovrebbe riguadagnare vigore nel 2014 crescendo del 2%. Oltre al sostegno avuto dalla fi ssazione del fl oor (livello minimo tollerato) a 1,20 per il cross euro/franco svizzero da parte della banca centrale, il settore dell’export ha ammortizzato la situazione difficile grazie anche alla presenza di alcuni rami molto solidi, come l’industria farmaceutica e l’industria orologiera. Segnali preoccupanti sono però arrivati dalla bilancia commerciale di dicembre che ha evidenziato un avanzo commerciale pari a poco più di 1 miliardo di franchi, in caduta rispetto ai 2,9 miliardi del mese precedente. A pesare è stato proprio il netto ridimensionamento delle esportazioni nell’ultimo mese dell’anno passate da 18,8 a 14 mld di franchi.
Discesa valuta potrebbe dare fiato all’economia
Buone indicazioni arrivano invece dalla manifattura: nel primo mese del nuovo anno l’indice Pmi manifatturiero è salito per la prima volta dall’agosto 2011 oltre quota 50 punti, soglia spartiacque tra espansione e contrazione dell’attività economica. Ripresa l’industria favorita dal simultaneo cambio di rotta della valuta locale con il cross euro/franco svizzero allontanatosi con decisione dal fl oor nelle prime settimane del nuovo anno. Una graduale svalutazione del franco si era avuta già nell’ultimo scorcio di 2012 in scia alle misure annunciate dai grandi istituti di credito elvetici per disincentivare il parcheggio di liquidità in depositi denominati in franchi svizzeri. Ubs, prima banca del Paese, dal 21 dicembre scorso applica una tassa sui depositi in franchi svizzeri mantenuti da istituzioni fi nanziarie, mentre Credit Suisse ha deciso di applicare tassi di interesse negativi per i conti in franchi svizzeri.
Il deprezzamento della valuta agevola il compito della banca centrale che in questi anni era stata costretta ad aumentare considerevolmente le riserve valutarie denominate in euro per difendere il floor e dare fi ato all’export elvetico che in buona parte è concentrato verso i Paesi dell’area euro. Zurigo ritiene ancora il franco svizzero eccessivamente sopravvalutato anche a questi livelli e quindi di intralcio alla congiuntura svizzera.
Partenza d’anno sprint per la Borsa di Zurigo
La sponda arrivata dalla discesa del franco rispetto all’euro ha agevolato l’ascesa della Borsa di Zurigo. Nel primo scorcio del nuovo anno l’azionario elvetico è riuscito a fare meglio degli altri principali listini europei con l’indice Smi di Zurigo salito di circa 8 punti percentuali nel mese di gennaio, trainato soprattutto dal comparto bancario. Negli ultimi 12 mesi la Borsa elvetica risulta la migliore nel panorama dei principali indici azionari mondiali con un saldo positivo del 20%. La scorsa settimana si è distinta Swatch grazie al balzo del 26% dei profi tti nel 2012, oltre le attese del mercato.
The Royal Bank of Scotland plc è un rappresentante autorizzato di The Royal Bank of Scotland N.V. in alcune giurisdizioni.







