Questa volta niente accordo in extremis
Alla mezzanotte del 1° marzo sono scattati negli Stati Uniti i tanto temuti tagli automatici alla spesa pubblica……
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The Royal Bank of Scotland plc
Il cosiddetto sequester consta in tagli trasversali e generalizzati per 85 miliardi di dollari per il 2013 che raggiungeranno i 1.200 miliardi nell’arco del prossimo decennio. Nonostante i tentativi di accordo in extremis sulla falsariga di quanto fatto a inizio anno per scongiurare il fiscal cliff, questa volta c’è stata una fumata nera al Senato con i repubblicani che non hanno aperto alla proposta dei democratici di generare maggiori entrate per il governo aumentando le tasse sui redditi più alti. Il presidente Barack Obama non ha nascosto la contrarietà per il mancato accordo accusando i repubblicani di minare l’economia Usa. I tagli di bilancio automatici, a detta del presidente, rallenteranno il recupero dell’economia e costeranno 750mila posti di lavoro.
Ripercussioni su prospettive crescita 2013
Il sequester non mancherà di avere un impatto sulle prospettive di crescita della prima economia mondiale.
La Federal Reserve e il Congressional Budget Office hanno quantifi cato in uno 0,6 per cento l’impatto negativo sulla crescita nel corso di quest’anno. Anche il Fondo Monetario Internazionale ha preventivato una limatura delle prospettive di crescita per il 2013 (e anche a livello globale per le ripercussioni sui principali partner commerciali degli Stati Uniti) a causa degli effetti negativi dei tagli automatici alla spesa pubblica. Il portavoce del Fmi, William Murray, ha anticipato che il taglio sarà di almeno 0,5 punti percentuali relativamente al Pil 2013 (le attuali previsioni del Fmi sono di una crescita del 2%). La prima economia mondiale è già alle prese con una debole crescita che nel quarto trimestre del 2012 ha segnato un risicato +0,1% annualizzato.
Debole congiuntura che lo scorso dicembre aveva indotto la Federal Reserve a potenziare il piano di allentamento quantitativo (Qe3) a complessivi 85 miliardi di dollari su base mensile. La stessa banca centrale nella prima riunione del nuovo anno si è mostrata titubante su quanto a lungo portare avanti il Qe3 anche se settimana scorsa il presidente della Fed, Ben Bernanke, ha difeso fermamente il piano di acquisto asset che ha portato “benefi ci evidenti all’economia statunitense”
The Royal Bank of Scotland plc è un rappresentante autorizzato di The Royal Bank of Scotland N.V. in alcune giurisdizioni.







