Richiesta di aiuti non è più una priorità….
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The Royal Bank of Scotland plc
La Spagna ha aperto il 2013 con una promozione a pieni voti da parte del mercato. Nonostante permangano perplessità circa la capacità del Paese iberico a centrare gli obiettivi di riduzione del deficit, complice la nuova spirale recessiva che dovrebbe confermarsi anche nel corso del 2013, il sentiment positivo sui mercati sta contribuendo a dare ragione alla decisione del governo Rajoy di non far ricorso per il momento al piano di aiuti predisposto dalla Bce per i Paesi in difficoltà.
La sponda dell’istituto guidato da Mario Draghi è stata decisiva per far progressivamente tornare a livelli sostenibili il costo di rifinanziamento del debito spagnolo, sceso sotto la soglia del 5% per i titoli decennali,
oltre 200 punti base sotto i picchi toccati la scorsa estate.
La prima asta del 2013 ha visto la Spagna allocare agevolmente oltre 5,8 miliardi di euro di bond a media-lunga scadenza, ammontare superiore al range tra 4 e 5 miliardi preventivato. Il Tesoro spagnolo ha indicato un target di emissioni lorde pari a 121,3 miliardi di euro nel corso del 2013, il 7,6% in più rispetto al 2012, rimarcando come negli ultimi mesi il processo di rifinanziamento dei titoli pubblici in scadenza si è gradualmente normalizzato.
La doppia morsa di recessione e deficit
Ritrovata la fiducia sui mercati, Madrid deve ora fare i conti con la difficile ripresa dell’economia che si conferma in affanno. La produzione industriale a novembre è risultata in calo del 7,2 per cento annuo, in contrazione per il quindicesimo mese consecutivo. I tagli alla spesa pubblica e l’aumento delle tasse non hanno mancato di intaccare l’attività economica con il 2012 che dovrebbe andare in archivio con una contrazione del Pil vicina all’1,4% (dato preliminare sul Pil 2012 in uscita il prossimo 30 gennaio). Ocse
e Bruxelles prevedono un’analoga discesa quest’anno, mentre il governo mantiene una stima più ottimista di -0,5%. Il premier Rajoy ha comunque sottolineato nel discorso di fine anno che il 2013 sarà molto duro con la necessità di implementare le riforme. Intanto nel Paese continuano le proteste contro le misure di austerity che hanno acuito le difficoltà del mercato del lavoro che registra una disoccupazione record al 26,6% (oltre il 50% quella giovanile).
Guardando agli ultimi 12 mesi il numero dei disoccupati è aumentato vertiginosamente (+9,64%), con qualche timido segnale di ripresa solo nell’ultimo mese del 2012, quando il totale dei senza lavoro è sceso di 59,1 mila unità. Sul fronte conti pubblici, il Fmi prevede che il Paese mancherà gli obiettivi di riduzione del deficit concordati con la Commissione Europea (6,3% nel 2012 e 4,5% a fine 2013). Nonostante le importanti misure volte a ridurre il deficit, tra cui l’aumento dell’Iva e i tagli a salari pubblici e sussidi di disoccupazione, l’istituto di Washington vede il disavanzo di bilancio al 7% a fine 2012 e al 5,7% quest’anno. Il debito invece dovrebbe essere salito oltre il 90% a fine 2012, livello più che doppio rispetto al 39,9% registrato nel 2008.
La Borsa di Madrid sorride con le banche
L’incipit del 2013 ha visto l’azionario spagnolo continuare a mettersi in mostra con l’Ibex 35 che si è portato sui livelli più alti dal febbraio 2012. Dai minimi toccati lo scorso 24 luglio la Borsa spagnola ha registrato un recupero di oltre 45 punti percentuale trainata dalla risalita del settore finanziario, agevolato dalla concessione della prima tranche di aiuti da parte dell’Ue per 39,5 miliardi di euro e dal contestuale calo dello spread tra Bonos e Bund tedesco, sceso sotto i 350 punti base dagli oltre 600 di luglio.
The Royal Bank of Scotland plc è un rappresentante autorizzato di The Royal Bank of Scotland N.V. in alcune giurisdizioni.







