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RBS: Russia, l’economia non cresce al ritmo sperato e Mosca pensa a taglio tassi


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Pil rallenta la corsa a fine 2012
L’indebolimento della domanda mondiale pesa sull’economia russa che vede rallentare il proprio ritmo di crescita……..

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 The Royal Bank of Scotland plc


Se da un lato il presidente russo Vladimir Putin ha indicato l’ambizioso obiettivo di portare il tasso di crescita tendenziale al 5% annuo, da perseguire spingendo l’acceleratore sugli investimenti, dall’altro l’esecutivo moscovita prevede per quest’anno un ritmo di crescita solo lievemente superiore a quanto fatto nel 2012. Lo scorso anno si è chiuso con una crescita inferiore alle attese pari al 3,4% rispetto al 4,3% dell’anno prima. Secondo la banca centrale ed esponenti del Tesoro russo, una crescita più sostenuta arriverà solo sotto la spinta propulsiva di ulteriori riforme economiche. Mosca paga il progressivo affi evolirsi della domanda globale nella seconda metà del 2012 e i primi segnali del 2013 non sono incoraggianti con una combinazione di minore crescita dei consumi delle famiglie e deterioramento delle esportazioni (-1,7% l’export a gennaio). Di contro la Russia continua a godere di un mercato del lavoro in buona salute con tasso di disoccupazione sceso al 5,8% a febbraio.

Inflazione intralcia l’azione della banca centrale
La fase di rallentamento economico potrebbe indurre a un’azione di allentamento monetario da parte della banca centrale russa. Il consensus Bloomberg vede un primo taglio dei tassi all’8% già questo trimestre per scendere fino al 7,5% a inizio 2014. Nella riunione di inizio aprile i tassi sono stati lasciati all’8,25%, però la decisione è stata accompagnata da un tono più accomodante verso futuri tagli in virtù dei crescenti rischi economici. L’istituto centrale riconosce la decelerazione in atto e guarderà ai prossimi sviluppi sul mercato del lavoro e in quello del credito prima di fornire supporto alla domanda interna. Inoltre snodo centrale rimane l’inflazione. A marzo il ritmo di crescita dei prezzi si è attestato al 7% annuo, in calo rispetto al 7,3% del mese prima, ma ancora livelli praticamente doppi rispetto al minimo storico del 3,6% toccato lo scorso anno. In tal senso il numero uno della banca centrale russa, Sergei Ignatyev, non ha escluso l’eventualità di tagliare i tassi, a patto che l’inflazione scenda, mentre al momento non è individuabile una chiara tendenza al ribasso. L’ultimo rapporto del Fmi sulla Russia non manca di rimarcare i progressi fatti dal Paese, sollecitando però l’implementazione di un regime fiscale meno volatile e più utile a contenere l’inflazione.

 

Gazprom guida discesa della Borsa moscovita
Archiviato un 2012 con rialzi a doppia cifra, il mercato azionario russo ha vissuto un inizio 2013 sottotono. Il Russian Depositary Index Eur (RDX), composto dai certifi cati di deposito delle 15 azioni russe più liquide quotate sul London Stock Exchange, segna da inizio anno un calo di oltre 5 punti percentuali ed è reduce da tre settimane consecutive di cali. Tra i titoli maggiormente rappresentativi spicca il momento molto difficile di Gazprom, la cui capitalizzazione in Borsa è scesa per la prima volta dal 2009 sotto la soglia dei 100 miliardi di dollari. Il colosso statale del gas, che pesa per oltre il 19% all’interno dell’indice RDX, ha visto dilapidarsi circa un terzo del suo valore di mercato nell’ultimo anno complice il calo dei profitti e la prospettiva di dividendi inferiori alle previsioni.

 


The Royal Bank of Scotland plc è un rappresentante autorizzato di The Royal Bank of Scotland N.V. in alcune giurisdizioni.

 


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