Dalle urne emerge un sentimento anti-austerità
La ferrea politica di risanamento dei conti pubblici portata avanti dall’Italia per rispettare gli accordi presi con Bruxelles non ha mancato di riflettersi sull’esito delle elezioni politiche…….
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The Royal Bank of Scotland plc
Le urne hanno evidenziato più della metà dei consensi indirizzati verso forze anti-austerità quali il Pdl e il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo con rispettivamente il 29% e il 25% dei voti. Da subito, in assenza di una maggioranza al Senato, è emerso il rischio di ingovernabilità certifi cato dal pesante calo di quasi il 5% per Piazza Affari all’indomani delle elezioni.
Il nuovo Parlamento si insedierà il 15 marzo e settimana prossima si avrà il via delle consultazioni. Pierluigi Bersani, leader della coalizione di centro-sinistra che si è aggiudicata il premio di maggioranza alla Camera, ha dettagliato un piano composto da otto punti da portare avanti con l’eventuale sostegno del Movimento a 5 Stelle. Grillo al momento ha però escluso la possibilità di fornire un appoggio, chiudendo anche all’ipotesi di sostegno a un esecutivo tecnico. Il mercato teme uno stallo istituzionale che potrebbe protrarsi e portare a un ritorno alle urne. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha precisato che il Paese non è senza governo, con l’esecutivo Monti che resta in carica e rappresenterà l’Italia al Consiglio Europeo di metà mese.
Incertezza politica spinge Fitch a tagliare il rating
L’esito del voto italiano non ha lasciato indifferenti le agenzie di rating. Fitch ha abbassato il merito di credito dell’Italia a “BBB+” ritenendo improbabile la formazione di un nuovo governo stabile “con l’incertezza che ne deriva che crea un contesto non favorevole alle riforme strutturali”. Un declassamento potrebbe arrivare anche da Moody’s in caso di un peggioramento nelle condizioni di fi nanziamento e di ulteriore deterioramento delle prospettive economiche del Paese. L’Italia rischia di fatto un prolungamento della recessione che attanaglia la penisola già da sei trimestri consecutivi. Il 2012 è stato archiviato con un Pil in contrazione del 2,4% dovuta alla fl ebile domanda interna (-3,9% i consumi) complice la forte stretta fi scale, mentre ha tenuto bene l’export (+2,3%). Inoltre a gennaio la disoccupazione si è spinta ai massimi dal 1992 all’11,7%. Di contro appaiono sotto controllo i conti pubblici con rapporto defi cit/Pil sceso al 3% (dal 3,8% del 2011) che permette all’Italia di chiudere la procedura d’infrazione avviata dall’Ue nel 2009. Nonostante la recessione, il Tesoro italiano ritiene che le misure fiscali adottate saranno suffi cienti per ottenere una ulteriore riduzione del defi cit nel 2013.
Piazza Affari tenta risalita dopo il febbraio nero
Dopo una prima reazione emotiva, i mercati si sono mostrati abbastanza clementi con l’Italia e non ci sono state ripercussioni eccessive sui titoli di Stato. Le prime aste post-voto hanno attratto una buona domanda per Bot semestrali e Btp con il rendimento del titolo decennale che si è mantenuto tranquillamente sotto la soglia del 5%. Guardando a Piazza Affari, il bilancio di febbraio è stato molto magro (-9% circa) con un parziale recupero nel primo scorcio di marzo. In diffi coltà nelle settimane post-voto soprattutto il comparto bancario, mentre continua il trend positivo di titoli quali Ferragamo, Azimut e Luxottica sostenuti dai positivi conti 2012.
The Royal Bank of Scotland plc è un rappresentante autorizzato di The Royal Bank of Scotland N.V. in alcune giurisdizioni.







