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RBS: Cina, mutano le priorità senza rinunciare alla crescita


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Nuovi vertici confermano ruolo centrale dell’economia…….

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 The Royal Bank of Scotland plc


Si è completata nelle scorse settimane la delicata fase di transizione della Cina con la nomina il 14 marzo del nuovo presidente, Xi Jinping, a cui ha fatto seguito quella di Li Keqiang come nuovo premier. Nel suo primo discorso davanti all’Assemblea Nazionale del Popolo, Jinping ha ribadito il ruolo centrare che dovrà continuare ad avere l’economia. I nuovi leader vogliono implementare il processo già iniziato dai loro predecessori volto a rendere il Paese meno vulnerabile alle turbolenze della domanda mondiale, ossia meno dipendente dall’export. Per farlo la ricetta di Pechino è quella di spostare le attenzioni verso lo stimolo dei consumi interni anche attraverso delle riforme strutturali. In particolare sono attese delle riforme sociali che vadano a irrobustire il reddito disponibile, aumentando così la capacità di spesa degli oltre 1,3 miliardi di cittadini cinesi, ma anche a rafforzare il carente welfare state dell’ex Celeste Impero. Nonostante la Cina sia la seconda potenza mondiale, secondo quanto stimato dalle Nazioni Unite il 13% della popolazione vive con meno di 1,25 dollari al giorno.

Pronta a diventare la prima economia mondiale

Prima di passare il testimone a Li Keqiang, il premier uscente Wen Jabiao a inizio maggio ha confermato il target di crescita al 7,5% anche per il 2013 dopo aver archiviato lo scorso anno con una crescita lievemente superiore, pari al 7,8%. Quest’anno l’intenzione è quella di fornire il massimo sostegno alla crescita aumentando considerevolmente la spesa pubblica, tra cui spicca il +10,7% previsto per le spese militari e il +8,7% per quelle di sicurezza. Per permettere ciò l’obiettivo di deficit è stato allentato al 2% del Pil dall’1,6% del 2012. Gli sforzi profusi da Pechino dovrebbero portare a una riaccelerazione del ritmo di crescita che nel 2012 è stato il più basso degli ultimi 13 anni.

Secondo l’ultimo studio dell’Ocse l’economia cinese crescerà al ritmo dell’8,5% quest’anno e dell’8,9% nel 2014. Tuttavia, per assicurarsi una rapida crescita e un miglioramento degli standard di vita, l’istituto parigino avverte che occorrerà l’implementazione di significa tive riforme strutturali. A questi ritmi di crescita l’Ocse stima che la Cina è destinata a diventare la più grande economia mondiale entro il 2016.

Hang Seng paga la stretta sull’immobiliare

l primo trimestre del 2013 si sta per chiudere con un bilancio negativo di quasi 5 punti percentuali per l’Hang Seng China Enterprise Index (Hscei) complice soprattutto la debolezza degli ultimi due mesi con ribassi a doppia cifra rispetto ai livelli di fi ne gennaio. L’Hscei è composto dalle azioni di classe “H”, ossia di azioni di società cinesi ma negoziate ad Hong-Kong (e quindi negoziate in dollari di Hong Kong).

A penalizzare i listini cinesi nelle ultime settimane è stata soprattutto l’annuncio della stretta sul settore immobiliare per sedare il rischio di una bolla, cresciuto dopo l’inarrestabile corsa registrata dai prezzi delle abitazioni negli ultimi mesi.

Tra le misure spicca l’aumento della parte in contante da depositare per poter acquistare la prima abitazione e i piu elevati tassi di interesse sull’acquisto di seconde case o per gli acquisti immobiliari a fi ni di investimento. E’ stata inoltre introdotta una tassazione pari al 20% sul capital gain ottenuto dalla cessione di proprietà immobiliari

 

 


The Royal Bank of Scotland plc è un rappresentante autorizzato di The Royal Bank of Scotland N.V. in alcune giurisdizioni.

 


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