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Prende quota l’ipotesi di creare un Fondo monetario europeo per assistere i Paesi della zona euro

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Prende quota l’ipotesi di creare un Fondo monetario europeo per assistere i Paesi della zona euro in difficoltà e il dibattito si fa acceso su i temi caldi che hanno scosso l’Europa monetaria negli ultimi mesi.
Con la Germania in prima fila a supportare l’iniziativa di creare un Tesoro a fianco di una Banca Centrale, non…


sono solo i francesi a storcere il naso, ma anche coloro che vedono il nuovo FME come un doppione del quasi omonimo FMI. In questo clima sembrano acquietarsi le pressioni sulla moneta unica, con il dissiparsi dei timori di default della Grecia, e con l’attenzione degli investitori che si sta lentamente spostando verso altri driver.
Dato che il mercato del lavoro USA sembra aver arrestato l’emorragia che ha caratterizzato i mesi più duri della crisi economico finanziaria, allontanando lo spettro di tassi di disoccupazione oltre i 10 punti percentuali, l’economia USA basata sui consumi dei lavoratori può tirare un sospiro di sollievo e, in questa situazione di sterile crescita economica, riportare un certo appetito per il rischio sui mercati; inizialmente però l’euro non consolida la sua posizione in area 1.3700 contro dollaro, incanalandosi nuovamente in un range laterale che lo caratterizza da diverse sedute, ma esce alla distanza rinnovando i massimi e aggiornando i target rialzisti ad un ambizioso 1.4000. Sotto pressione invece lo yen, con la valuta nipponica in deprezzamento sulle ipotesi di nuove misure di espansione monetaria in arrivo a breve: martedì e mercoledì prossimo si terrà infatti il meeting della banca centrale giapponese, dal quale gli operatori si aspettano ulteriori misure di stimolo, come l’estensione delle operazioni speciali sul mercato monetario. Sul fronte asiatico è il premier cinese Wen Jiabao ad alzare la voce parlando ai giornalisti a conclusione della sessione annuale dell’Assemblea nazionale del popolo , Wen ha indirettamente criticato gli Usa per l’ insistenza con la quale chiedono la rivalutazione e confermando che non si accettano pressioni sullo yuan, che sarà mantenuto stabile.

Tornando alle major, se da un lato l’euro rialza la testa, il dollaro torna ad essere oggetto di vendite dai principali player del mercato. Il deficit della bilancia commerciale a gennaio si è chiuso scendendo a -37,3 miliardi, da 39,9 miliardi di dicembre. Il Beige Book indica una dinamica positiva, anche se moderata, dei consumi, ma segnala che la spesa a febbraio in alcune aree è stata frenata dalle condizioni climatiche avverse che hanno bloccato l’attività in gran parte del paese. Sul fronte europeo segnaliamo da una parte la totale assenza di spunti operativi sulla valuta Svizzera e il mantenimento delle spinte ribassiste sulla Sterlina Inglese. Massima attenzione ai listini azionari Europei e Americani che se dovessero mantenere il trend rialzista degli ultimi giorni potrebbero spingere ulteriormente al ribasso la valuta Nipponica e premiare il movimento bullisch dell’eurodollaro.


L’utente prende atto che le informazioni contenute in questo report hanno mera natura informativa e vengono elaborate dall’analisi dei dati di negoziazione, dei dati di mercato e dalle statistiche.

Analisi Weekly

a cura di: Cfx Intermediazioni

Fonte: Cfx Intermediazioni.com

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