È entrato in quotazione su Borsa Italiana un nuovo ETF in grado di replicare l’andamento dell’indice Russell 2000. Questo indice raggruppa le società a piccola e media capitalizzazione negoziate a Wall Street. …
Nel mese di aprile Deutsche Bank ha portato in quotazione un nuovo ETF su un indice azionario americano: il Russel 2000. Con una commissione annua di gestione dello 0,45 per cento, il db x-trackers Russell 2000 Etf replica, attraverso una gestione passiva, l’indice Russell 2000 Total Return, un paniere che raccoglie le migliori società a piccola e media capitalizzazione degli Usa. L’indice è total return, ovvero i dividendi delle società inserite nel paniere vengono reinvestiti all’interno del fondo e non sono pertanto distribuiti.
A livello settoriale il peso maggiore è quello dei titoli finanziari (21,08 per cento dell’indice). Seguono industriali (17,54 per cento), beni di consumo (12,69 per cento), farmaceutici (12,26 per cento), informatici (11,94 per cento), Utilities (7,58 per cento) ed energetici (6,15 per cento). Le principali azioni sono Myriad Genetics (0,64 per cento), Ale-xion Pharmaceuticals (0,49 per cento), Ralcorp Holdings (0,48 per cento), Sybase (0,38 per cento) e OSI Pharmaceuticals (0,35 per cento).
Questo investimento dipende anche dalle fluttuazioni del rapporto di cambio tra il biglietto verde e la moneta unica europea.
La composizione
L’interesse per il comparto delle small cap a stelle e strisce, titoli con una capitalizzazione media di 819 milioni di dollari, nasce sopratutto dalle maggiori potenzialità di crescita che caratterizzano queste società. Queste aziende presentano generalmente modelli di business dinamici e flessibili, che gli consentono di affermarsi come leader in particolari nicchie di mercato.
Aziende come Microsoft e Google hanno fatto parte del Russell 2000 nella loro fase di massimo sviluppo, prima di divenire aziende di grandi dimensioni, ca-ratterizzate da tassi di crescita più conte-nuti e inserite in indici a più elevata capitalizzazione, quali l’S&P 500. Elevati tassi di crescita non possono infatti essere sostenuti all’infinito. A un certo punto,quando le aziende passano dalla fase di espansione a quella della maturità, la crescita diminuisce, fino a stabilizzarsi. Tra le small cap è dunque ancora possibile scoprire dei veri “tesori nascosti”. Per cogliere le opportunità offerte da questo universo variegato di titoli è necessario affidarsi a uno strumento diversificato e che permetta di investire su un intero pa-niere, cosi da non dover conoscere nel dettaglio le singole società.
Le opportunità
Con le small cap dell’indice Russell 2000 un investitore non punta però solo al potenziale di elevata crescita. L’investimento in aziende a piccola capitalizzazione da anche la possibilità ai rispar-miatori di diversificare ulteriormente la componente azionaria del proprio portafoglio, in modo da ridurre i rischi. Inoltre, in questo segmento si riesce a trarre vantaggio dalle inefficienze informative. L’universo di investimento delle small cap è gigantesco, i singoli titoli non sono al centro dell’attenzione degli operatori e il loro andamento non viene seguito da vicino dalle principali banche d’affari, aprendo spazi per approfittare di eventuali sottovalutazioni. Infine, studi empi-rici hanno dimostrato che a lungo termine le small cap esprimono un andamento più positivo rispetto alle large cap.
Fonte: X-Press Markets (MAGGIO 2009) – Deutsche Bank
Autore: Massimiliano Volpe








