BRASILE BANDIERA

Olanda alle prese con il lento rientro del deficit e una recessione duratura


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Un anno in più per far tornare defi  cit sotto il 3%
Da sempre vicina alle posizioni della Germania in tema di rigore contro i Paesi del Sud Europa, l’Olanda si trova a fronteggiare una debole crescita economica abbinata al ritardo sul piano di rientro del defi  cit. A fi ne maggio la Commissione europea ha certificato le difficoltà del Paese dei mulini a vento, la quinta maggiore economia della zona…

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 The Royal Bank of Scotland plc


euro, concedendogli più di tempo per rimettersi in carreggiata e riportare il disavanzo sotto la soglia critica del 3% del Pil. Come Parigi anche Amsterdam avrà un anno in più per raggiungere i target di bilancio del patto di stabilità dell’Unione economica e monetaria. Secondo le nuove previsioni della Commissione europea l’Olanda registrerà un
rapporto defi  cit/Pil pari al 3,6% per il 2013 per poi scendere al 2,8% il prossimo anno. La commissione guidata da Barroso ha esortato il governo liberale di Rutte a proseguire sulla strada del consolidamento fiscale e delle riforme strutturali. Ma non solo, l’economia olandese deve superare gli squilibri e le rigidità del mercato immobiliare, e incoraggiare la partecipazione al mercato del lavoro.

Massimo merito creditizio a rischio
Per tornare a guadagnare credibilità e mantenere la tripla AAA (da qualche tempo vacilla con Moody’s e Fitch che hanno abbassato le prospettive a negative), il governo ha varato lo scorso ottobre un programma quadriennale di misure di austerità pari a 16 miliardi di euro e di fronte alla fragile congiuntura il primo ministro olandese, Mark Rutte, potrebbe decidere ad agosto l’implementazione di misure di austerità supplementari pari a circa 4 miliardi di dollari per raggiungere l’obiettivo entro il 2014. L’economia olandese è già finita in recessione due volte negli ultimi quattro
anni. La debole domanda interna continua a pesare sulla ripresa che procede a rilento e rimane debole.
Come affermato dal Fondo monetario internazionale i Paesi Bassi stanno affrontando le medesime difficoltà dei Paesi periferici: l’elevato indebitamento delle famiglie, la debolezza del settore fi  nanziario, il calo delle compravendite nel comparto immobiliare, il rapido aumento della disoccupazione e infi  ne una asfittica domanda interna. E in uno scenario così frammentato l’appuntamento con la ripresa è rimandato all’anno prossimo. Questo il responso che emerge dalle recenti previsioni diffuse sia dalla Commissione europea sia dall’Ocse.
Bruxelles stima una contrazione del Pil dei Paesi Bassi pari allo 0,8% nel 2013 e una crescita dello 0,9% per l’anno prossimo. Leggermente più pessimistiche le indicazioni dell’istituto parigino che vede un Pil a -0,9% per l’anno in corso e un +0,7% per l’anno successivo. Quanto alla disoccupazione il tasso, secondo le stime di entrambi gli istituti, è destinato a salire intorno al 7% nel 2014.

La Borsa di Amsterdam non paga dazio
Nessuna correlazione tra i mercati e la congiuntura economica. Malgrado i dati negativi in arrivo dal fronte economico la Borsa di Amsterdam ha seguito il buon umore dei principali listini europei e mondiali. Da inizio anno l’indice AEX, che raggruppa le principali aziende olandesi quotate ad Amsterdam, ha guadagnato circa il 6%, mentre negli ultimi dodici mesi il listino è salito di quasi il 20%. Tra i singoli titoli negli ultimi dodici mesi si è messo in evidenza Asml (+60% circa) sostenuto dalle attese di crescita della domanda di chip di nuova generazione per tablet e smartphone.

 


The Royal Bank of Scotland plc è un rappresentante autorizzato di The Royal Bank of Scotland N.V. in alcune giurisdizioni.


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