I market mover della settimana: Nell’area euro, cominceranno ad essere diffusi i primi dati sugli indici di fiducia relativi al mese di gennaio. La stima flash sui PMI e gli indicatori di fiducia delle imprese in Francia e Belgio dovrebbero mostrare un miglioramento solo marginale, mentre l’indice ZEW sulle attese di analisti e investitori istituzionali è….

Da seguire:
Nessun dato di rilievo in agenda oggi.
– Aste – Offerta su scadenze corte in Francia (9,5 mld) e Olanda.
….. visto arretrare lievemente pur rimanendo improntato a un deciso ottimismo sulle prospettive a 6 mesi dell’economia tedesca.
Negli Stati Uniti, la settimana vede pochi dati in uscita. Il PPI dovrebbe registrare un modesto aumento. I cantieri e le licenze dovrebbero indicare stabilizzazione del settore costruzioni residenziali. Nuovi cantieri e licenze dovrebbero essere in calo a dicembre, dopo l’accelerazione spinta dagli incentivi fiscali fino a novembre. L’indice della Philadelphia Fed dovrebbe calare modestamente a gennaio, e rimanere coerente con crescita moderata dell’attività.
Venerdì sui mercati
Euro di nuovo in flessione contro dollaro (min. 1,4336) e yen (min. 130,10), sebbene in lieve ripresa questa mattina. Netta flessione degli indici azionari, superiore al punto in Europa e America e ai due punti percentuali in Giappone. Tassi a termine e rendimenti dei titoli di stato in calo su tutti i mercati, con allargamento degli spread dei periferici sul Bund.
Area Euro
Il CPI a dicembre è stato confermato in crescita a 0,9% a/a da 0,5% a/a di novembre. Nel mese i prezzi sono saliti di tre decimi (da 0,1% m/m precedente), spinti dalle componenti tipicamente stagionali dei pacchetti-vacanza, dei trasporti aerei e dei servizi ricettivi (contributi rispettivamente di 12,7%, 6,4% e 4,9% m/m). L’inflazione core aumenta di un decimo a 1,1% a/a, restando vicina ai minimi dal 2001. Per i prossimi mesi ci aspettiamo che il CPI si attesta solo di poco al di sopra dell’1%, mentre sull’inflazione core vi sono ancora ampi margini di calo.
Stati Uniti
I CPI generale e core sono aumentati dello 0,1% m/m a dicembre. L’energia registra un aumento di 0,2% m/m e i servizi crescono dello 0,1%. L’abitazione vede ancora prezzi invariati e questo contribuisce a frenare la dinamica dell’indice sottostante; infatti, sui beni si riscontrano aumenti di una certa entità (abbigliamento +0,4% m/m, auto +0,3% m/m). Su base tendenziale l’inflazione accelera a 2,7% a/a sull’indice generale e a 1,8% a/a sull’indice senza alimentari ed energia. Il salto dell’inflazione tendenziale riflette l’effetto confronto con fine 2008, ma il trend sottostante dei prezzi rimane moderato e coerente con un calo nella prima metà del 2010.
L’indagine Empire di gennaio sale a 15,92 da 4,5 di dicembre. Complessivamente l’indagine dà indicazioni favorevoli al proseguimento della ripresa, anche se la volatilità della serie richiede cautela nell’estrapolazione del miglioramento alle altre indagini di settore che non avevano subito la correzione vista dall’Empire a dicembre.
La produzione industriale a dicembre è aumentata dello 0,6% m/m; l’output nel settore manifatturiero è però calato dello 0,1% m/m, con un calo della produzione di autoveicoli di 0,1% m/m. In forte aumento la produzione delle utilities per le condizioni climatiche avverse. L’utilizzo della capacità produttiva sale a 72% da 71,5% di novembre. I dati confermano un 4° trimestre in aumento sostenuto dal lato dell’offerta e danno supporto all’aspettativa di accelerazione della crescita a fine anno.
Analisi Daily
Appendice
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– Aste – L’Italia colloca il nuovo BTP 4,25% 03/2020 per un ammontare di 4-5 mld, e riapre rispettivamente per 2-2,5 mld e per 1,5-2,25 mld il BTP 2,5% 07/2012 e il CCT 07/2016.
Area Euro
– L’operazione di rifinanziamento a 1 anno dovrebbe chiudersi con un’allocazione di fondi inferiore ai 442 mld dell’asta del 22 giugno, dato il miglioramento delle condizioni di mercato monetario e, soprattutto, il calo dei tassi a brevissimo termine che nel frattempo è intervenuto. La stima di consenso è di 135 mld. L’asta sarà condotta a tasso fisso e senza l’applicazione di uno spread sul refi.
– L’indice di fiducia economica della Commissione UE offrirà un quadro più completo sulla situazione ciclica nell’area euro. Il ritmo della ripresa sembra aver rallentato a fine estate stando alle indagini nazionali che hanno mostrato aumenti inferiori alle attese in Germania, Belgio e Olanda. L’indice sintetico è visto in salita a 81,8, da un precedente 80,6. Se confermato, il dato lascerebbe la media per il 3° trimestre a 79,5, da un precedente 70,2 coerente con una contrazione meno pesante del PIL nei mesi estivi.
– Italia. L’indice delle retribuzioni orarie contrattuali è visto mantenere una crescita annua stabile a 2,1% a/a ad agosto. Si tratta di un deciso rallentamento dal picco di 4,3% a/a toccato a gennaio. Le retribuzioni contrattuali potrebbero rimbalzare lievemente fino a 2,8% a/a nei mesi autunnali, per effetto dell’applicazione di incrementi previsti, ma c’è il rischio di un successivo rallentamento sotto il 2% tra fine 2009 e inizio 2010, per via degli effetti ritardati dell’aumento in corso della disoccupazione.
– Italia. La fiducia delle imprese manifatturiere è vista in aumento per il sesto mese consecutivo a settembre. Stimiamo l’indice ISAE a 76,6, da 74,8 precedente. La fiducia è ormai in deciso recupero dal minimo di marzo (62), pur rimanendo ben al di sotto della media storica (88,2). Il dato sarebbe coerente con il recupero di fiducia visto negli altri Paesi europei. Confortante il fatto che, a partire dal mese scorso, il miglioramento abbia cominciato a riguardare le valutazioni delle imprese sugli ordini, mentre fino ad allora il recupero era guidato soprattutto dalla fase di decumulo dei magazzini.
Stati Uniti
– La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a settembre dovrebbe salire a 55 da 54 di agosto. Nelle ultime settimane gli indici di fiducia non hanno segnalato nuovi miglioramenti: la fiducia dovrebbe oscillare nel range ristretto degli ultimi quattro mesi (47,4-54,8). Ad agosto l’indagine del Conference Board aveva registrato un ampio aumento della componente aspettative (+10,1), mentre quella corrente si era riportata solo sul livello di luglio (+1,6, a 24,9). Anche gli indicatori del mercato del lavoro erano migliorati ad agosto senza segnare nuovi massimi (a -40,9 ad agosto, risultato meno brillante che a maggio, a -38,1).
Ieri sui mercati
Le tensioni sullo yen hanno suggerito alle autorità monetarie nipponiche una correzione di tiro: Fuji ha affermato che gli attuali movimenti dei cambi sono “naturali”, ma che potrebbe agire se diventassero abnormi; in ogni caso, non ha mai sostenuto né uno yen forte, né uno yen debole. Il rimbalzo degli indici azionari ha brevemente riportato il cambio euro/dollaro verso 1,465, con massimi a 1,4680. Dollaro fra 89,5 e 90,6 yen, ampiamente sopra i minimi di 88,23 toccati nella notte fra domenica e lunedì. La sterlina, scesa fino a 1,576, in seguito è rientrata fra 1,5870-1,5960. Dollaro australiano sostenuto anche da voci di rialzo dei tassi a novembre e dicembre. Calo dei rendimenti sui titoli di stato, nuovamente più marcato sulle scadenze lunghe delle curve. Stabili i corsi delle materie prime, con moderati rialzi per il petrolio ($0,69 per la prima scadenza del Light Crude Future).
Area Euro
Germania. A settembre l’indice dei prezzi al consumo è calato di 0,3% m/m, più debole delle stime di consenso ma in linea con la nostra previsione. Sull’anno i prezzi al consumo calano di 0,2% /a e di 0,3% /a sulla misura armonizzata. La flessione dei prezzi è riconducibile al rientro delle pressioni sui prezzi delle benzine ed alimentari freschi. L’inflazione tedesca dovrebbe tornare positivada fine 2009.
Italia. La fiducia dei consumatori ha continuato a salire a settembre, battendo ancora una volta la più rosea delle previsioni. L’indice è così arrivato a 113,6 (da 111,8 di agosto), arrivando ai massimi da oltre 7 anni. Peraltro, il miglioramento riguarda più la valutazione sulla situazione economica generale del Paese che non la situazione personale degli intervistati, migliorata solo lievemente a 125,9 da 125. Continuano a salire (rimanendo comunque al di sotto dei massimi toccati a marzo) le attese sulla disoccupazione.
Stati Uniti
Il Chicago Fed National Index, l’indice composito del ciclo costruito sulla base di ben 85 diversi indicatori, è tornato a scendere ad agosto (a -0,90) dopo aver toccato a luglio (a -0,56) un massimo da gennaio 2008. Il peggioramento è dovuto principalmente agli indicatori sul mercato del lavoro (il tasso di disoccupazione è salito di 3 decimi a 9,7%). L’indicatore è su livelli ancora recessivi ma segnala un deciso attenuarsi della recessione rispetto ai primi mesi dell’anno.
Giappone
L’inflazione ad agosto è scesa a -2,2% a/a; al netto di alimentari freschi l’indice scende a -2,4% a/a. La misura sottostante (ex energia e alimentari) segna -0,9% a/a. Anche i dati di Tokyo per settembre vedono ancora cali marcati.
L’indice di fiducia delle piccole imprese è salito a settembre a 43,5 da 41,8, in aumento continuo dai minimi di 24,9 di gennaio.






