L’indice della Philadelphia Fed a dicembre dovrebbe aumentare modestamente a 17 da 16,7 di novembre
La pubblicazione, ad ottobre, per la prima serie mensile sulla disoccupazione suggerisce che in media nei mesi estivi il tasso di disoccupazione dovrebbe essere salito al 7,7% da….
un precedente 7,4%. Nei prossimi mesi la debolezza ciclica ed il progressivo minor supporto da schemi governativi determineranno un aumento della disoccupazione. Il picco dovrebbe vedersi per metà 2011.
Stati Uniti
– L’indice della Philadelphia Fed a dicembre dovrebbe aumentare modestamente a 17 da 16,7 di novembre. L’indice era calato a ottobre e novembre aveva segnato una ripresa sul trend precedente. Come notato per l’Empire, i dati del settore manifatturiero più recenti sono stati misti (ISM di novembre in calo, ore lavorate in aumento piuttosto marcato, +0,4% m/m). L’indagine non dovrebbe mostrare accelerazione, ma stabilizzazione su un ritmo di crescita simile a quello dei mesi precedenti.
Ieri sui mercati
Per le tensioni sul merito di credito di alcuni Stati membri, l’Euro risulta in netta flessione sui mercati valutari: nelle ultime ore ha segnato un minimo di 1,4370 sul dollaro e di 128,99 sullo yen, ma anche rispetto alla sterlina è vicino al minimo trimestrale di metà novembre (0,883). Come cambio effettivo il dollaro ha recuperato in dicembre tutto il terreno perduto nei tre mesi precedenti. Tassi Euribor stabili o in marginale flessione; OIS sull’euro in calo.
Area euro
Anche Standard & Poor’s ha declassato la Grecia da A- a BBB+, come già Fitch la scorsa settimana. La motivazione è che le misure di austerity annunciate da Papandreou lunedì difficilmente potranno consentire una sostenibile riduzione nel servizio del debito. L’outlook rimane negativo. Lo spread sul decennale (ca 251pb) è più alto di quello atteso con un rating BBB+.
A dicembre, il PMI composito per l’area euro è salito a 54,2 da un precedente 53,7, marginalmente più forte delle attese (54,0). In media, nel quarto trimestre di quest’anno l’indice si è assestato a 53,6 quattro punti al di sopra del livello di settembre. L’indagine è coerente con un proseguimento della ripresa nell’area euro nei mesi finali dell’anno anche se a ritmi inferiori rispetto al terzo trimestre. La crescita rimarrà ancora a lungo al di sotto dei livelli pre crisi.
L’ultima asta ad un anno della BCE ha visto l’assegnazione di fondi per 96,9 miliardi di euro, in aumento di circa 22 miliardi rispetto ai 75 allocati a settembre.
Stati Uniti
La riunione del FOMC si è conclusa senza novità di rilievo. Come atteso, il comunicato ribadisce che le condizioni economiche ancora in atto –e in particolare, ampie risorse inutilizzate, inflazione moderata e aspettative stabili – giustificano un livello eccezionalmente basso dei tassi “per un periodo prolungato”. Il comunicato indica che entro febbraio 2010 i programmi speciali di liquidità si esauriranno, in linea con le scadenze annunciate a giugno 2009, ma la Fed rimane pronta a modificare le date di scadenza in caso di necessità.
Il CPI a novembre è aumentato dello 0,4% m/m (1,8% a/a) e l’indice core è rimasto invariato su base mensile (1,7% a/a). Sull’indice headline ha pesato l’aumento dell’energia (+4,1% m/m). I dati sono coerenti con uno scenario di inflazione in moderato calo per l’indice core e di temporaneo aumento per l’indice headline, legato alla dinamica dei prezzi energetici.
I nuovi cantieri sono rimbalzati a 574 mila a novembre (+8,9% m/m), da 527 mila di ottobre. Le licenze salgono a 584 mila a novembre, da 551 mila di ottobre.
Il saldo di partite correnti nel 3° trimestre si allarga a 108 miliardi di dollari (3% del PIL) da 98 miliardi del 2° trimestre. Il rimbalzo è in gran parte dovuto all’aumento del prezzo del petrolio
Analisi Daily
Appendice
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– Aste – L’Italia colloca il nuovo BTP 4,25% 03/2020 per un ammontare di 4-5 mld, e riapre rispettivamente per 2-2,5 mld e per 1,5-2,25 mld il BTP 2,5% 07/2012 e il CCT 07/2016.
Area Euro
– L’operazione di rifinanziamento a 1 anno dovrebbe chiudersi con un’allocazione di fondi inferiore ai 442 mld dell’asta del 22 giugno, dato il miglioramento delle condizioni di mercato monetario e, soprattutto, il calo dei tassi a brevissimo termine che nel frattempo è intervenuto. La stima di consenso è di 135 mld. L’asta sarà condotta a tasso fisso e senza l’applicazione di uno spread sul refi.
– L’indice di fiducia economica della Commissione UE offrirà un quadro più completo sulla situazione ciclica nell’area euro. Il ritmo della ripresa sembra aver rallentato a fine estate stando alle indagini nazionali che hanno mostrato aumenti inferiori alle attese in Germania, Belgio e Olanda. L’indice sintetico è visto in salita a 81,8, da un precedente 80,6. Se confermato, il dato lascerebbe la media per il 3° trimestre a 79,5, da un precedente 70,2 coerente con una contrazione meno pesante del PIL nei mesi estivi.
– Italia. L’indice delle retribuzioni orarie contrattuali è visto mantenere una crescita annua stabile a 2,1% a/a ad agosto. Si tratta di un deciso rallentamento dal picco di 4,3% a/a toccato a gennaio. Le retribuzioni contrattuali potrebbero rimbalzare lievemente fino a 2,8% a/a nei mesi autunnali, per effetto dell’applicazione di incrementi previsti, ma c’è il rischio di un successivo rallentamento sotto il 2% tra fine 2009 e inizio 2010, per via degli effetti ritardati dell’aumento in corso della disoccupazione.
– Italia. La fiducia delle imprese manifatturiere è vista in aumento per il sesto mese consecutivo a settembre. Stimiamo l’indice ISAE a 76,6, da 74,8 precedente. La fiducia è ormai in deciso recupero dal minimo di marzo (62), pur rimanendo ben al di sotto della media storica (88,2). Il dato sarebbe coerente con il recupero di fiducia visto negli altri Paesi europei. Confortante il fatto che, a partire dal mese scorso, il miglioramento abbia cominciato a riguardare le valutazioni delle imprese sugli ordini, mentre fino ad allora il recupero era guidato soprattutto dalla fase di decumulo dei magazzini.
Stati Uniti
– La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a settembre dovrebbe salire a 55 da 54 di agosto. Nelle ultime settimane gli indici di fiducia non hanno segnalato nuovi miglioramenti: la fiducia dovrebbe oscillare nel range ristretto degli ultimi quattro mesi (47,4-54,8). Ad agosto l’indagine del Conference Board aveva registrato un ampio aumento della componente aspettative (+10,1), mentre quella corrente si era riportata solo sul livello di luglio (+1,6, a 24,9). Anche gli indicatori del mercato del lavoro erano migliorati ad agosto senza segnare nuovi massimi (a -40,9 ad agosto, risultato meno brillante che a maggio, a -38,1).
Ieri sui mercati
Le tensioni sullo yen hanno suggerito alle autorità monetarie nipponiche una correzione di tiro: Fuji ha affermato che gli attuali movimenti dei cambi sono “naturali”, ma che potrebbe agire se diventassero abnormi; in ogni caso, non ha mai sostenuto né uno yen forte, né uno yen debole. Il rimbalzo degli indici azionari ha brevemente riportato il cambio euro/dollaro verso 1,465, con massimi a 1,4680. Dollaro fra 89,5 e 90,6 yen, ampiamente sopra i minimi di 88,23 toccati nella notte fra domenica e lunedì. La sterlina, scesa fino a 1,576, in seguito è rientrata fra 1,5870-1,5960. Dollaro australiano sostenuto anche da voci di rialzo dei tassi a novembre e dicembre. Calo dei rendimenti sui titoli di stato, nuovamente più marcato sulle scadenze lunghe delle curve. Stabili i corsi delle materie prime, con moderati rialzi per il petrolio ($0,69 per la prima scadenza del Light Crude Future).
Area Euro
Germania. A settembre l’indice dei prezzi al consumo è calato di 0,3% m/m, più debole delle stime di consenso ma in linea con la nostra previsione. Sull’anno i prezzi al consumo calano di 0,2% /a e di 0,3% /a sulla misura armonizzata. La flessione dei prezzi è riconducibile al rientro delle pressioni sui prezzi delle benzine ed alimentari freschi. L’inflazione tedesca dovrebbe tornare positivada fine 2009.
Italia. La fiducia dei consumatori ha continuato a salire a settembre, battendo ancora una volta la più rosea delle previsioni. L’indice è così arrivato a 113,6 (da 111,8 di agosto), arrivando ai massimi da oltre 7 anni. Peraltro, il miglioramento riguarda più la valutazione sulla situazione economica generale del Paese che non la situazione personale degli intervistati, migliorata solo lievemente a 125,9 da 125. Continuano a salire (rimanendo comunque al di sotto dei massimi toccati a marzo) le attese sulla disoccupazione.
Stati Uniti
Il Chicago Fed National Index, l’indice composito del ciclo costruito sulla base di ben 85 diversi indicatori, è tornato a scendere ad agosto (a -0,90) dopo aver toccato a luglio (a -0,56) un massimo da gennaio 2008. Il peggioramento è dovuto principalmente agli indicatori sul mercato del lavoro (il tasso di disoccupazione è salito di 3 decimi a 9,7%). L’indicatore è su livelli ancora recessivi ma segnala un deciso attenuarsi della recessione rispetto ai primi mesi dell’anno.
Giappone
L’inflazione ad agosto è scesa a -2,2% a/a; al netto di alimentari freschi l’indice scende a -2,4% a/a. La misura sottostante (ex energia e alimentari) segna -0,9% a/a. Anche i dati di Tokyo per settembre vedono ancora cali marcati.
L’indice di fiducia delle piccole imprese è salito a settembre a 43,5 da 41,8, in aumento continuo dai minimi di 24,9 di gennaio.






