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Le economie dei mercati emergenti in corsia di sorpasso


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In occidente la crescita moderata e i bassi livelli di inflazione creano un solido scenario per gli investimenti in titoli azionari e a reddito fisso  …

“La ripresa economica globale prosegue come se il mondo fosse diviso in due universi distinti ma paralleli”, scrive John Greenwood, Chief Economist di Invesco, nel suo “Economic Outlook” per il secondo trimestre del 2010. Greenwood prevede una crescita anemica nei paesi occidentali sviluppati, mentre alcuni mercati emergenti sembrano pronti a spingere sull’acceleratore grazie alla crescente forza delle rispettive economie nazionali.

Secondo il Chief Economist di Invesco, la differenza fondamentale riguarda i bilanci delle famiglie Greenwoode la situazione patrimoniale-finanziaria.

Dopo anni di eccessi di spesa, le economie sviluppate si avviano verso un prolungato periodo di ristrutturazione dei bilanci, con conseguenti bassi livelli di credito e di espansione monetaria che probabilmente imporranno un limite alla crescita e all’inflazione. Scottate dall’esperienza delle crisi finanziarie degli anni 90, molte economie emergenti sono invece rimaste al di fuori della bolla creditizia e immobiliare che ha travolto le economie occidentali sviluppate dopo il 2001. I bilanci sono quindi rimasti solidi e le politiche di stimolo adottate dai governi per contrastare gli effetti della recessione globale hanno guadagnato vigore assai più velocemente.

Greenwood ritiene che nei paesi industrializzati possa verificarsi una ripresa in grado di autoalimentarsi, ma si aspetta toni più dimessi rispetto alla tipica ripresa economica del dopoguerra e ravvisa alcuni rischi fondamentali quali il deprezzamento delle valute, le crisi del debito sovrano che incombono all’orizzonte e la deflazione legata al processo di deleveraging ancora in corso. L’economista si aspetta inoltre che in tali economie l’attività del settore privato possa risentire del progressivo ritiro delle misure di stimolo da parte delle banche centrali e dei governi nel corso dei prossimi mesi.

Molti mercati emergenti si trovano invece ad affrontare rischi diametralmente opposti: il surriscaldamento delle economie, l’apprezzamento delle valute e la nascita di bolle speculative sui mercati finanziari. Secondo Greenwood, questi paesi dovranno preoccuparsi soprattutto di contenere le pressioni inflazionistiche al fine di prolungare la fase espansiva del nuovo ciclo economico. Alcune economie emergenti stanno pertanto assumendo un orientamento di politica monetaria più restrittivo con largo anticipo rispetto alle economie sviluppate.

In una prospettiva di investimento, il Chief Economist di Invesco si aspetta che la graduale ripresa in atto nelle economie sviluppate crei un contesto favorevole per il settore del reddito fisso e per il continuo rialzo dei mercati azionari, sebbene non ai tassi osservati tra marzo e luglio 2009, mentre prevede che nei paesi emergenti i titoli azionari collegati alla spesa interna trarranno vantaggio dalla forte crescita economica e dal rafforzamento delle valute: sebbene le misure restrittive attualmente adottate in tutta la regione potrebbero sortire un temporaneo effetto negativo sui mercati azionari, Greenwood ritiene che “il controllo anticipato del potenziale inflazionistico consentirà il prolungamento della fase di espansione del ciclo economico, con la conseguente estensione a più lungo termine della ripresa degli utili e dei dividendi asiatici”.

A proposito delle prospettive relative alle single aree economiche, il Chief Economist di Invesco si aspetta che l’economia statunitense continui a operare con un ampio margine di capacità produttiva inutilizzata ed elevati livelli di disoccupazione per tutto il 2010 e oltre. Alla luce del netto miglioramento degli indicatori economici, Greenwood prevede una crescita del PIL reale pari al 2,7% circa per il 2010, a fronte di un tasso di inflazione dei prezzi al consumo dell’1,6% per l’intero anno.

Nell’area euro l’economista prevede per il 2010 una crescita del PIL reale dell’1,4%, con l’inflazione all’1,2%, in quanto la ripresa europea oltre a dipendere ancora pesantemente dalle politiche di stimolo dei governi è soggetta alle ricadute di alcune economie tra cui Spagna, Grecia e Irlanda. Greenwood ritiene che dovranno trascorrere alcuni trimestri prima che i benefici del deprezzamento dell’euro causato dalla crisi greca possano trasferirsi sui risultati aziendali e si aspetta ulteriori strascichi di crisi nelle aree periferiche della zona euro, dove finora non sono state attuate contromisure efficaci. Considerato il continuo contenimento della spesa personale e pubblica, per il Regno Unito l’economista prevede un tasso di crescita del PIL reale limitato all’1,1% e un tasso di inflazione dell’1,9%.

Per il Giappone il Chief Economist di Invesco prevede una crescita del PIL reale pari all’1,5% nel 2010, a fronte di un calo dell’1% dei prezzi al consumo poiché al netto rimbalzo delle esportazioni si contrappone un’economia interna ancora stagnante.

Negli altri paesi asiatici lo stimolo della domanda interna ha alimentato una forte ripresa degli scambi commerciali e della spesa nazionale. Considerando la probabile crescita del 9,5% della Cina per l’anno in corso, Greenwood si aspetta che nel 2010 la regione Asia ex-Japan metta a segno una crescita del PIL reale dell’8%.

Dati i livelli relativamente bassi di indebitamento e il calo dell’inflazione e dei tassi di interesse, in alcuni casi scesi ai minimi degli ultimi 40 anni, anche l’America Latina appare ben posizionata per la ripresa nel 2010: Greenwood prevede una crescita del 4,2% circa nella regione, e salvo ricadute in recessione delle economie sviluppate si aspetta che anche i prezzi delle materie prime rimangano sui livelli attuali, sostenendo i proventi da esportazione e la crescita del reddito nazionale.

Fonte: ETFWorld – Invesco

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