BRASILE BANDIERA

La Russia offre maggiori opportunità della Cina


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Negli ultimi di cinque anni la Borsa di Mosca ha registrato un andamento peggiore, per esempio, del DAX. Tuttavia le azioni della Russia presentano vantaggi relativi che rendono interessante il loro acquisto. Markets & Certificates ha intervistato Andreas Männicke, grande esperto della Russia e della Borsa russa…

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 The Royal Bank of Scotland plc – Intervista ad Andreas Männicke – articolo tratto da Markets & Certificates  di  Maggio 2013


Markets & Certificates: Lei si occupa da molti anni della Russia. Che impressione ha di questo Paese oggi? Mosca si sta dirigendo verso l‘Occidente o sta tornando alla dittatura?

Andreas Männicke: Non è corretto guardare alla Russia solo con gli occhi dell‘Occidente. La Russia è il Paese con la superficie più vasta al mondo, difficile da governare a causa delle grandi distanze. La Russia è sempre stata un Paese con un governo relativamente autoritario che, secondo alcuni esperti, eviterebbe che una Nazione di così grandi dimensioni e con gruppi di popolazione così diversi tra loro possa precipitare velocemente nel caos. Da questo punto di vista la Russia è forse paragonabile alla Cina, dove però regna più corruzione e violazioni dei diritti dell‘uomo che in Russia. A mio avviso in Russia possono essere fatti più affari che in Cina, anche se la Cina viene sempre considerata fonte di grandi opportunità dalla comunità degli investitori e la Russia invece spesso trascurata.

Tuttavia il Presidente russo Putin è oggetto di opinioni controverse sui massmedia occidentali?

!Naturalmente, non arriverei a definire Putin un democratico puro, come ha fatto l‘ex Cancelliere tedesco Schröder, ma piuttosto uno stratega del potere. Egli è comunque è una persona in grado di assicurare relativa stabilità e continuità, insieme ad un incremento della prosperità nel Paese. Non sono d‘accordo con molte delle misure da lui introdotte in tema di regolamento della libertà di dimostrazione ed opinione e di rispetto dei diritti umani, ma cerco di considerare la situazione in un contesto di processo a lungo termine. La Russia non è ancora riuscita a dotarsi di democrazia, economia di mercato e stato di diritto in senso occidentale. Nonostante ciò, la Russia cerca gradualmente di aprirsi e di trovare collaborazioni strategiche con Europa ed Asia. In questo contesto, a medio termine, è previsto l‘ingresso nell‘Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) e soprattutto la seconda ondata di privatizzazioni, che è già alle porte.

Rispetto alle grandi Borse in Europa e Nord America, il mercato azionario russo ha registrato nei precedenti cinque anni un andamento relativamente negativo. Perché?

La Russia soffre di un problema „sentimentale“. Sia il modo in cui Putin lo scorso anno è stato eletto Presidente grazie alla roccaforte creata con Medwedew , sia le leggi presentate contro la libertà di dimostrazione, opinione e stampa generano insicurezza negli investitori stranieri. Gli investitori russi stessi nutrono perplessità. Nell‘ultimo anno i capitali in fuga hanno riguardato 60 miliardi di Dollari USA, mentre l‘anno precedente 80. La Russia è inoltre costretta a combattere contro corruzione e burocrazia esagerata. L‘economia non è sufficientemente diversificata e modernizzata.
La Russia dipende ancora troppo dai prezzi delle materie prime che nell‘ultimo anno hanno conosciuto una stagnazione. Inoltre è stata accolta negativamente la notizia che Rosneft, gruppo statale, ha acquisito il gigante del petrolio TNK-BP per 55 miliardi di Dollari USA, in quanto si tratta quasi di rinazionalizzazione o di nazionalizzazione di proprietà privata ottenuta di straforo.

Queste situazioni non sono destinate a cambiare in fretta. L‘underperformance è destinata a continuare?
No, non sarà così. Infatti in Russia si alternano fasi di outperformance e underperformance relativa. Negli anni 2009 e 2010 il mercato azionario russo è stato un chiaro outperformer sulle Borse mondiali, invece negli anni 2011 e 2012 un relativo underperformer. Ciò dipende anche dalla voglia di rischio degli investitori stranieri, che negli ultimi due anni è diminuita a causa di contraccolpi esterni come la crisi dell‘Eurozona. Quasi tutti i Paesi BRIC [BRIC = Brasile, Russia, India e Cina; nota di redazione] negli ultimi due anni non sono stati particolarmente richiesti.

Anche il popolare investitore Jim Rogers ha fatto sapere di voler acquistare azioni russe. Vede attualmente opportunità di acquisto a Mosca?
Jim Rogers ha affermato di voler acquistare azioni russe. In occasione del summit del Foro Economico Mondiale di Davos, George Soros ha invece affermato l‘opportunità di evitare o rivendere azioni russe, in quanto a suo avviso il Paese sta prendendo una direzione sbagliata. La Borsa è sempre caratterizzata da opinioni diverse, anche quando si tratta di guru dell‘investimento – per fortuna. Lo stesso si può dire delle previsioni congiunturali dei grandi istituti economici. Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha recentemente presentato una previsione di crescita più alta per quest‘anno, con un + 3,75%, rispetto a quella indicata dal governo del 3,6%, e questo avviene molto raramente. Nell‘ultimo trimestre 2012 la dinamica di crescita del Prodotto Interno Lordo (PIL) si è considerevolmente attenuata al 2%. Molto importanti per la crescita in Russia sono i prezzi di gas e petrolio. Siccome prevedo quotazioni del petrolio ancora più basse, sono dell‘idea che la crescita economica quest‘anno potrebbe ulteriormente rallentare. D‘altra parte non mi aspetto neppure una recessione.
Siccome le azioni russe vengono attualmente valutate in modo più vantaggioso con un rapporto prezzo/utili (P/E, dall’inglese Price Earning Ratio) da 5 a 6, prevedo un elevato potenziale di crescita quando tornerà a migliorare il sentiment verso la Russia e rinascerà la propensione al rischio degli investitori.

Quali settori raccomanderebbe oggi vivamente a chi desidera investire in Russia?
Mi continua a piacere il settore dei beni di consumo e dell’information technology. Questi settori presentano tassi di crescita di oltre il 20%, sia nell‘ambito delle vendite che del profitto. Tuttavia anche il settore chimico e farmacologico stanno vivendo uno sviluppo interessante. Nonostante i rischi globali del settore finanziario, le banche russe sembrano relativamente solide, a condizione che non si verifichino altri shock esterni. Le grandi banche a gestione statale Sberbank e VTB Bank puntano la loro crescita soprattutto sull‘Europa orientale ed hanno acquisito banche in Austria, Turchia e Svizzera. Anche il settore agricolo presenta un grande potenziale a lungo termine. Infatti la Russia in futuro potrebbe diventare un importante esportatore di materie prime agricole. Vedo un potenziale a lungo termine anche nel settore idrico, in quanto la Russia possiede il 20% delle superfici acquee di tutto il mondo con immensi laghi e grandi fiumi. L‘acqua è una risorsa che scarseggia e che in futuro sarà sempre più richiesta. E‘ interessante anche il settore logistico finora poco considerato, che presenta un‘elevata crescita in particolare nel trasporto ferroviario, navale e nel settore dei container.

In base alle indicazioni dei mass-media, la Russia si avvicinerà alla Cina, fornendo alla Repubblica Popolare materie prime in misura sempre più consistente. Quali aziende russe saranno in grado di trarne i maggiori profitti?
E‘ vero. La Russia sia sta impegnando fermamente per vendere materie prime sia in Europa che in Asia, soprattutto nel settore di petrolio e gas. Collaborare con la Cina non sarà per nulla semplice. La rete ferroviaria Europa-Asia nasconde in sé un enorme potenziale per la Russia. Ma ne potrebbero ap profittare soprattutto le aziende di petrolio e gas. Infatti Rosneft e Gazprom hanno già concluso contratti preliminari con la Cina su rapporti commerciali a lungo termine, per i quali non si è ancora trovato un accordo sui prezzi. Sono già stati costruiti nuovi gasdotti verso l‘Asia, che però si sono rivelati molto costosi.Nutre molte speranze anche il produttore di alluminio Rusal, che è stato quotato anche ad Hong Kong per attirare investitori dall‘Asia. Dall‘altra parte il Governo russo tenterà di promuovere l‘estremo oriente della Russia come nuova regione di crescita, per accogliere investitori da Cina, Giappone e Corea.

Chi pensa alla Russia, pensa spesso prima di tutto alle materie prime, in quanto il Paese è ricco di giacimenti di gas e petrolio. Ma la Russia e l‘economia russa hanno ancora altro da offrire? Cosa ne pensa, per esempio, dello sviluppo dell‘alta tecnologia? C‘è qualche azienda degna di nota?
Nel settore dell‘high tech purtroppo la Russia si sta risvegliando solo ora dal sonno della „Bella Addormentata“. Il primo grande parco high-tech dovrebbe sorgere alle porte di Mosca con il nome di Skolkovo Innovation Center. Il Governo russo ha riconosciuto nell‘high-tech la nuova parola magica. L‘obiettivo da perseguire è quello di garantire alle imprese russe maggiore efficienza e produttività grazie all‘introduzione dell‘high-tech. In base ai programmi del Governo, la Russia dovrebbe assumere un ruolo leader nel settore tecnologico entro il 2030. Il motto del governo è infatti „high-tech invece di materie prime“, che ritengo sia la strada giusta da intraprendere a lungo termine. La Russia vanta i migliori giocatori di scacchi, matematici e fisici al mondo, un capitale umano non anco ra sfruttato per l‘economia. Per accelerare il processo di sviluppo, devono essere assunte anche forze lavoro estere. Un settore che presenta buone prospettive è quello della nanotecnologia, ma solo nel giro di qualche anno. E che la Russia sia in grado di programmare software di buona qualità, è già dimostrato dall‘antivirus Kaspersky.
Interessanti aziende nel settore della tecnologia dell‘informazione sono il motore di ricerca Yandex, che è stato leader di mercato in Russia prima di Google, e Mail.ru. Nel settore software continua a crescere molto l‘IBS Group con rinomati clienti a livello nazionale e internazionale, come per esempio Boeing.

 


The Royal Bank of Scotland plc è un rappresentante autorizzato di The Royal Bank of Scotland N.V. in alcune giurisdizioni.


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