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La divisa unica torna a testare i minimi a 4 anni


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Settimana ancora di passione per la divisa unica, che torna a testare i minimi a 4 anni contro dollaro USA e segna i nuovi minimi da 8 anni a questa parte contro yen, in una giornata di passione per i….

mercati finanziari solo nella seconda parte della settimana riesce a rimbalzare grazie al ritrovato clima di fiducia sulle borse e grazie alle concilianti dichiarazioni di Pechino, che intende mantenere gli asset in euro delle proprie riserve sui livelli attuali e smentisce alcune indiscrezioni circa un possibile dal proprio fondo sovrano di 300 miliardi di dollari USA.
In una settimana dove i principali governi europei hanno votato per le manovre di tagli alle spese pubbliche per risistemare i deficitari bilanci pubblici la moneta unica ha vissuto ancora giorni di forti “altalene”.
La lettura finale del Pil Statunitense, seppur positiva, delude le attese, con un dato che cresce nel primo trimestre del 2010 del 3%, quando gli analisti si attendevano una crescita dell’economia americana del 3.4%.
La prima lettura stimava una crescita del 3,2%, con una revisione al ribasso dovuta ai minori contributi alla crescita giunti dai consumi e dalle spese delle aziende.
I primi sono stati rivisti al ribasso dal 3,6% al 3,5%: si tratta in ogni caso del maggior aumento dal 2007, che indica un ritorno dei consumi americani, motore dell’economia rappresentando i due terzi del pil.
Timori anche per la situazione occupazionale: a confermare il persistere delle tensioni sul mercato del lavoro sono i dati sulle richieste di sussidio alla disoccupazione, scese la scorsa settimana di sole 14.000 unita’ a 460.000, meno delle attese degli analisti.
In settimana, inoltre, freccia rossa per l’indice Gfk, che misura la fiducia dei consumatori tedeschi.
Al mese di giugno l’indice è risultato in calo a 3,5 punti dai 3,7 di maggio. Si tratta di un risultato leggermente inferiore alle attese degli analisti che si aspettavano un flessione, ma più contenuta a 3,6 punti.
A incidere sul sentiment le forti turbolenze che hanno interessato le Borse nell’ultimo mese.
Ad aprile l’indice dei prezzi al consumo giapponese ha registrato un calo di 1 punto e mezzo percentuale, segno che la deflazione resta uno dei maggiori problemi dell’economia del Sol Levante, ed il tasso di disoccupazione è salito al 5,1%. Indicazioni negative anche dalle spese dei consumatori, -0,7% congiunturale; maggiore delle stime invece il +4,9% annuo delle vendite al dettaglio.
Ad appessantire il clima già plumbeo delle sale operative statunitensi ci ha poi pensato l’agenzia di rating Fitch che tira fuori la sua forbice e la usa contro il debito sovrano di un altro paese europeo.
A finire sotto le lame di Fitch la Spagna su cui l’agenzia ha tagliato il rating sul debito portandolo a AA+ da AAA. L’outlook rimane stabile.
La notizia ha riecheggiato anche sul mercato valutario con l’euro che ritorna a soffrire nei confronti del biglietto verde. Il cambio tra la moneta di Eurolandia ed il dolalro scivola a 1,2304 usd, dopo aver toccato un massimo di 1,2453 dollari.


L’utente prende atto che le informazioni contenute in questo report hanno mera natura informativa e vengono elaborate dall’analisi dei dati di negoziazione, dei dati di mercato e dalle statistiche.

Analisi a cura di: Cfx Intermediazioni

Fonte: Cfx Intermediazioni.com

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