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La crisi greca pretesto per prendere profitti dopo che i mercati erano arrivati sui target indicati


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La forza della discesa indica una continuazione della debolezza. FTSEMIB arrivato sul suo primo target ribassista a 18400, prossima obiettivo a 17000 sulla debolezza delle banche…

Mai come quest’anno il detto Sell in May and go away (vendi tutto a maggio e mettiti in attesa) si è rivelato attuale spingendo i principali listini azionari a registrare performance negative a due cifre in una singola settimana. Certo la crisi greca e la mancanza di coordinamento tra i vari paesi euro hanno dato una notevole mano alla speculazione ma la forza della discesa rivela un quadro decisamente più preoccupante che non può essere spiegato solamente da fattori speculativi. E’il caso della Francia che ha registrato perdite consistente senza essere inserita nei paesi maggiormente a rischio Eppure bastava guardare ai grafici delle principali borse per rendersi conto che questo movimento era tutto tranne che inatteso anche se ha sorpreso la velocità e la forza con cui i prezzi sono arrivati sui primi target ribassisti. A parte il doppio massimo presente su Cac e Eurostoxx, sia Dax che Dow Jones che S&P500 avevano toccato con i massimi registrati lo scorso aprile livelli di ritracciamento importanti (61,8% di Fibonacci) di tutta la precedente discesa 2007-2009 avendo quindi esaurito il carburante per andare avanti. Tanto per dare una idea sia per il S&P500 che il Nasdaq dai minimi del 2009 hanno raddoppiato il loro valore (una performance del 100% insomma) in soli 14 mesi. Mentre il mondo era sostanzialmente cambiato, con lo spostamento dei debiti della banche allo stato per evitarne il fallimento, le banche hanno continuato nella loro attività di fare utili grazie al trading generato dalla forte liquidità presente sul mercato spingendo i listini fino ai massimi di aprile 2010 generando cosi una situazione fittizia e irreale di rialzo che stiamo iniziando a pagare adesso.

Dal punto di vista tecnico la forza della discesa ha notevolmente modificato in negativo il quadro tecnico con tutti i principali indici attesi ad ulteriori ribassi. Il Dax presenta adesso degli obiettivi di discesa verso 5615 e quindi 5300 mentre il Dow Jones è atteso a 9400 e quindi 8900 poi. Possibile nel breve un rimbalzo fino a 10600. L’S&P500 è quello che presenta al momento la struttura migliore avendo chiuso la settimana al di sopra della media mobile a 200 giorni. Il supporto a 1050 è un livello importante di breve sulla cui rottura si assisterà ad approfondimenti fino a 1013 e quindi 950 livello chiave per l’indice. Nel breve ci sta un rimbalzo fino a 1150 da utilizzare per alleggerire le posizioni.

L’indice domestico FtseMib ha dimostrato in questa settimana tutta la sua debolezza perdendo più di 12 punti percentuali. La forte presenza di banche sul listino aveva già da tempo zavorrato il listino impedendogli di segnare degli altri massimi relativi al pari degli altri indici e confermando come l’ultima gamba di rialzo dei mercati da febbraio 2010 in poi sia stata costruita sui titoli legati in qualche maniera all’economia reale poco presenti e poco pesanti sull’indice principale di Piazza Affari. La rottura del supporto a 20500 parte bassa di un trading range in atto dallo scorso agosto, ha permesso una nuova veloce accelerazione ai prezzi che in sole 3 sedute si sono portati sul target successivo a 18400. Lo scenario adesso è ancora di debolezza vista la forza e velocità della discesa e a parte qualche veloce rimbalzo in area 20000 i prezzi hanno ancora spinta per discese fino all’area fondamentale rappresentata da 17000/400. Una perdita di questo livello a seguito del tracollo degli altri listini proietterebbe i prezzi direttamente a 15000.

Grafico Cac

Grafico Dax

Grafico DowJones

Grafico FtseMib

Grafico SP500

Analisi Montly

Autore: Filippo Ramigni

Fonte: f.ramigni@tin.it

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