L’anello debole dei consumi interni
La recessione non molla la presa sull’Italia. Con il calo registrato nei primi tre mesi del 2013 (-0,6% del Pil rispetto al trimestre precedente e -2,4% annuo) sono arrivati a sette i trimestri consecutivi in discesa, pari alla striscia negativa più lunga dall’inizio delle serie storiche trimestrali nel 1990. E anche i segnali relativi al trimestre in corso non sono…
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incoraggianti con la produzione industriale in contrazione da venti mesi consecutivi. A gravare sul Belpaese è principalmente il ristagno della domanda interna con i consumi e gli investimenti fi ssi lordi diminuiti rispettivamente dello 0,3% e del 3,3% nel primo trimestre dell’anno. “Ci aspettiamo che la domanda di consumi continuerà a contrarsi – ha rimarcato settimana scorsa Standard & Poor’s – con una flessione del 3% quest’anno dopo il -4% del 2012”. Scenario diffi cile a cui si aggiunge il nodo dei prestiti bancari al settore privato che si stanno ancora contraendo in Italia, limitando di conseguenza lo possibilità di una ripresa sostenibile della domanda interna. La caduta congiunturale del Pil dovrebbe quindi proseguire anche se con intensità più contenuta nel corso dell’anno.
Le attese di ripresa slittano a fine anno
Le ultime previsioni di Standard & Poor’s, così come quelle di Confi ndustria, sono di una discesa dell’1,9% per il Pil quest’anno. Un accenno di ripresa potrebbe aversi a partire dal quarto trimestre sostenuta dall’export. Un sostegno alla domanda interna potrebbe invece arrivare dalle ultime mosse varate dal governo Letta. In particolare l’ultimo consiglio dei ministri ha fatto slittare di tre mesi l’aumento dell’IVA dal 21 al 22% (che era previsto dal 1 luglio), varando inoltre un pacchetto lavoro che vale 1,5 miliardi di euro per sostenere le assunzioni in un arco di tempo di 18 mesi di 200mila giovani italiani con un’intensità maggiore al centro-sud. E proprio il mercato del lavoro rappresenta una grossa preoccupazione sul cammino della ripresa. Il rapporto di metà anno del Centro Studi di Confi ndustria vede la disoccupazione salire a fi ne anno al 12,4% che diventa 13,9% se si include la Cassa integrazione. Tra i punti a favore dell’Italia c’è invece il completamento del percorso di risanamento dei conti pubblici sancito dall’uscita dalla procedura di deficit eccessivo aperta da Bruxelles nel 2009. Roma ha infatti raggiunto il target del 3% del deficit. Il programma di stabilità per il 2013-17 adottato dal governo italiano vede il deficit scendere leggermente al 2,9% del Pil nel 2013. Le previsioni di primavera della Commissione Europea sono di un disavanzo del 2,9% del Pil nel 2013 e 2,5% del Pil nel 2014.
Giro di boa 2013 in rosso per Piazza Affari
Il primo semestre del 2013 è andato in archivio per Piazza Affari con un saldo negativo nell’ordine del 6% per l’indice Ftse Mib che nell’ultimo mese e mezzo di contrattazioni ha pagato il ritorno della volatilità sui mercati e anche la risalita dei rendimenti dei titoli di Stato. Nonostante questo le ultime aste statali hanno mostrato una buona domanda soprattutto per i Btp a media-lunga scadenza con i rialzi maggiori dei rendimenti che si sono concentrati nella parte corta della curva dei tassi. Tra le big di Piazza Affari non mancano le storie di successo nei primi sei mesi dell’anno con Mediaset che vanta un lusinghiero +85% da inizio anno. In forte diffi coltà invece Saipem (-57%) complice il doppio profi t warning nel giro di pochi mesi.
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