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Intervista a Sergio Trezzi – Country Manager Invesco Italia

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Cosa ci può dire di Invesco PowerShares e quali pensate possano essere le modalità di crescita dei vostri ETF?

Invesco PowerShares è uno dei leader a livello mondiale, il quinto operatore per dimensione di attivi ed ilsecondo per numero di ETF. Certamente questa posizione è dovuta principalmente al nostro posizionamento in America rispetto a quello europeo.
In Europa siamo giovani, siamo entrati poco meno di un anno e mezzo fa, la nostra idea è di far crescere questo business ma siamo anche consapevoli che abbiamo un business legato ai fondi tradizionali estremamente grande.
Ecco la nostra volontà è quella di far crescere gli ETF in maniera complementare e prendere le opportunità di mercato, questo avviene attraverso l’utilizzo di ETF sia tradizionali, cioè basati su indici a capitalizzazione come il cash euro MTS oppure quelli legati a mercati tematici agriculture, energies, water sempre con indici a capitalizzazione e parallelamente lo sviluppo invece degli indici fondamentali come il FTSE Rafi che rappresentano invece un elemento già trainante negli Stati Uniti dove la cultura finanziaria per questi strumenti è più avanti.

A proposito dell’agricoltura,. Lei prima ha accennato all’ETF agricolture, ci sono moltissimi strumenti che permettono di operare sulle commodities, cosa ci può dire di questo specifico ETF?

Innanzitutto il nostro Etf è unico nel suo genere poiché investe direttamente in titoli di società operative nel settore dell’agricoltura, peraltro agricoltura non vuol dire solo legata alla domanda ed offerta di cibo di prodotti agricoli, ma è importante ricordare che una grande percentuale di queste aziende è anche attiva nel concetto dell’energia pulita, quindi a livello di creazione di combustibile puro e pulito.
L’ETF che abbiamo lanciato ancora una volta si caratterizza per non avere derivati e quindi investe direttamente in titoli, ha realizzato un ottimo risultato da inizio anno, circa un 20% a dimostrazione che il miglioramento dell’economia, del contesto sociale economico è chiaramente preceduto da quello delle materie prime.
L’investimento in agricolture permette di partecipare diversificando il rischio, cioè non avendo una sola materia prima ma una diversificazione di aziende.

Volevo chiederLe a proposito della figura del consulente d’investimento finanziario fee-only definito dalla Mifid, il passo successivo è la cessazione dell’economia dei fondi comuni d’investimento ed una totalizzazione del mercato da parte degli ETF oppure no? Cosa ci può dire in proposito?

Non credo alla creazione di un unico mercato, cioè solo ETF, io credo che l’esigenza del cliente sia complessa.
Il punto di partenza è la sua asset allocation ma complessiva costituita e anzi formata da diversi veicoli per diverse finalità.
Quindi da un lato i prodotti assicurativi, i fondi attivi sopratutto su settori dove c’è la possibilità di produrre alfa, ETF invece per prendere esposizioni anche strategiche su mercati più efficenti, come ad esempio gli Stati Uniti o l’Europa, oppure per scelte tematiche come possono esser agricoltura o green energy oppure come abbiamo visto mercato americano senza sistema finanziario cosa che viene fatta tramite il qqq ed il nasdaq, ecco la combinazione di più strumenti rappresenta dal mio punto di vista l’evoluzione del mercato perchè implica che il consulente faccia un’allocazione del portafoglio della clientela in funzione delle sue caratteristiche, quindi più strumenti per rispondere ad un’esigenza specifica.

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