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Intervista a: Dott. Enrico Camerini – CEO di Xmtch in Italia
13 Novembre 2009 …
Credit Suisse con la gamma dei propri ETF Xmtch finalmente sbarca in Italia, ed anche con forze visto che dal 19 ottobre hanno preso avvio le contrattazioni di 17 ETF e tra questi si contano 9 ETF azionari ed 8 obbligazionari. Cosa ci può dire di Credit Suisse in generale e degli ETF Xmtch in particolare?
Il Credit Suisse è una delle più importanti banche del mondo ed offre ai suoi clienti una serie completa di servizi attraverso tre divisioni: private banking, investment banking ed asset management.
L’asset management in particolare vanta al 30 giugno 2009 masse gestite per oltre 269 miliardi di euro, ed è presente in 21 paesi con 3.200 dipendenti.
Gli ETF Xmtch sono gestiti dal Quantitative Strategies Group (QSG), parte di Credit Suisse Asset Management e centro di competenza del Gruppo per la gestione indicizzata fin dal 1994.
Il Quantitative Strategies Group è costituito da 36 professionisti che possiedono una solida esperienza nella costruzione e gestione di portafogli indicizzati, sia sotto forma di ETF e fondi indicizzati che in forma di mandati segregati dedicati per la clientela istituzionale, e gestisce un patrimonio di oltre 37 miliardi di euro.
Xmtch è attualmente il primo provider svizzero di ETF per controvalori scambiati, ed in Europa è il quarto provider per masse gestite.
Il mercato italiano è il primo in Europa nel quale decidete di quotare la vostra gamma, dopo il mercato svizzero. Questo fa pensare che riteniate il nostro mercato strategico nella vostra visione di ampliamento europeo. Ci può confermare che è effettivamente così e quali sono le vostre aspettative per il mercato italiano?
Confermo certamente questa sua affermazione. Il mercato italiano ha per il Credit Suisse un’importanza strategica e contiamo di guadagnare una significativa quota di mercato con i nostri ETF.
Voi attualmente siete leader di mercato in svizzera, ma in Europa state affacciandovi adesso e la situazione europea è sostanzialmente cristallizzata con i tre maggiori emittenti che fanno la parte del leone. E’ questa una situazione che accettate oppure volete modificarla e nel caso come pensate di farlo?
Ovviamente è nostra intenzione modificarla, offrendo alla clientela professionale e retail una gamma completa di ETF realmente trasparenti e dal costo competitivo. Attualmente siamo già il quarto provider in Europa su oltre trenta providers presenti sul mercato, ma puntiamo ad aumentare la nostra quota di mercato sia in Italia che in Europa.
Il mercato italiano presenta caratteristiche diverse dalle altre piazze borsistiche europee, visto che alla preponderante presenza degli investitori istituzionali si affianca un importante numero di investitori retailers. Come pensate di rivolgervi a queste due fasce di investitori che presentano delle diversità così evidenti?
In verità le diversità cui lei allude sono solo apparenti. I maggiori utilizzatori di ETF su base personale sono gli “addetti ai lavori”, cioè coloro che per la loro posizione lavorativa conoscono bene le varie tipologie esistenti di strumenti finanziari e pertanto assumono decisioni di investimento in modo razionale. Ciò premesso, il nostro obiettivo è da un lato quello di interloquire direttamente con gli investitori professionali per tutte le tematiche inerenti al mondo degli ETF, dall’altro di coordinare l’attività di distribuzione al pubblico retail avvalendosi delle professionalità e delle competenze presenti all’interno del gruppo Credit Suisse in Italia.
Si discute molto sulla tipologia di replica degli ETF e della possibilità di replicare l’indice di riferimento tramite una replica fisica, ovvero tramite l’acquisto di tutti i titoli presenti nel paniere dell’indice, o tramite una replica sintetica con l’utilizzo di swap. Voi come vi ponete all’interno di questa discussione e perchè?
Credit Suisse ha optato per la replica fisica, colmando così un vuoto esistente su un mercato, quello degli ETF europei, pervaso di fondi emanati direttamente o indirettamente da banche d’investimento.
La grande maggioranza degli ETF quotati in Italia e nel resto delle borse europee è infatti composta da prodotti finanziari che poco hanno in comune con gli ETF per antonomasia, quelli statunitensi, le cui lodi vengono decantate da circa venti anni in molteplici occasioni.
In particolare gli ETF swap based, presenti solo nel mercato europeo e non in quello americano, non solo espongono implicitamente l’investitore al rischio di credito verso la controparte del contratto derivato, ma non sono assolutamente trasparenti.
La loro composizione viene infatti resa nota agli investitori solo con l’annual report o con il semi annual report, e non su base giornaliera come avviene nel caso degli ETF cash based che, replicano il sottostante tramite l’acquisto di tutti i titoli di cui l’indice si compone (full replication) o di una parte di questi (optimized sampling). I
noltre l’esistenza di un Authorized Participant preminente, che coincide con la controparte dell’ETF nel total return swap, non assicura che l’ETF swap based quoti vicino al suo valore intrinseco (NAV) nel mercato secondario.
Per questi motivi il Credit Suisse ha scelto di istituire i suoi ETF in specie, o tramite la replica fisica che dir si voglia, in risposta alla crescente domanda di trasparenza, qualità e semplicità che caratterizza l’attuale contesto finanziario non solo in italiano e che ha reso celebri e di successo gli ETF negli USA.
Un recente sondaggio condotto tra gli asset manager europei ha mostrato che l’84% dei gestori professionali di portafoglio preferisce utilizzare ETF cash based, che replicano l’indice sottostante attraverso la full replication o l’optimized sampling.
Nella vostra offerta di ETF avete segmentato i cloni finanziari non utilizzando una differenziazione classica, basata sulla tipologia di prodotti, come per esempio ETF obbligazionari ed ETF azionari, ma identificandoli come prodotti Core o Satellite. In questo modo focalizzate l’attenzione sulla strategia che può essere adottata nell’utilizzo di questi prodotti. Ci può spiegare il perchè di questa scelta?
Il sondaggio che ho già citato mostra che il 50% dei gestori professionali di portafoglio utilizza gli ETF in un contesto core-satellite, in base al quale si suddivide il portafoglio in due parti distinte: quella “core”, generalmente indicizzata e quindi gestita in modo passivo, e quella “satellite”, gestita attivamente. Per questo motivo abbiamo voluto distinguere i nostri ETF inserendoli all’interno di queste categorie, coerentemente a quanto attualmente fanno i gestori di portafoglio.
Sul mercato svizzero attualmente siete presenti con 27 ETF. E’ ipotizzabile pensare di vedere quotati sul mercato italiano anche gli altri ETF e quali sono gli ETF che lancerete e su quali temi pensate che ci si dovrà focalizzare?
È possibile che la gamma Xmtch venga in futuro ampliata. Al momento stiamo valutando diverse opzioni per il completamento della nostra offerta di ETF, inclusa la possibilità di coprire nuove asset class, oltre le attuali azionarie ed obbligazionarie.
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