Con il Lyxor ETF China Enterprise è possibile investire sulle principali società cinesi per liquidità e capitalizzazione. …
Crescita dell’economia stimata all’8% nell’anno in corso e prestiti bancari che si espandono al tasso del 100%. Sono questi i numeri che fanno della Cina la candidata naturale a diventare il nuovo motore dello sviluppo mondiale. Una crescita che si riflette anche sui mercati finanziari. Il risparmiatore italiano può beneficiarne attraverso l’acquisto del Lyxor ETF China Enterprise, un ETF che replica l’indice Hang Seng China Enterprises, paniere composto da oltre 40 azioni della tipologia “HShares” quotate alla borsa di Hong Kong. Si tratta delle azioni cinesi maggiormente liquide e che appartengonoa società costituite in Cina, controllate da un’azienda o da un ente governativo cinese.
L’Hang Seng China Enterprise comprende al 28 febbraio 2009 alcuni dei titoli a maggiore capitalizzazione a livello mondiale, come China Construction Bank (13,7% del paniere), China Life Insurance (12,5%) e Industrial & Commercial Bank of China (11,2%).
Le posizioni successive sono occupate da altri titoli di primissimo piano come Petrochina, Bank Of China e China Petroleum Chemical. Le ponderazioni dei singoli titoli si riflettono anche nella composizione settoriale, che, diversamente da quanto ci si potrebbe attendere, non vede un ruolo preponderante del comparto manifatturiero, ma di quello finanziario che ha visto crescere il proprio peso negli ultimi mesi come conseguenza dei ridotti effetti della crisi del credito sugli istituti ancari del paese. Il settore in Cina mostra infatti segnali di salute: nel solo mese di gennaio i prestiti bancari sono più che raddoppiati rispetto a un anno prima, con concessioni di fidi che sono stati pari a circa un terzo di quelli erogati nell’intero 2008.
Il settore bancario pesa così per oltre un terzo sull’indice (39%), mentre l’assicurativo si pone in seconda posizione (17,2%). I titoli energetici e delle materie prime occupano la terza e la quarta piazza con pesi rispettivamente del 14,9 e del 10,4 per cento. La restante parte è suddivisa in quote via via decrescenti tra il comparto dell’edilizia, dei beniindustriali e delle telecomunicazioni. Tutti settori che stanno beneficiando del piano di stimoli all’economia, deciso dal governo centrale, del valore di 585 miliardi di dollari varato lo scorso ottobre. I fondi sono destinati alla costruzione di nuove reti di trasporto e di infrastrutture, all’innovazione tecnologica e alla ricostruzione di aree colpite da disastri naturali.
La caratteristica saliente dell’indice Hang Seng China Enterprises è però la sua decorrelazione rispetto agli altri listini mondiali. Un connotato che si è andato accentuando nel corso degli ultimi due anni in corrispondenza della generalizzata fase di correzione dei mercati azionari.
L’Hang Seng China Enterprises ha infatti iniziato a scendere più tardi, nell’ottobre 2007, quando i più importanti indici statunitensi ed europei erano in caduta libera già da luglio, e ha ripreso a salire prima degli altri, da ottobre 2008, mentre per assistere a un vero e proprio rimbalzo dei listini internazionali è stato necessario attendere fino al marzo 2009.
Dai minimi dello scorso ottobre il Lyxor ETF China Enterprise ha già m esso a segno un rialzo del 58% e la performance sarebbe stata ancora più forte al netto della componente cambio, fattore che deve dunque essere monitorato attentamente.
Sul mercato ETFplus di Borsa Italiana il Lyxor ETF China Enterprise viene negoziato in euro, mentre il suo benchmark di riferimento è calcolato in dollari di Hong Kong. Il rendimento dell’ETF è dunque condizionato dalla performance del tasso di cambio EUR/HKD. L’ETF, lanciato nel luglio 2005, presenta una commissione di gestione annua dello 0,65 per cento.
Fonte: Borsa Magazine (NUMERO 36 – MAGGIO 2009) – Societe Generale
Autore: Marco Barlassina








