Germania. L’indice IFO è visto circa stabile a dicembre (94,0 da 93,8) dopo circa 7 mesi di costante ascesa.
Da seguire: Area euro – Francia. La fiducia delle imprese nel settore manifatturiero è calata da 90 a 89. Peggiorano….

il giudizio sugli ordini, in particolare esteri, e quello sulle prospettive individuali dell’impresa (-7 da -4).
– Germania. L’indice IFO è visto circa stabile a dicembre (94,0 da 93,8) dopo circa 7 mesi di costante ascesa. In particolare ci aspettiamo che le aspettative siano stabili a 98,1, ma potrebbe vedersi un ulteriore miglioramento del giudizio sulla situazione corrente a 89,6. Se confermato il dato lascerebbe la media per il 4° trimestre a 93,3, ancora al di sotto della media di lungo termine (95,8).
Ieri sui mercati
Forti rialzi dei titoli di stato statunitensi, con performance robuste soprattutto sul tratto intermedio della curva e flessioni dei rendimenti che hanno superato i 12pb sul quinquennale. Netto rialzo anche per il mercato europeo, con il Bund più brillante di OAT e BTP; future in rialzo di 0,62 punti. Lo spread del decennale greco sul Bund si è assestato sui 254pb; ieri il ministro delle finanze Papaconstantinou ha affermato di attendersi realisticamente circa 2,5 mld di euro nel 2010 dal programma di privatizzazioni di banche e utilities, e ha stimato i debiti del sistema sanitario nei confronti delle industrie farmaceutiche in 5 mld di euro. Il robusto calo dei tassi ha interessato anche i futures monetari su dollaro ed euro. Tassi Euribor stabili o in marginale flessione. Indici azionari in ribasso di oltre un punto percentuale, con ripresa della volatilità implicita ma volumi leggeri. L’euro ha consolidato il netto ribasso del mattino, mentre la ripresa del dollaro penalizza soprattutto l’oro.
Area Euro
Italia. Il tasso di disoccupazione è salito più del previsto, al 7,8%, nel 3° trimestre, dal 7,5% (dato rivisto verso l’alto di un decimo) precedente (e il tasso dei senza-lavoro è salito ulteriormente all’8% a ottobre secondo la nuova serie mensile diffusa dall’Istat). L’aumento nel trimestre è il risultato di un calo dell’occupazione (-0,5% t/t) superiore a quello delle forze di lavoro (-0,2% t/t). Quasi la metà dei posti di lavoro persi rispetto a un anno fa (220 mila su 508 mila) consiste in occupati incidenza sul totale si è ridotta di quasi un punto (dal 10,2% al 9,5%) nell’ultimo anno; viceversa la quota di dipendenti permanenti è aumentata dal 64,8% al 65,8% degli occupati totali. La riduzione degli occupati è concentrata nell’industria, nelle imprese di dimensioni più ridotte e ha colpito soprattutto Mezzogiorno e Nord-Est. Da notare che al mezzo milione di posti di lavoro persi (record dall’inizio di rilevazione della serie nel 1992) occorrerebbe aggiungere 281 mila persone ancora occupate ma che hanno dichiarato di non aver lavorato o aver lavorato un numero inferiore di ore nella settimana di riferimento dell’indagine perché in cassa-integrazione: se si includessero tra i disoccupati, questi lavoratori farebbero salire il tasso di disoccupazione di oltre un punto, all’8,9% nel 3° trimestre. In sintesi, i dati sui disoccupati, specie se letti accanto a quelli sulla cassa-integrazione, mostrano che la situazione per il mercato del lavoro rimane assai critica nonostante il ritorno in positivo del PIL (+0,6% t/t nel trimestre). Quel che è peggio è che il tasso di disoccupazione potrebbe continuare ad aumentare per lo meno per tutto il 2010.
Stati Uniti
I nuovi sussidi di disoccupazione sono aumentati a 480 mila nella settimana conclusa il 12 dicembre, da 473 mila della settimana precedente. I sussidi esistenti nella settimana conclusa il 5 dicembre sono saliti a 5,186 mila da 5,181 mila della settimana precedente. I percettori dei sussidi estesi con i programmi di emergenza salgono complessivamente a 4,729 mila nella settimana del 28 novembre in aumento di 142 mila rispetto alla settimana precedente. I dati sono in linea con un ulteriore modesto miglioramento del mercato del lavoro a dicembre, che dovrebbe preludere alla fine del calo occupazionale nei primi mesi del 2010.
L’indice della Philadelphia Fed a dicembre ha registrato un aumento a 20,4 da 16,7 di novembre. I nuovi ordini scendono a 6,5 da 14,8, mentre le consegne restano circa stabili a 15,3 da 15,7 di novembre. Gli indicatori del mercato del lavoro erano misti a novembre, con il numero di occupati a -0,5 e le ore lavorate a +2; a dicembre il numero di occupati sale a 6,3 e la settimana lavorativa aumenta a 6,4. Per quanto riguarda le prospettive a 6 mesi, si registra un ulteriore calo a 24,4 dai livelli visti a novembre (36,8) e dal picco di 60,9 visto a giugno. Le prospettive per gli investimenti in conto capitale a 6 mesi restano positive a 12,1 da 13,8 di novembre. Anche in questa indagine come nell’Empire si registrano indicazioni di pressioni sui profitti con i p prezzi ricevuti a -1,8 e quelli pagati a 33,8. Le indicazioni del Philly Fed contrastano con quelle più deboli dell’Empire e segnalano una probabile stabilizzazione dell’ISM a dicembre sui livelli di novembre.
Giappone
La riunione della BoJ si è conclusa con tassi fermi a 0,1%. Secondo la banca centrale la crescita della domanda privata non è sostenibile autonomamente. Lo scenario per il 2010 è di espansione moderata. Le condizioni economiche e in particolare il persistere della deflazione inducono la banca centrale a mantenere condizioni finanziarie “estremamente accomodanti”.
Analisi Daily
Appendice
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– Aste – L’Italia colloca il nuovo BTP 4,25% 03/2020 per un ammontare di 4-5 mld, e riapre rispettivamente per 2-2,5 mld e per 1,5-2,25 mld il BTP 2,5% 07/2012 e il CCT 07/2016.
Area Euro
– L’operazione di rifinanziamento a 1 anno dovrebbe chiudersi con un’allocazione di fondi inferiore ai 442 mld dell’asta del 22 giugno, dato il miglioramento delle condizioni di mercato monetario e, soprattutto, il calo dei tassi a brevissimo termine che nel frattempo è intervenuto. La stima di consenso è di 135 mld. L’asta sarà condotta a tasso fisso e senza l’applicazione di uno spread sul refi.
– L’indice di fiducia economica della Commissione UE offrirà un quadro più completo sulla situazione ciclica nell’area euro. Il ritmo della ripresa sembra aver rallentato a fine estate stando alle indagini nazionali che hanno mostrato aumenti inferiori alle attese in Germania, Belgio e Olanda. L’indice sintetico è visto in salita a 81,8, da un precedente 80,6. Se confermato, il dato lascerebbe la media per il 3° trimestre a 79,5, da un precedente 70,2 coerente con una contrazione meno pesante del PIL nei mesi estivi.
– Italia. L’indice delle retribuzioni orarie contrattuali è visto mantenere una crescita annua stabile a 2,1% a/a ad agosto. Si tratta di un deciso rallentamento dal picco di 4,3% a/a toccato a gennaio. Le retribuzioni contrattuali potrebbero rimbalzare lievemente fino a 2,8% a/a nei mesi autunnali, per effetto dell’applicazione di incrementi previsti, ma c’è il rischio di un successivo rallentamento sotto il 2% tra fine 2009 e inizio 2010, per via degli effetti ritardati dell’aumento in corso della disoccupazione.
– Italia. La fiducia delle imprese manifatturiere è vista in aumento per il sesto mese consecutivo a settembre. Stimiamo l’indice ISAE a 76,6, da 74,8 precedente. La fiducia è ormai in deciso recupero dal minimo di marzo (62), pur rimanendo ben al di sotto della media storica (88,2). Il dato sarebbe coerente con il recupero di fiducia visto negli altri Paesi europei. Confortante il fatto che, a partire dal mese scorso, il miglioramento abbia cominciato a riguardare le valutazioni delle imprese sugli ordini, mentre fino ad allora il recupero era guidato soprattutto dalla fase di decumulo dei magazzini.
Stati Uniti
– La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a settembre dovrebbe salire a 55 da 54 di agosto. Nelle ultime settimane gli indici di fiducia non hanno segnalato nuovi miglioramenti: la fiducia dovrebbe oscillare nel range ristretto degli ultimi quattro mesi (47,4-54,8). Ad agosto l’indagine del Conference Board aveva registrato un ampio aumento della componente aspettative (+10,1), mentre quella corrente si era riportata solo sul livello di luglio (+1,6, a 24,9). Anche gli indicatori del mercato del lavoro erano migliorati ad agosto senza segnare nuovi massimi (a -40,9 ad agosto, risultato meno brillante che a maggio, a -38,1).
Ieri sui mercati
Le tensioni sullo yen hanno suggerito alle autorità monetarie nipponiche una correzione di tiro: Fuji ha affermato che gli attuali movimenti dei cambi sono “naturali”, ma che potrebbe agire se diventassero abnormi; in ogni caso, non ha mai sostenuto né uno yen forte, né uno yen debole. Il rimbalzo degli indici azionari ha brevemente riportato il cambio euro/dollaro verso 1,465, con massimi a 1,4680. Dollaro fra 89,5 e 90,6 yen, ampiamente sopra i minimi di 88,23 toccati nella notte fra domenica e lunedì. La sterlina, scesa fino a 1,576, in seguito è rientrata fra 1,5870-1,5960. Dollaro australiano sostenuto anche da voci di rialzo dei tassi a novembre e dicembre. Calo dei rendimenti sui titoli di stato, nuovamente più marcato sulle scadenze lunghe delle curve. Stabili i corsi delle materie prime, con moderati rialzi per il petrolio ($0,69 per la prima scadenza del Light Crude Future).
Area Euro
Germania. A settembre l’indice dei prezzi al consumo è calato di 0,3% m/m, più debole delle stime di consenso ma in linea con la nostra previsione. Sull’anno i prezzi al consumo calano di 0,2% /a e di 0,3% /a sulla misura armonizzata. La flessione dei prezzi è riconducibile al rientro delle pressioni sui prezzi delle benzine ed alimentari freschi. L’inflazione tedesca dovrebbe tornare positivada fine 2009.
Italia. La fiducia dei consumatori ha continuato a salire a settembre, battendo ancora una volta la più rosea delle previsioni. L’indice è così arrivato a 113,6 (da 111,8 di agosto), arrivando ai massimi da oltre 7 anni. Peraltro, il miglioramento riguarda più la valutazione sulla situazione economica generale del Paese che non la situazione personale degli intervistati, migliorata solo lievemente a 125,9 da 125. Continuano a salire (rimanendo comunque al di sotto dei massimi toccati a marzo) le attese sulla disoccupazione.
Stati Uniti
Il Chicago Fed National Index, l’indice composito del ciclo costruito sulla base di ben 85 diversi indicatori, è tornato a scendere ad agosto (a -0,90) dopo aver toccato a luglio (a -0,56) un massimo da gennaio 2008. Il peggioramento è dovuto principalmente agli indicatori sul mercato del lavoro (il tasso di disoccupazione è salito di 3 decimi a 9,7%). L’indicatore è su livelli ancora recessivi ma segnala un deciso attenuarsi della recessione rispetto ai primi mesi dell’anno.
Giappone
L’inflazione ad agosto è scesa a -2,2% a/a; al netto di alimentari freschi l’indice scende a -2,4% a/a. La misura sottostante (ex energia e alimentari) segna -0,9% a/a. Anche i dati di Tokyo per settembre vedono ancora cali marcati.
L’indice di fiducia delle piccole imprese è salito a settembre a 43,5 da 41,8, in aumento continuo dai minimi di 24,9 di gennaio.






