La Cina ha alzato i tassi provocando timori di rallentamento della crescita mondiale. Ma questo tema dovrebbe essere oscurato in settimana dai dati di crescita USA, che se positivi dovrebbero agevolare il dollaro. L’euro, fallita la rottura di 1,4183 EUR/USD, potrebbe così cedere terreno: primo target….
Se vuoi ricevere le principali notizie riguardanti gli ETF e gli ETC iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita.
Clicca qui per iscriverti gratuitamente.
– USD (cambio effettivo nominale) – La Cina ha alzato i tassi. In prima battuta il mercato ha reagito con un generale ribasso di molte valute che si è riflesso in un passivo rafforzamento del dollaro. La prima interpretazione è stata infatti che un aumento dei tassi in Cina avrebbe fatto rallentare l’economia cinese e di conseguenza quella di molti Paesi, area euro in primis. Ma questo tema dovrebbe presto passare in secondo piano, lasciando spazio venerdì prossimo al tema della crescita USA: pubblicazione del PIL T3. La crescita è attesa in ampia accelerazione. Se così sarà, dopo il forte deprezzamento dell’ultimo mese e mezzo circa, questo dovrebbe agevolare un po’ di recupero del dollaro – anche se magari solo transitorio.
– EUR – L’euro è rimasto in prossimità di 1,40 EUR/USD (massimo a 1,4159 e minimo a 1,3698). Il grosso calo è stato prodotto dal rialzo dei tassi in Cina. Non vi è stato però sfondamento dell’importante resistenza a 1,4183. E il tema rialzista di un possibile quantitative easing Fed – che in poco più di un mese ha innalzato il cambio da 1,30 a 1,41 – si è un po’ sgonfiato. Questo potrebbe far concentrare l’attenzione dei mercati sul PIL USA atteso in accelerazione. L’euro potrebbe quindi cedere un po’: primo target ribassista 1,3719.
– GBP – Ampio calo della sterlina questa settimana sia contro dollaro (massimo a 1,60 e minimo a 1,56 GBP/USD) sia contro euro (massimo a 0,87 e minimo a 0,89 EUR/GBP). In tal caso sono intervenuti anche fattori di origine interna. Da un discorso di M. King e dai verbali BoE sembra essere emersa un’implicita e davvero leggerissima preferenza verso un eventuale ripristino di quantitative easing. Se così fosse l’annuncio/implementazione potrebbe aversi tra novembre e dicembre. In ogni caso, dalle minutes è emersa una chiara spaccatura all’interno della BoE: Posen aveva votato per un incremento dell’APF laddove Sentance aveva invece votato per un rialzo dei tassi. Ciononostante però la maggioranza condivideva l’idea che i rischi verso il basso sulla crescita potevano essere un po’ aumentati. In attesa del prossimo incontro BoE del 4 novembre, l’appuntamento chiave sarà martedì prossimo con la pubblicazione del PIL T3. Le attese sono per un sensibile rallentamento. Salvo sorprese (ovvero crescita più forte), questo spingerebbe la sterlina più in basso, verso 1,55 GBP/USD e 0,90 EUR/GBP.
– JPY – Lo yen non ha dato alcun segnale di cedimento, anzi il cambio USD/JPY si è già portato leggermente sotto 81,00. Dal G20 che termina nel fine settimana è possibile che venga fatto un invito ad alcuni paesi con surplus commerciale affinché non utilizzino il cambio come strumento per garantire competitività alle proprie merci – il che danneggia altre economie come appunto quella giapponese. Ma questo probabilmente non è sufficiente da solo a far invertire rotta allo yen. Forse invece qualche spunto in tal senso potrebbe giungere al termine del meeting BoJ che si tiene nella notte tra mercoledì e giovedì.

Certificazione degli analisti
Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca, i cui nomi e ruoli sono riportati nella prima pagina del documento dichiarano che:
Le opinioni espresse sulle società citate nel documento riflettono accuratamente l’opinione personale, indipendente, equa ed equilibrata degli analisti;
Non è stato e non verrà ricevuto alcun compenso diretto o indiretto in cambio delle opinioni espresse.
Comunicazioni importanti
La presente pubblicazione è stata redatta da Intesa Sanpaolo S.p.A. Le informazioni qui contenute sono state ricavate da fonti ritenute da Intesa Sanpaolo S.p.A. affidabili, ma non sono necessariamente complete, e l’accuratezza delle stesse non può essere in alcun modo garantita. La presente pubblicazione viene a Voi fornita per meri fini di informazione ed illustrazione, ed a titolo meramente indicativo, non costituendo pertanto la stessa in alcun modo una proposta di conclusione di contratto o una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di qualsiasi strumento finanziario. Il documento può essere riprodotto in tutto o in parte solo citando il nome Intesa Sanpaolo S.p.A.
La presente pubblicazione non si propone di sostituire il giudizio personale dei soggetti ai quali si rivolge. Intesa Sanpaolo S.p.A. E le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato hanno la facoltà di agire in base a/ovvero di servirsi di qualsiasi materiale sopra esposto e/o di qualsiasi informazione a cui tale materiale si ispira prima che lo stesso venga pubblicato e messo a disposizione della clientela. Intesa Sanpaolo S.p.A. e le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato possono occasionalmente assumere posizioni lunghe o corte nei summenzionati prodotti finanziari.









