L’euro dovrebbe riuscire a mantenersi tra 1,25 e 1,30 EUR/USD. La sterlina scende solo se i dati deludono visibilmente. Yen più forte… sotto il peso della Cina. Bene il dollaro canadese. …
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EUR – L’euro ha provato a portarsi in prossimità di 1,3000 EUR/USD, ma si è fermato a 1,2919. Da qui è partita un’ampia correzione fino in area 1,26 EUR/USD, dovuta al riemergere di preoccupazioni circa lo stato di salute del sistema bancario europeo. Salvo colpi di scena negativi su questo fronte – imprevedibili, ma poco probabili – il cambio potrebbe comunque riuscire a ripristinare i livelli centrali del range 1,25-1,30, e in caso di uno ZEW molto positivo potrebbe anche testare l’1,2919.
JPY – Lo yen ha continuato ad apprezzarsi, registrando nuovi massimi contro dollaro in area 83 USD/JPY – livelli abbandonati nel 1995. Le autorità di politica economica hanno espresso crescente preoccupazione per l’eccessiva forza della valuta nipponica, confermando di essere pronte a intervenire in qualsiasi modo per arrestarne la corsa: 83-80 USD/JPY dovrebbe essere la potenziale zona di intervento. Fino ad una settimana fa questo rafforzamento poteva essere
comprensibile ex post, in ragione delle incertezze sulla crescita globale. Ma potrebbe non trattarsi solo di questo. Infatti il governo giapponese ha fatto sapere di voler discutere con le autorità cinesi a proposito dei massicci acquisti di JGB da parte della Cina. Tali acquisti hanno raggiunto massimi record e giocano un ruolo non irrilevante nella dinamica dello yen. Possibile dunque che il cambio inverta tendenza a breve. Il calendario dei prossimi giorni (attese favorevoli sia per i dati USA sia per quelli area euro) potrebbe già agevolare la creazione di una buona base a 83,00 per l’USD/JPY, evitandone lo sfondamento.
GBP – La sterlina si è mossa in range, soprattutto contro dollaro. Fino a che dai dati non si intravede chiaramente un rallentamento della crescita ci sarà resistenza ad un deprezzamento. La Bank of England non ha riservato alcuna novità. L’unico dato molto sfavorevole è stato quello di bilancia commerciale di luglio: significativo aumento del disavanzo contro attese di riduzione. I dati dei prossimi giorni (inflazione, mercato del lavoro, vendite al dettaglio) non sono attesi sfavorevoli. Per far scendere subito la sterlina avvicinando il cambio GBP/USD a 1,50 e l’EUR/GBP a 0,8400 sarebbe invece necessario che almeno uno di questi deludesse significativamente.
CAD – La Bank of Canada ha alzato i tassi per la terza volta di fila, portandoli da 0,75% a 1,00%. Il dollaro canadese si è apprezzato ampiamente, portandosi da 1,05 a 1,03 USD/CAD. Nei prossimi mesi la banca centrale potrebbe diradare gli interventi, soprattutto se l’economia USA dovesse deludere. Ma questo non dovrebbe impedire un ulteriore apprezzamento, almeno temporaneo, con test della parità 1,00 USD/CAD entro l’anno. Infatti, nell’attuale contesto economico globale la sensitivity del dollaro canadese al ciclo USA non è simmetrica.
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