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Non male il dollaro, quasi a prescindere dalla ripresa USA. Revisione al rialzo per l’euro a 1m, anche perché la BCE appare più ottimista. Forse è arrivato il momento dell’inversione ribassista dello yen. La sterlina cede: arrivano i primi dati negativi. …


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– USD (cambio effettivo nominale) – Non male il dollaro (quasi) a prescindere dalla ripresa USA. Nelle settimane precedenti, infatti, dati negativi e atteggiamento estremamente cauto della Fed avevano fatto sorgere dubbi sulla ripresa anche al di fuori degli Stati Uniti, con ricadute sui mercati azionari, flight to quality e conseguente indebolimento delle altre principale valute – yen e franco svizzero esclusi. Negli ultimi giorni, al contrario, si è visto qualche primo dato USA positivo. Questo dovrebbe far migliorare il sentiment circa la performance delle altre principali economie industrializzate, le cui divise riassorbirebbero in parte l’indebolimento recente. Ma la sostanziale tenuta del dollaro non dovrebbe venirne compromessa nel breve.
– EUR – Revisione al rialzo per l’euro a 1m, anche perché la BCE appare più ottimista. Infatti, diversamente dal mese scorso, questa volta Trichet ha fatto riferimento ai recenti dati area euro, che sono stati positivi. E allo stesso tempo la Banca centrale ha rivisto verso l’alto la crescita attesa 2010 e 2011. Questo non significa che la BCE abbia abbassato la guardia, perché nei fatti ha lasciato molta liquidità sul mercato. Ma unitamente al ridimensionarsi del pessimismo circa la ripresa USA (e globale, compresa la Cina alla luce degli ultimi dati risultati positivi) dovrebbe agevolare una stabilizzazione del cambio all’interno del range 1,25-1,30 EUR/USD nel breve.
– JPY – Forse è arrivato il momento dell’inversione ribassista dello yen. Se infatti i segnali forniti dagli ultimi dati USA trovano conferma anche in quelli di prossima uscita, l’ondata di avversione al rischio dovrebbe ridimensionarsi. Inoltre, poiché la divisa nipponica si era apprezzata troppo, con il cambio USD/JPY sceso addirittura in area 83, le autorità giapponesi hanno ulteriormente alzato i toni, paventando la possibilità di interventi destinati a prevenire un ulteriore rafforzamento dello yen. Il tutto potrebbe favorire un “definitivo” ritorno del cambio USD/JPY al di sopra di 85 un po’ prima del previsto.
GBP – La sterlina cede: arrivano i primi dati negativi. Sia i PMI, sia vari dati relativi al settore immobiliare, tutti di agosto, sono stati piuttosto scoraggianti. Quel deterioramento dell’economia domestica che ancora non si era visto nei numeri, ancora grazie agli effetti favorevoli delle politiche espansive adottate precedentemente, parrebbe cominciare a rendersi manifesto ora. Giovedì la Bank of England annuncerà la propria decisione di politica monetaria: non si attende alcuna variazione. Nonostante questi primi dati negativi è tuttavia possibile che la Banca centrale si astenga anche questa volta dall’esporre nel comunicato la propria valutazione sulle prospettive dell’economia. Ma la sterlina non dovrebbe reagire rimbalzando. Semmai potrebbe temporaneamente smettere di scendere. Il deprezzamento atteso però, sia contro dollaro sia contro euro, sarebbe a nostro avviso da considerarsi solo rinviato, e non di molto. Nel caso in cui invece, a sorpresa, la BoE presentasse nel comunicato uno scenario meno roseo, allora la correzione della sterlina sarebbe immediata, con riavvicinamento a 1,5000 GBP/USD.

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