HANetf : “Con Il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca i membri della NATO non avranno altra scelta che aumentare la spesa per la difesa.
Tom Bailey HANetf
Durante il suo primo mandato, Trump aveva spesso messo in dubbio lo scopo della NATO e ha lasciato intendere che il sostegno degli Stati Uniti potrebbe diminuire se i membri non rispettano i loro impegni finanziari. Per l’Europa, ciò ha sollevato la prospettiva inquietante di una diminuzione del coinvolgimento degli USA nella NATO. Trump ha persino ventilato l’idea di un “sistema NATO a due livelli”, in cui i Paesi che non raggiungono l’obiettivo di spesa per la difesa del 2% del PIL entro fine anno si troverebbero ad affrontare una riduzione delle protezioni previste dall’articolo 5 dell’Alleanza. Questo potrebbe lasciare alcuni Paesi europei vulnerabili.
La vittoria di Trump fa, quindi, rivivere queste pressioni, intensificando gli sforzi dei Paesi europei per migliorare il loro livello di difesa. In realtà, però, questa tendenza si è già accelerata, con gli alleati della NATO che hanno aumentato in modo significativo i bilanci della difesa. 23 dei 32 Paesi membri nel corso del 2024 spenderanno più del 2% del PIL. Si tratta di un cambiamento importante rispetto agli ultimi anni, con solo 6 membri dell’Alleanza che hanno raggiunto l’obiettivo del 2% nel 2021. Ad esempio, il Regno Unito ha speso il 2,3% del PIL per la difesa nel 2023 e l’ultimo bilancio del suo governo ha impegnato altri 2,9 miliardi di sterline. Nel frattempo, la Polonia dovrebbe spendere il 5% del PIL per la difesa nel 2025. Oltre a questo, l’adesione alla NATO si è ampliata, accogliendo Finlandia e Svezia, entrambe già forti spenditrici nel settore della difesa. L’orientamento dell’Europa verso una sicurezza più autonoma ha, quindi, guadagnato terreno. Di conseguenza, le aziende europee del settore della difesa possono trarre vantaggio da questo movimento verso una struttura di difesa più autonoma.
Un altro elemento da prendere in considerazione è la riduzione della presenza di truppe statunitensi in Europa dopo la Guerra Fredda che è un fattore indipendente da chi siede alla Casa Bianca. Nel 2024, la presenza dell’esercito statunitense in Europa è scesa a una frazione dei livelli della Guerra Fredda, ed è improbabile che questa tendenza si inverta. Il concetto di “autonomia strategica” si è radicato tra le nazioni dell’UE, riflettendo il desiderio di una maggiore indipendenza in politica estera.
Alla luce di questo panorama geopolitico, l’UE sta attuando una nuova strategia industriale di difesa e questo sforzo mira ad aumentare la sicurezza collettiva e la resilienza dell’Europa, con i leader che riconoscono la necessità di avere fiducia in sé stessi in tempi incerti. Per la prima volta da decenni, i Paesi europei si dimostrano disposti a adattare le loro politiche di difesa e, soprattutto, ad aumentare le spese. Il ritorno di Trump è un acceleratore di questo processo e i principali titoli europei della difesa, come Rheinmetall e BAE Systems, hanno già registrato forti performance di apertura il giorno successivo alle elezioni, beneficiando quindi della rinnovata necessità dell’Europa di ricostruire la propria industria della difesa e la propria capacità produttiva.”
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Fonte: ETFWorld.it









