HANetf: Il numero crescente delle tensioni geopolitiche tra le principali potenze mondiali ha portato nel corso degli ultimi due anni ad un aumento della spesa per la difesa a livello mondiale.
Hector McNeil, co-CEO e co-Fondatore di HANetf
Se nel corso del 2022 si era raggiunta la cifra record di oltre 2.240 miliardi di dollari (il livello più alto mai registrato), le attese relative ai dati per il 2023 sono di un nuovo massimo storico per il settore.
Per cogliere il trend di crescita del comparto HANetf lo scorso luglio ha quotato su Borsa Italiana l’ETF Future of Defence (Ticker: NATO), un prodotto pensato per investire nelle società globali che generano ricavi dalla spesa per la difesa e la sicurezza informatica degli alleati NATO e NATO Plus, il quale in questi giorni ha raggiunto e superato i 50 milioni di asset in gestione (AuM) per la prima volta dalla data di lancio.
Hector McNeil, co-Ceo e co-Founder di HANetf:
“Dopo anni di spesa ridotta per il settore, i membri della NATO stanno oggi aumentando la spesa per la difesa. La Polonia, ad esempio, punta ora a spendere il 4% del suo PIL per la difesa e potenzialmente a costruire il più grande esercito di terra in Europa. Non si tratta solo di spendere per carri armati e missili. Il cyberspazio è ormai un nuovo terreno di scontro, come è stato chiaramente dimostrato dopo le invasioni russe dell’Ucraina del 2014 e del 2022, che hanno visto quest’ultima essere bersagliata senza sosta non solo sul fronte militare, ma anche da numerosi attacchi informatici.
Gli investitori sono pienamente consapevoli di questa tendenza, da cui deriva la crescente domanda di esposizione al comparto della difesa, elemento che ci ha portato nel corso del 2023 a costruire un prodotto sul tema in grado di offrire un’esposizione bilanciata alle aziende globali del settore, oltre a una sana ponderazione della componente cibernetica della sicurezza nazionale, sempre più vitale”.
Fabio Massellani, Sales Associate Italy di HANetf:
“Le prospettive dei titoli nel comparto difesa rimangono molto positive, e ci aspettiamo una prosecuzione dei trend osservati in questo spazio già nel 2023 e nel 2022. La spesa pubblica rimane in una fase di pronunciata accelerazione: la lezione ormai apparente dell’invasione russa dell’Ucraina è che il conflitto moderno rimane un conflitto industriale, in cui la capacità produttiva è fondamentale.
Secondo l’Agenzia Europea per la Difesa, la spesa collettiva del blocco ha raggiunto i EUR 240 miliardi nel 2023, un aumento del 6% sul 2022, con 6 Paesi in crescita a doppia cifra. Alcune aree di particolare intervento sono rappresentate dalla produzione di munizionamento e dagli investimenti in capacità di comando e controllo, come testimoniato dalla forte crescita della spesa dell’Alleanza Atlantica (intesa come bilancio dell’organismo NATO): per il 2024 il budget cresce del 12% a EUR 2.03 miliardi, in una dimostrazione pubblica di forte coesione tra i paesi membri.”
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Fonte: ETFWorld.it









