HANetf : Fallisce il lancio di Virgin Orbit – battuta d’arresto per la missione, ma non per il settore della Space Economy
Commento da parte di Tom Bailey, Head of ETF Research di HANetf
Nel corso della notte è fallito il tentativo del lancio in orbita di Virgin Orbit. L’evento che avrebbe dovuto portare nell’orbita bassa terrestre un prezioso carico di satelliti ad uso commerciale e militare, registrando una serie di primati come il primo lancio orbitale in assoluto a partire dal Regno Unito, nonché primo lancio commerciale dall’Europa occidentale, non è andato come da programma, segnando un’importante battuta d’arresto per la missione Start Me Up.
Nonostante l’esito negativo, la missione può comunque essere definita storica in quanto ha segnato l’avvio di una nuova era per l’economia spaziale che vede il settore privato entrare sempre più prorompente sulla scena della corsa allo spazio.
“Il ruolo crescente delle aziende commerciali nell’economia spaziale è stato dimostrato dal lancio avvenuto ieri sera di Virgin Orbit, nell’ambito della missione Start Me Up. Purtroppo, la missione è fallita a causa di alcuni problemi tecnici. L’obiettivo di questa missione era portare nello spazio i satelliti di sette clienti con applicazioni sia commerciali che militari – uno per conto di Space Forge che attraverso la gravità zero e le temperature estreme dello spazio progettava di produrre materiali e componenti come i semiconduttori. Nonostante questo primo tentativo sia andato a vuoto, la crescita delle opportunità commerciali nello spazio resta evidente, lo dimostrano anche le recenti dichiarazioni del Comando delle Operazioni Spaziali UK che ha affermato che riproveranno ad inviare satelliti nello spazio dal suolo britannico entro un anno.
Guardando all’intero settore possiamo affermare che la crescente domanda di connettività in un mondo sempre più digitale sia tra i fattori trainanti della Space Economy. Oggi siamo più “connessi” che mai e i dati che vengono quotidianamente trasferiti sono sempre più numerosi. Videochiamate, e-commerce, videogiochi online, Internet of Things, auto a guida autonoma, intelligenza artificiale, sono tutti servizi e applicazioni che necessitano di una sempre maggiore quantità di dati, trasmissibili tramite infrastrutture terrestri e satellitari.
Un altro fattore che sta sicuramente spingendo il settore è l’attuale competizione geopolitica tra Stati Uniti e Cina; quest’ultima durante l’amministrazione Trump ha iniziato ad essere considerata un concorrente strategico e lo spazio rappresenta oggi il terreno di scontro di questa competizione. La leadership nella tecnologia spaziale è considerata sempre di più una priorità strategica per entrambi i Paesi, con gli Stati Uniti che definiscono il vantaggio nello spazio “l’ultima frontiera” di questa sfida e il Presidente Xi Jinping che dichiara che il sogno spaziale della Cina consiste nel diventare una “potenza spaziale” entro il 2045: una dichiarazione che non potrà che spronare ulteriormente gli sforzi degli USA per mantenere la Cina ai margini.
Infine, un aspetto fondamentale per gli investitori, è l’orientamento che sta prendendo anche la NASA verso il settore privato, elemento che si lega al precedente punto. Infatti, rispetto alla corsa allo spazio tra Stati Uniti e l’ex Unione Sovietica, la nuova corsa allo spazio comporterà un maggiore coinvolgimento del settore privato e quindi maggiori opportunità per quest’ultimo.”
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Fonte: ETFWorld.it








