Nel corso del suo roadshow, HANetf ha illustrato ad oltre 100 asset manager nordamericani come entrare nel mercato europeo degli ETF UCITS
Hector McNeil, co-CEO e co-fondatore di HANetf
HANetf ha recentemente condotto un roadshow nel Nord America, nel quale ha incontrato oltre 100 asset manager presentando loro una struttura di accesso agevolata al mercato europeo degli ETF UCITS.
Nelle prime tappe di un itinerario strutturato, HANetf ha organizzato dei panel a New York e Boston rivolti ad asset manager con sede negli Stati Uniti, dove gli investimenti in ETF raggiungono i 7 trilioni di dollari, una cifra in netto contrasto rispetto ai soli 1,5 trilioni di dollari in Europa. Tale dato suggerisce la presenza di un ampio spazio di crescita per il mercato UE, che potrebbe spingere i player americani a cercare soluzioni che semplificano l’ingresso nel mercato europeo.
In qualità di primo fornitore europeo di ETF white-label, HANetf ha sottoposto ai partecipanti la propria esperienza, i risultati raggiunti nel corso degli anni e la capacità di offrire una soluzione rapida ed efficiente, con barriere d’ingresso minime e un time to market di 10 settimane in grado di ridurre i costi di ingresso.
Todd Rosenbluth, Head of Research di VettaFi, ha così commentato: “Sebbene molte tendenze dell’ETF siano globali, ci sono vantaggi significativi nell’imparare dai partner locali a navigare nel contesto europeo in rapida evoluzione. Durante il roadshow, molti veterani del settore hanno potuto comunicare come sostenere la crescita degli ETF dei gestori statunitensi in un nuovo mercato.”
La crescita esplosiva degli ETF negli States è spesso attribuita al trattamento fiscale preferenziale che gli ETF ricevono rispetto ai fondi comuni di investimento. Meno noto, invece, è che gli ETF domiciliati in Irlanda – come la stragrande maggioranza della gamma firmata da HANetf – godono di un vantaggio fiscale nel trattamento dei dividendi.
Il roadshow ha visto anche una tappa canadese nella città di Toronto. Sebbene il Canada abbia un mercato più piccolo rispetto agli Stati Uniti, risulta per molti versi più avanzato: il primo ETF al mondo è stato creato in questo territorio e gli ETF attivi, che da tempo circolano in Canada, sono ormai considerati la norma. Molti fornitori canadesi di ETF hanno ambizioni globali e vedono nel wrapper UCITS un mezzo per raggiungere una distribuzione globale.
Hector McNeil, Co-CEO e Co-Fondatore di HANetf, ha aggiunto: “Diciamo sempre che l’Europa è in ritardo di almeno 3 anni rispetto agli Stati Uniti per quanto riguarda le tendenze di investimento. Questo è particolarmente vero quando si parla di ETF. Nonostante tale ritardo, il Vecchio Continente è destinato a recuperare e il trend di crescita. Lo dimostra il forte interesse degli asset manager statunitensi e canadesi ad entrare in questo mercato. Ma come fare? Costruire una nuova attività europea nel settore degli ETF richiede forti investimenti e molto tempo. L’acquisto è un’opzione, ma è costoso a causa di valutazioni spesso gonfiate e, comunque, non ci sono abbastanza emittenti di ETF perché tutti i player statunitensi interessati. Pertanto, il white labelling rappresenta una soluzione interessante, in quanto consente un ingresso rapido, semplificato e più economico”.
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Fonte: ETFWorld.it









