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Global X ETFs : Tecnologie della difesa, il superciclo è solo all’inizio: le aree in cui investire

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Global X ETFs : Per decenni, la difesa è stata un settore poco interessante per gli investitori, con budget prevedibili, appaltatori tradizionali e scarsa innovazione.

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Tejas Dessai, Director of Research di Global X


Quell’era sta rapidamente volgendo al termine: è in corso un ciclo di riarmo globale, alimentato dalle crescenti tensioni geopolitiche, dai progressi tecnologici come l’intelligenza artificiale e dalle nuove minacce rappresentate dagli sciami di droni autonomi a basso costo. I recenti conflitti emersi in regioni come il Medio Oriente, l’Ucraina e il confine tra India e Pakistan, insieme alla crescente potenza militare e tecnologica cinese, sottolineano l’urgenza di agire per le principali potenze militari. Ciò sta imponendo una revisione strutturale del modo in cui le forze armate acquistano, integrano e rendono operativa la tecnologia.

L’urgenza è evidente nell’aumento della spesa militare globale, che ha raggiunto i 2,7 trilioni di dollari nel 2024, crescendo al ritmo più alto almeno dalla fine della guerra fredda. Il bilancio della difesa degli Stati Uniti è sulla buona strada per raggiungere il trilione di dollari, con quasi cinque anni di anticipo rispetto alle previsioni precedenti, segnando una netta inversione di tendenza nella politica fiscale sotto la nuova amministrazione. L’Unione Europea sta cercando di ridurre la sua storica dipendenza dalle garanzie di sicurezza degli Stati Uniti, mobilitando 800 miliardi di euro in investimenti per la difesa entro il 2030.

I contratti nel settore della difesa tendono ad essere a lungo termine, spesso pianificati con decenni di anticipo. Questo ciclo di vendita prolungato ha storicamente limitato l’influenza del settore tecnologico, abituato a operare a ritmi molto più rapidi. Tuttavia, le crescenti minacce e una nuova ondata di spesa stanno rendendo necessaria una più rapida adozione della tecnologia. Più in generale, la natura stessa della guerra sta cambiando e la necessità di velocità, agilità e precisione ottenute utilizzando dati, algoritmi e chip sta spingendo le nazioni militarizzate ad adottare una posizione più aggressiva in materia di modernizzazione.

Ad esempio, negli Stati Uniti, il Dipartimento della Difesa ha creato la Defense Innovation Unit (DIU) per accelerare l’adozione di tecnologie commerciali – come l’intelligenza artificiale, l’autonomia, la sicurezza informatica e l’informatica avanzata – nelle applicazioni militari. Allo stesso modo, in Europa, il Defence Innovation Accelerator for the North Atlantic (DIANA) della NATO sta finanziando startup a duplice uso e coordinandosi con i paesi membri per garantire l’interoperabilità e la resilienza tecnologica. Questi sforzi segnalano un cambiamento più ampio nella cooperazione tra tecnologia e difesa.

Dal punto di vista degli approvvigionamenti, riteniamo che nei prossimi anni tre aree saranno particolarmente importanti:

Tecnologia dei droni: economici e veloci, i droni stanno ridefinendo le dinamiche dei conflitti, costringendo le forze armate a ripensare le strategie e i cicli di approvvigionamento. La Cina ha preso il sopravvento in questo settore, mentre gli Stati Uniti faticano a recuperare terreno. Prevediamo che nei prossimi cinque anni gli investimenti accelereranno per colmare il divario.

Intelligenza artificiale: i campi di battaglia moderni generano enormi quantità di dati. I sistemi basati sull’intelligenza artificiale sono già stati implementati per ottimizzare il targeting, l’intelligence e la logistica. Ad esempio, la NATO ha recentemente selezionato Palantir per sviluppare una piattaforma di comando integrata basata sull’intelligenza artificiale.

Cybersecurity: la difesa informatica ora protegge non solo le reti classificate, ma anche le infrastrutture civili. Si prevede che nel 2025 saranno spesi oltre 200 miliardi di dollari per la cybersecurity, ma la spesa pubblica è solo all’inizio.

È fondamentale sottolineare che la spesa per la difesa è in gran parte slegata dai tradizionali cicli economici, a differenza dei settori orientati al consumo o sensibili ai tassi di interesse. I contratti pluriennali, spesso finanziati con largo anticipo da governi ben capitalizzati, possono fornire un cuscinetto di stabilità di bilancio.

Riteniamo che l’industria globale della difesa stia entrando in un superciclo, caratterizzato dall’urgenza geopolitica e da un orientamento strutturale verso nuove capacità militari. Dopo decenni di sottoinvestimenti, le forze armate globali stanno appena iniziando a rendersi conto delle lacune che richiedono una modernizzazione. Il cambiamento più significativo non risiede nell’entità della spesa, ma nella sua direzione: gli appalti si stanno orientando decisamente verso soluzioni tecnologiche e di intelligenza artificiale applicata al campo di battaglia, segnando una revisione generazionale dell’infrastruttura globale della difesa.

Se vuoi saperne di più : ETF cosa sono e come funzionano

Fonte: ETFWorld.it

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