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Global X ETFs : Infrastrutture USA: un’opportunità che non teme le elezioni di novembre

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Global X ETFs  : Nei prossimi anni il settore pubblico e privato dovrebbero iniettare altre centinaia di miliardi di dollari per modernizzare le infrastrutture statunitensi.

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Madeline Ruid, Research Analyst di Global X


Ma con l’imminente ciclo elettorale, è lecito avere dei dubbi sui potenziali cambiamenti nella traiettoria e nella composizione di questa spesa. Dalle reti di trasporto alle energie rinnovabili, le sfide infrastrutturali del Paese sono numerose, ma a nostro avviso lo sono anche le opportunità di investimento.

Da solo, l’Infrastructure Investment and Jobs Act (IIJA) prevede 1.200 miliardi di dollari di finanziamenti per progetti infrastrutturali tra il 2021 e il 2026, di cui circa 492 miliardi di dollari ancora da stanziare. A questo si deve aggiungere, oltre al CHIPS Act e all’Inflation Reduction Act (IRA), la spesa privata collegata a questi importanti sforzi governativi: circa 676 miliardi di dollari di investimenti manifatturieri annunciati dalle aziende durante l’amministrazione Biden.

Con gli Stati Uniti che si avviano verso le elezioni presidenziali di novembre, l’incertezza sulla longevità di questi venti favorevoli è elevata. Tuttavia, le infrastrutture godono tipicamente di un forte sostegno bipartisan a tutti i livelli di governo, e sono state un pilastro fondamentale per le amministrazioni sia democratiche che repubblicane. A livello federale, gli sforzi dell’amministrazione Biden sono stati cementati dall’IIJA. Conosciuta anche come legge bipartisan sulle infrastrutture, l’IIJA è stata approvata nel 2021 con un sostegno trasversale relativamente forte. Visto questo appoggio bipartisan e i vasti benefici, prevediamo che la legge dovrebbe essere al riparo da revoche, a prescindere dall’esito delle prossime elezioni.

Anche il CHIPS Act rappresenta il culmine di sforzi bipartisan, mirati in questo caso a salvaguardare il vantaggio tecnologico degli Stati Uniti e a rafforzare la sicurezza nazionale. In prospettiva, ciò significa che le società di infrastrutture continueranno a beneficiare dell’espansione del panorama manifatturiero statunitense dei semiconduttori. L’amministrazione Biden ha appena iniziato a distribuire i fondi dei 39 miliardi di dollari previsti dal CHIPS Act per gli incentivi alla produzione, e altri 24 miliardi sono destinati ai crediti d’imposta. A questi si aggiungono altri fondi destinati alla R&D dei semiconduttori e allo sviluppo della forza lavoro.

A livello di investimenti privati, quelli nella produzione di semiconduttori ed elettronica ammontano già a 244 miliardi di dollari. Nel maggio 2020, ad esempio, TSMC ha annunciato l’intenzione di costruire il suo primo impianto di produzione negli Stati Uniti (in Arizona) e, a seguito dell’approvazione del CHIPS Act, ha annunciato il progetto di un secondo impianto, che potrebbe iniziare la produzione nel 2027 o 2028.

A differenza dell’IIJA e del CHIPS Act, l’IRA non gode di un supporto bipartisan così chiaro. Solo nel primo anno di vita della legge, i deputati repubblicani hanno fatto 31 tentativi di abrogare il piano o specifiche disposizioni, anche se nessuno è andato a buon fine. Donald Trump ha dichiarato che l’annullamento dell’IRA sarà una sua priorità se verrà eletto.

A nostro avviso, un’abrogazione completa sarebbe estremamente difficile anche nel caso in cui i repubblicani conquistassero la Casa Bianca, la Camera e il Senato. Finora, gli incentivi dell’IRA hanno avvantaggiato in modo significativo gli Stati a guida repubblicana, con conseguente crescita dei posti di lavoro e degli investimenti privati. Secondo le nostre stime, circa il 60% degli investimenti privati per la produzione di veicoli elettrici, batterie, tecnologie pulite ed energia rinnovabile dall’approvazione dell’IRA è andato agli Stati vinti da Trump nel 2020.

Detto questo, disposizioni specifiche, in particolare i crediti d’imposta per i veicoli elettrici nuovi e usati e per i sistemi di ricarica, potrebbero essere bersaglio dei repubblicani. Anche i crediti d’imposta per l’energia pulita, una delle maggiori componenti del bilancio dell’IRA, potrebbero subire tentativi di abrogazione o altri interventi che ne limitino l’impatto. Tuttavia, il credito d’imposta per gli investimenti nel solare e altri crediti d’imposta per l’energia pulita sono stati in passato sostenuti da democratici e repubblicani, e alcuni sono stati persino introdotti da gruppi bipartisan.

In ogni caso, se da un lato gli incentivi dell’IIJA, del CHIPS Act e dell’IRA sono stati parte integrante della recente ripresa degli investimenti nel settore manifatturiero e cleantech negli Stati Uniti, dall’altro ci aspettiamo che questi megatrend continuino indipendentemente dalla politica federale. Anche durante l’amministrazione Trump, infatti, la transizione all’energia pulita ha guadagnato terreno, grazie alla maggiore competitività dell’eolico e del solare, unita a politiche di sostegno a livello comunale e statale e agli sforzi di sostenibilità delle aziende. Nel 2019, i progetti eolici e solari hanno rappresentato complessivamente il 61% della nuova capacità elettrica negli Stati Uniti, e nel 2020 la loro quota combinata è salita al 77%.

Certo, il ciclo elettorale crea incertezza, ma a questo punto molti dei megatrend e dei venti favorevoli che sostengono le infrastrutture sembrano destinati a continuare, indipendentemente dalla composizione del governo statunitense. Le aziende della catena del valore delle infrastrutture USA stanno appena iniziando a vedere i benefici degli investimenti pubblici e privati che confluiscono nel settore, e ci aspettiamo che questo slancio continui. Dalle strade, agli aeroporti, ai ponti, agli impianti di produzione, a Internet a banda larga e alle energie rinnovabili, riteniamo che l’ammodernamento delle infrastrutture statunitensi offra agli investitori tante opportunità diverse e interessanti per il lungo periodo.

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Fonte: ETFWorld.it

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