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Global X ETFs : Il consumo energetico dell’AI spinge governi e aziende verso il nucleare

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Global X ETFs : L’intelligenza artificiale potrebbe rimodellare l’economia globale, ma dietro questa innovazione si cela un’impronta energetica sempre più pesante.

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Roberta Caselli, Commodities Investment Strategist di Global X


Dalla formazione e gestione di modelli AI su larga scala alla produzione di chip e alimentazione dei data center, ogni fase del ciclo di vita dell’AI richiede enormi quantità di elettricità. Con l’espansione delle capacità e l’aumento dell’adozione, il consumo energetico sta crescendo più velocemente dell’infrastruttura necessaria a sostenerlo.

Basti pensare ai bisogni energetici per addestrare i modelli AI: il training di GPT-4 ha richiesto circa 50 GWh di elettricità, quanto basta per alimentare 6.000 abitazioni americane per un anno, e 50 volte più rispetto a GPT-3. Con il rilascio pubblico di GPT-4 nel 2023, la necessità di cluster GPU sempre più grandi è aumentata.

I grandi hyperscaler stanno infatti potenziando gli investimenti. Meta ha annunciato fino a 80 miliardi di dollari di capex nel 2025 e l’installazione di 1,3 milioni di GPU. xAI mira a espandere il suo supercomputer Colossus a 1 milione di GPU. Microsoft ha comunicato un investimento da 80 miliardi in infrastruttura AI per l’anno fiscale 2025.

Con la maturazione dei modelli, l’industria è passata dalla fase di addestramento a quella di “inferenza”, cioè l’utilizzo del modello per generare risposte o previsioni. I nuovi modelli orientati al “ragionamento” consumano molte più risorse, e l’utilizzo crescente ha fatto impennare la richiesta computazionale. Una query su ChatGPT consuma circa 10 volte l’energia di una ricerca Google; per compiti avanzati come video ad alta definizione o immagini complesse, il fabbisogno cresce centinaia di volte.

L’arrivo degli agenti AI – modelli capaci di agire in autonomia e prendere decisioni – potrebbe moltiplicare ulteriormente la domanda. Jensen Huang ha dichiarato che i sistemi agentici potrebbero richiedere potenza computazionale “100 volte maggiore” rispetto a quanto previsto in precedenza.

Anche la produzione di semiconduttori è estremamente energivora. TSMC consuma l’8% dell’energia elettrica di Taiwan, e potrebbe arrivare al 24% entro il 2030. Negli USA, il primo stabilimento TSMC in Arizona richiede 200 MW di potenza di picco—l’equivalente di 30.000 case. L’azienda ha annunciato ulteriori investimenti per 100 miliardi di dollari per costruire sei fabbriche, ognuna con elevati consumi energetici.

Per questo si prevede che il consumo elettrico dei data center USA salirà da 176 TWh nel 2023 a 580 TWh nel 2028. Per soddisfare questa crescita, i produttori di energia dovranno aggiungere circa 50 GW di nuova capacità entro il 2030, con costi stimati in 60 miliardi di dollari.

Anche l’Europa nel frattempo sta accelerando. L’iniziativa InvestAI prevede 200 miliardi di euro, di cui 20 destinati a quattro “gigafactory” AI con 100.000 chip ciascuna. Altre sette fabbriche sono state annunciate a dicembre 2024. Con l’Europa e altre regioni che si sforzano di competere nell’ambito delle infrastrutture AI, la domanda globale di energia sembra destinata ad aumentare in modo significativo.

In questo scenario, il nucleare è visto come una delle poche soluzioni a basse emissioni in grado di supportare la crescita dell’AI. Diversi gestori patrimoniali internazionali stanno aumentando l’esposizione sull’energia nucleare, spinti dalla convergenza tra tecnologia e sostenibilità.

La stessa conferenza COP29 ha confermato gli impegni sull’espansione nucleare: gli USA vogliono aumentare la capacità di 35 GW nel prossimo decennio, e triplicarla entro il 2050. A Capitol Hill c’è un sostegno bipartisan per l’industria nucleare e la sua possibile rinascita, come sottolineato dalla legge bipartisan “Advance Act”, che sta per Advanced Nuclear for Clean Energy (Nucleare avanzato per l’energia pulita).

Sono soprattutto i piccoli reattori modulari (SMR) in questo momento ad attrarre interesse: sono più rapidi da costruire, meno costosi e più semplici da gestire rispetto ai reattori tradizionali. Gli SMR potrebbero essere ideali per alimentare data center in aree remote, offrendo una soluzione scalabile e flessibile. Gli Stati Uniti stanno discutendo con diversi Paesi del Sud-est asiatico per implementarli, e anche in Europa cresce il consenso: Francia, Finlandia, Paesi Bassi e Svezia stanno chiedendo alla Commissione Europea di riconoscere il ruolo chiave del nucleare per decarbonizzare l’economia.

L’AI promette di rivoluzionare interi settori, ma la crescente domanda energetica pone interrogativi sulla sostenibilità dell’infrastruttura esistente. Con la necessità di potenza che corre più veloce della capacità della rete, lo sviluppo dell’AI richiede soluzioni energetiche scalabili, affidabili e a basse emissioni. Il nucleare, in particolare attraverso i reattori modulari, potrebbe essere una risposta strategica. Se governi e investitori continueranno a riconoscere il valore dell’energia nucleare, sarà possibile alimentare il futuro dell’AI e allo stesso tempo promuovere una transizione verso un sistema energetico più sostenibile.

Se vuoi saperne di più : ETF cosa sono e come funzionano

Fonte: ETFWorld.it

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