Possibili ostacoli alla ripresa: L’imminente rialzo dell’imposta sui consumi, che scatterà dal primo di aprile, potrebbe rappresentare un ostacolo alla ripresa economica del Giappone, che già nell’ultimo scorcio del 2013 ha rallentato il passo. Nel quarto trimestre il Pil……
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nipponico ha segnato una espansione dello 0,3% (contro un +0,7% atteso dal mercato), archiviando l’intero anno con una crescita reale dell’1,6%. Un buon risultato per una economia avanzata (soprattutto se confrontato con il -0,4% dell’Eurozona), ma non poi così brillante come molti esperti avevano ipotizzato dopo gli stimoli fiscali e monetari applicati da governo e banca centrale. A pesare sulla performance dell’economia del Sol Levante è stato un export più debole del previsto e lontano dalla forte domanda per beni di importazione.
Guardando al 2014, i maggiori timori riguardano ora gli effetti del rialzo dell’imposta sui consumi dal 5 all’8%, che scatterà dal primo aprile, per contrastare l’ingente debito pubblico del Giappone che risulta il più alto al mondo in rapporto al Pil. Se nel primo trimestre dell’anno l’economia è attesa in robusta espansione proprio per la corsa agli acquisti prima dell’aumento della pressione fi scale, il secondo e anche il terzo trimestre potrebbero far segnare una contrazione signifi cativa.
Tuttavia, il Fondo monetario internazionale rimane fiducioso e nelle sue ultime previsioni ha migliorato la stima sulla crescita del Giappone per il 2014 a un +1,7% dal precedente +1,2 per cento.
BoJ in azione nonostante miglioramento inflazione
Nell’ultima riunione la Bank of Japan (BoJ) ha mantenuto stabili i tassi di interesse e il proprio outlook ma ha di fatto raddoppiato il programma di prestiti e facilitazioni al credito per favorire l’espansione economica del Paese. L’Istituto centrale ha messo a disposizione un fondo di 7.000 miliardi di yen, circa 60 miliardi di euro, per programmi finalizzati al riacquisto titoli. Una mossa avvenuta proprio in previsione dell’aumento dell’Iva, nonostante l’infl azione continui ad aumentare avvicinandosi al target del 2% fi ssato dalla BoJ. A dicembre l’infl azione in Giappone ha registrato su base annua un progresso dell’1,6% (rispetto al +1,5% della precedente rilevazione) con la componente core, ossia escludendo gli alimentari freschi ma includendo i costi energetici, in aumento dell’1,3 per cento annuo, il ritmo di crescita maggiore degli ultimi cinque anni. Un altro segnale positivo su questo fronte è arrivato dal governo che nel suo ultimo Monthly Report ha descritto i prezzi al consumo in “aumento moderato”, terminologia che non usava dall’ottobre 2008.
Ulteriori azioni da parte della BoJ non sono escluse nei prossimi mesi, anche se con l’avvio del tapering da parte della Federal Reserve diventa più problematico attuare un ulteriore allentamento della politica monetaria già ultraespansiva. Tuttavia il governatore Haruhiko Kuroda potrebbe tenersi in serbo questa carta, per giocarla magari a primavera in occasione dell’aumento dell’Iva.
Nikkei, un inizio d’anno debole
Dopo un anno di record, il 2014 è partito all’insegna della debolezza per la Borsa di Tokyo. Da gennaio l’indice Nikkei 225 ha imboccato un trend ribassista, lasciando finora sul terreno circa 10 punti percentuali, dopo aver chiuso il 2013 sui massimi storici e con un progresso di oltre il 52 per cento. A pesare sulla Borsa giapponese è stato il rafforzamento dello yen nei confronti del dollaro che ha penalizzato soprattutto i titoli legati all’export.
Fonte: RBS






