L’aumento Iva potrebbe frenare la crescita: Il Giappone, terza economia mondiale, cresce a ritmo robusto. Dopo aver archiviato il 2013 con una espansione dell’1,53%, l’economia nipponica è attesa in crescita dell’1,10% quest’anno e
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Analisi a cura di RBS
dell’1,50% nel 2015, secondo le stime della Bank of Japan. Nel solo primo trimestre dell’anno, il Prodotto interno lordo (Pil) ha mostrato un miglioramento del 6,7% annualizzato, ben oltre le attese del mercato, mettendo a segno il sesto trimestre consecutivo di crescita. Un balzo che si è verificato soprattutto per un’impennata dei consumi, con una corsa agli acquisti in anticipazione dell’aumento dell’Iva dal 5 all’8% scattato il primo aprile. Tuttavia, proprio questo aumento dell’Iva potrebbe far emergere una contrazione dei consumi a partire dal secondo trimestre. Gli analisti infatti si aspettano un calo del Pil nel periodo aprile-giugno. Il governatore della Bank of Japan, Haruhiko Kuroda, ha però rassicurato che si tratterebbe di una temporanea battuta d’arresto a causa dell’aumento dell’Iva. La spesa delle famiglie, secondo Kuroda, rimane solida con segni di miglioramento evidente delle condizioni di lavoro e redditi.
Pronta la terza freccia di Abe: Dopo la politica monetaria ultraespansiva e la flessibilità fiscale che ha comportato un rilancio dei lavori pubblici, il primo ministro giapponese, Shinzo Abe, ha illustrato il nuovo pacchetto di misure per sostenere l’economia del Paese, la cosiddetta terza freccia dell’Abenomics. Il maxi-pacchetto include oltre 200 misure. Tra le riforme più importanti a vantaggio delle imprese c’è il taglio della tassa societaria, portata dal governo sotto il 30% rispetto all’attuale aliquota superiore al 35%. Tuttavia il taglio comincerà non prima del prossimo anno e procederà per gradi in un arco di anni imprecisato. Oltre alle imprese, le riforme riguardano anche i settori agricolo, energetico, medicale e del lavoro. Abe ha spiegato che il piano punta ad accelerare la strategia di crescita del Giappone, facendo il possibile per assicurare che la ripresa si diffonda in tutto il Paese. Intanto anche nell’ultima riunione di giugno, la Bank of Japan ha confermato la sua politica monetaria accomodante. Il consiglio direttivo della BoJ ha deciso di mantenere i tassi di interesse prossimo allo zero per cento e l’aumento della base monetaria di 60-70 trilioni di yen all’anno, al fi ne di portare l’inflazione vicina al target del 2%. Il mercato non si attende cambiamenti nella politica della banca centrale nipponica almeno fino alla fine del 2015.
Nikkei rallenta dopo il rally del 2013: Nonostante la buona tenuta della congiuntura e le riforme annunciate da Abe, la Borsa di Tokyo non festeggia e continua piuttosto ad attendere di vedere quanto incisivo sarà l’impatto dell’aumento dell’Iva sulla crescita e l’effetto del piano di riforme. Da inizio anno l’indice Nikkei, che raccoglie le 225 maggiori società quotate, ha lasciato sul terreno quasi 7 punti percentuali. E’ anche vero che l’indice arrivava da un forsennato rally: nel 2013 ha incassato un guadagno del 57%, il maggior rialzo degli ultimi 40 anni. Gli analisti rimangono fiduciosi sul mercato azionario nipponico, che potrebbe continuare a benefi ciare ancora per diverso tempo delle iniezioni di liquidità della BoJ. Inoltre, la debolezza dello yen potrebbe favorire gli utili delle aziende giapponesi, in particolare quelle legate all’export. Tra i titoli, Honda Motor ha evidenziato una performance particolarmente negativa, con un calo di quasi 19 punti percentuali da inizio anno. Ha contenuto le perdite invece Toyota Motor, il principale produttore di auto al mondo, nonostante i recenti richiami (-7%).
Fonte: ETFWorld.it






