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Francia. La fiducia delle imprese nel settore manifatturiero è aumentata a 92 in gennaio


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Da seguire: Area euro: – Francia. La fiducia delle imprese nel settore manifatturiero è aumentata a 92 in gennaio dopo il calo a 88 di dicembre. L’indice resta comunque sotto la media di lungo termine (99). L’industria transalpina ha…

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mostrato di recente un andamento migliore che nel resto dell’area euro, grazie a una maggiore forza della domanda interna.

– Belgio. L’indice di fiducia elaborato dalla Banca del Belgio dovrebbe mostrare un ulteriore miglioramento a -7,5 a gennaio dal -7,9 di dicembre. Sarà interessante l’andamento dell’indice sugli ordini dall’estero e anche sulle scorte, dal momento che la dinamica del magazzino in Belgio anticipa quella della zona euro di circa tre mesi.

Ieri sui mercati

Mercati dominati dalla ripresa dell’avversione al rischio di fronte ai segnali di correzione degli indici azionari, per i quali hanno fatto da catalizzatore la lenta restrizione monetaria in Cina e le nuove proposte di riforma del sistema finanziario avanzate da Obama giovedì. Ricadute positive sui titoli di stato, che hanno visto cali dei rendimenti relativamente ampi soprattutto sulla scadenza quinquennale. Dollaro stabile come cambio effettivo, in ripresa sull’euro e in calo nei confronti dello yen. Petrolio in calo a 76 dollari sul mercato americano (74,5 dollari per il Brent). Un riflesso del clima di cautela sono le forti tensioni sugli spread sovrani nell’eurozona, con la Spagna (90pb) particolarmente penalizzata nella dinamica relativa e la Grecia (289pb) sempre su livelli record.

Area euro

L’indice PMI composito è calato a sorpresa a gennaio, a 53,6 da 54,2 di dicembre, a causa di un calo della fiducia nel settore dei servizi (calato a 52,3 da 53,6), mentre ha continuato a migliorare il clima nel manifatturiero (a 52 da 51,6). Il livello resta comunque coerente con un’espansione del PIL, di 0,3% t/t nel 1° trimestre 2010, il che segnala che, dopo un probabile rallentamento in area 0,1-0,2% t/t nella parte finale del 2009, l’economia potrebbe tornare ad accelerare a inizio 2010. Il maggior ottimismo nel manifatturiero (incoraggiante in particolare il rimbalzo dei nuovi ordini) appare trainato dal recupero della domanda mondiale mentre il calo nei servizi è un segnale che la ripresa della domanda interna stenta a materializzarsi. In altri termini, dopo il rimbalzo vigoroso dei mesi scorsi, la ripresa potrebbe perdere slancio e confermarsi assai irregolare.

Nel bollettino mensile la BCE ha ripetuto le valutazioni molto caute sul ciclo fatte da Trichet nella conferenza-stampa successiva all’ultima riunione: lo scenario vede un processo di recupero che avrà ritmi moderati e si svilupperà in modo discontinuo, con una disoccupazione che è destinata ad aumentare in una certa misura; le prospettive restano incerte in quanto alcuni dei fattori di supporto hanno carattere temporaneo. L’inflazione nel breve periodo si collocherà intorno all’1%, l’unico possibile rischio viene da incrementi dell’imposizione indiretta e dei prezzi amministrati. Molto marcato l’accento sull’esigenza di risanamento dei conti pubblici, che non lascia spazio a sgravi fiscali e che richiede una correzione al più tardi nel 2011. In un approfondimento, la BCE aggiunge che le misure di stimolo non convenzionali introdotte per contrastare gli effetti della crisi finanziaria verranno smantellate gradualmente quando le condizioni finanziarie miglioreranno o quando queste dovessero confliggere con l’obiettivo di stabilità dei prezzi nel medio termine. Al riguardo, il presidente della Bundesbank Weber ha dichiarato che la BCE è in una fase di progressiva normalizzazione del contesto delle operazioni di finanziamento, che è iniziata e che sarà il tema della seconda metà dell’anno. Circa il ciclo Weber ha dichiarato che non è probabile una crescita-zero in Germania nel 4° trimestre, anche se tale eventualità non si può escludere. Secondo Gonzalez-Paramo, i segnali di allargamento degli spread che arrivano dal mercato devono essere un incentivo per alcuni Governi per adottare misure urgenti di correzione dei conti pubblici.

Stati Uniti

I nuovi sussidi di disoccupazione sono aumentati di 30 mila unità (a 482 mila) nella settimana conclusa il 16 gennaio. Il Labor Department indica che l’aumento è legato a motivi “amministrativi” e non a ragioni “economiche”.

L’indice della Philadelphia Fed a gennaio è sceso a 15,2 da 22,5 di dicembre, ma l’indagine continua a segnalare espansione del settore manifatturiero. Le aspettative a 6 mesi salgono a 43,3 da 35,9 con aumenti anche significativi per tutte le componenti, inclusa la spesa in conto capitale (a 16,8 da 13,2).

Giappone

La BoJ ha pubblicato l’indagine del credito. Il principale messaggio dell’indagine sta nel calo della domanda di prestiti da parte delle imprese rilevato dalle banche, mentre si osserva un miglioramento della domanda di credito da parte delle famiglie.

Analisi Daily

Fonte: Intesa Sanpaolo S.p.A.


Appendice
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Da seguire:

– Aste – L’Italia colloca il nuovo BTP 4,25% 03/2020 per un ammontare di 4-5 mld, e riapre rispettivamente per 2-2,5 mld e per 1,5-2,25 mld il BTP 2,5% 07/2012 e il CCT 07/2016.

Area Euro

– L’operazione di rifinanziamento a 1 anno dovrebbe chiudersi con un’allocazione di fondi inferiore ai 442 mld dell’asta del 22 giugno, dato il miglioramento delle condizioni di mercato monetario e, soprattutto, il calo dei tassi a brevissimo termine che nel frattempo è intervenuto. La stima di consenso è di 135 mld. L’asta sarà condotta a tasso fisso e senza l’applicazione di uno spread sul refi.

– L’indice di fiducia economica della Commissione UE offrirà un quadro più completo sulla situazione ciclica nell’area euro. Il ritmo della ripresa sembra aver rallentato a fine estate stando alle indagini nazionali che hanno mostrato aumenti inferiori alle attese in Germania, Belgio e Olanda. L’indice sintetico è visto in salita a 81,8, da un precedente 80,6. Se confermato, il dato lascerebbe la media per il 3° trimestre a 79,5, da un precedente 70,2 coerente con una contrazione meno pesante del PIL nei mesi estivi.

– Italia. L’indice delle retribuzioni orarie contrattuali è visto mantenere una crescita annua stabile a 2,1% a/a ad agosto. Si tratta di un deciso rallentamento dal picco di 4,3% a/a toccato a gennaio. Le retribuzioni contrattuali potrebbero rimbalzare lievemente fino a 2,8% a/a nei mesi autunnali, per effetto dell’applicazione di incrementi previsti, ma c’è il rischio di un successivo rallentamento sotto il 2% tra fine 2009 e inizio 2010, per via degli effetti ritardati dell’aumento in corso della disoccupazione.

– Italia. La fiducia delle imprese manifatturiere è vista in aumento per il sesto mese consecutivo a settembre. Stimiamo l’indice ISAE a 76,6, da 74,8 precedente. La fiducia è ormai in deciso recupero dal minimo di marzo (62), pur rimanendo ben al di sotto della media storica (88,2). Il dato sarebbe coerente con il recupero di fiducia visto negli altri Paesi europei. Confortante il fatto che, a partire dal mese scorso, il miglioramento abbia cominciato a riguardare le valutazioni delle imprese sugli ordini, mentre fino ad allora il recupero era guidato soprattutto dalla fase di decumulo dei magazzini.

Stati Uniti

– La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a settembre dovrebbe salire a 55 da 54 di agosto. Nelle ultime settimane gli indici di fiducia non hanno segnalato nuovi miglioramenti: la fiducia dovrebbe oscillare nel range ristretto degli ultimi quattro mesi (47,4-54,8). Ad agosto l’indagine del Conference Board aveva registrato un ampio aumento della componente aspettative (+10,1), mentre quella corrente si era riportata solo sul livello di luglio (+1,6, a 24,9). Anche gli indicatori del mercato del lavoro erano migliorati ad agosto senza segnare nuovi massimi (a -40,9 ad agosto, risultato meno brillante che a maggio, a -38,1).

Ieri sui mercati

Le tensioni sullo yen hanno suggerito alle autorità monetarie nipponiche una correzione di tiro: Fuji ha affermato che gli attuali movimenti dei cambi sono “naturali”, ma che potrebbe agire se diventassero abnormi; in ogni caso, non ha mai sostenuto né uno yen forte, né uno yen debole. Il rimbalzo degli indici azionari ha brevemente riportato il cambio euro/dollaro verso 1,465, con massimi a 1,4680. Dollaro fra 89,5 e 90,6 yen, ampiamente sopra i minimi di 88,23 toccati nella notte fra domenica e lunedì. La sterlina, scesa fino a 1,576, in seguito è rientrata fra 1,5870-1,5960. Dollaro australiano sostenuto anche da voci di rialzo dei tassi a novembre e dicembre. Calo dei rendimenti sui titoli di stato, nuovamente più marcato sulle scadenze lunghe delle curve. Stabili i corsi delle materie prime, con moderati rialzi per il petrolio ($0,69 per la prima scadenza del Light Crude Future).

Area Euro

Germania. A settembre l’indice dei prezzi al consumo è calato di 0,3% m/m, più debole delle stime di consenso ma in linea con la nostra previsione. Sull’anno i prezzi al consumo calano di 0,2% /a e di 0,3% /a sulla misura armonizzata. La flessione dei prezzi è riconducibile al rientro delle pressioni sui prezzi delle benzine ed alimentari freschi. L’inflazione tedesca dovrebbe tornare positivada fine 2009.

Italia. La fiducia dei consumatori ha continuato a salire a settembre, battendo ancora una volta la più rosea delle previsioni. L’indice è così arrivato a 113,6 (da 111,8 di agosto), arrivando ai massimi da oltre 7 anni. Peraltro, il miglioramento riguarda più la valutazione sulla situazione economica generale del Paese che non la situazione personale degli intervistati, migliorata solo lievemente a 125,9 da 125. Continuano a salire (rimanendo comunque al di sotto dei massimi toccati a marzo) le attese sulla disoccupazione.

Stati Uniti

Il Chicago Fed National Index, l’indice composito del ciclo costruito sulla base di ben 85 diversi indicatori, è tornato a scendere ad agosto (a -0,90) dopo aver toccato a luglio (a -0,56) un massimo da gennaio 2008. Il peggioramento è dovuto principalmente agli indicatori sul mercato del lavoro (il tasso di disoccupazione è salito di 3 decimi a 9,7%). L’indicatore è su livelli ancora recessivi ma segnala un deciso attenuarsi della recessione rispetto ai primi mesi dell’anno.

Giappone

L’inflazione ad agosto è scesa a -2,2% a/a; al netto di alimentari freschi l’indice scende a -2,4% a/a. La misura sottostante (ex energia e alimentari) segna -0,9% a/a. Anche i dati di Tokyo per settembre vedono ancora cali marcati.

L’indice di fiducia delle piccole imprese è salito a settembre a 43,5 da 41,8, in aumento continuo dai minimi di 24,9 di gennaio.

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