Con i rendimenti su liquidità e titoli di stato ai minimi storici, sono sempre più numerosi gli investitori in cerca di alternative più…
redditizie. In un simile contesto, l’aumento del rendimento delle azioni europee oltre il 5%, a fronte del 3% circa dei titoli di stato, ha suscitato grande interesse, scrivono gli analisti di Invesco nell’ultimo numero di Market Update. “Oggi più che mai, una strategia basata sul reddito azionario con focus sull’Europa consente agli investitori di sfruttare una serie di trend strutturali e ciclici particolarmente favorevoli”, afferma Katharina Hoyland, gestore European Equity Income di Invesco a Henley (UK). Hoyland ritiene che attualmente i mercati offrano agli investitori attenti e selettivi buone opportunità di ottenere rendimenti elevati da titoli che presentano valutazioni interessanti, generando un’ ottima performance complessiva nel lungo periodo.
Negli ultimi 40 anni, i dividendi hanno contribuito per il 40% alla performance complessiva generata in Europa, in quanto la crescente richiesta di rendimenti da parte degli azionisti ha indotto le aziende dell’Europa Continentale a elevare il livello di priorità riservato alla distribuzione dei dividendi. Inoltre, i dati empirici smentiscono nettamente il luogo comune
che sostiene l’esistenza di un trade-off tra reddito e crescita del capitale: i dati relativi a diverse regioni, tra le quali l’Europa, indicano che nel lungo periodo i titoli con dividend yield più elevato tendono a sovraperformare, in termini di capitale, le azioni che offrono un minore dividendo, e quindi ovviamente di rendimento complessivo1.
“Molto probabilmente, questo fenomeno è dovuto al fatto che la politica di distribuzione dei dividendi obbliga il management aziendale a rispettare una precisa disciplina, riducendo il rischio che si sperperi la liquidità in progetti a basso ritorno o in acquisizioni che distruggono valore”, prosegue Hoyland. In base all’analisi condotta tra le società europee più remunerative in termini di dividendi, il primo quintile ha generato dal 1990 un rendimento di capitale del 32%, che scende invece al 10% per l’ultimo quintile. Gli analisti di Invesco rilevano inoltre che la volatilità dei prezzi azionari è inferiore per le società con elevati rendimenti, il che si traduce in un rendimento risk-adjusted addirittura maggiore.
“I livelli minimi raggiunti dalle quotazioni azionarie offrono agli investitori l’opportunità di accaparrarsi dividend yield elevati e sostenibili a valutazioni insolitamente basse”, osserva Hoyland. Poiché l’andamento dei dividendi varia sensibilmente a seconda dei settori e dei singoli titoli, Hoyland ritiene che la scelta dei titoli e la selezione dei settori saranno essenziali per gli investitori alla ricerca di una fonte di reddito. Gli esperti di Invesco privilegiano i titoli difensivi, che offrono buone potenzialità di sviluppo delle quotazioni (in termini assoluti e relativi) e dividendi relativamente sicuri.
Il settore delle telecomunicazioni, per esempio, che durante il rally primaverile ha nettamente sottoperformato, presenta un rendimento da dividendo superiore al 7% per l’anno in corso (distribuzione all’inizio del 2010). A prescindere dalle valutazioni attualmente favorevoli del settore, in riferimento a tali società gli esperti di Invesco evidenziano il basso livello di rischio in termini di utili e di solidità patrimoniale e l’elevato free cash flow.
“Il settore farmaceutico, anch’esso rimasto indietro durante il rally, per il 2010 presenta inaspettatamente un rendimento al 4,8% pari a quello del mercato in generale e offre una crescita discreta e affidabile dei dividendi – conclude Hoyland – eppure i multipli del settore non superano quelli di mercato e alcuni nomi si distinguono particolarmente per le ottime
capacità commerciali e le elevate prospettive di crescita”.
Katharina Hoyland di Invesco ha espresso considerazioni e opinioni personali, queste potrebbero cambiare.
Fonte:ETFWorld – Invesco Asset Management SA








