La domanda per ETP energetici e metalli preziosi rimane sostenuta a fronte di un calo dei prezzi delle materie prime….
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Il mercato dei global commodity ETP ha regitrato una contrazione del 7% rispetto al trimestre precedente attestandosi al valore di 175 miliardi di dollari a chiusura del trimestre. Principalmente, i deflussi sono stati una conseguenza delle ampie flessioni di prezzo degli ultimi mesi. La domanda è stata invece alquanto robusta per i prodotti che replicano le singole materie prime su oro, argento e petrolio. I flussi positivi su ETP relativi a queste tre materie prime si contrappongono ai deflussi degli ETP che offrono, invece, un esposizione ampiamente diversificata sulle materie prime. In generale i disinvestimenti netti da tutti gli ETP che replicano indici ampli di materie prime hanno raggiunto un ammontare di 1,1 miliardi di dollari.
Commodity Exchange Traded Products (ETPs) includono tutti commodity ETFs, ETCs, ETNs quotati, Grantor e altri Statutory Trust. I dati non includono ETPs che replicano azioni di società coinvolte nel business delle materie prime.
“Flussi” si riferiscono a flussi netti inflows (o outflows) o denaro dentro (o fuori) un ETP, quindi misurano nuovi acquisti/vendite di un ETP escludendo l’impatto di cambiamento di prezzo dell’ETP. “Asset” invece includono l’impatto dei cambiamenti nel prezzo dell’ETP.
I metalli preziosi continuano a brillare
Gli ETP che hanno come sottostante i metalli preziosi hanno attirato flussi netti pari a 702 milioni di dollari durante il secondo trimestre, conseguenza del fatto che gli investitori stiano continuando a cercare coperture contro i disordini finanziari, economici e politici che continuano ad affliggere lo scenario globale. Gli ETP su oro hanno registrato gli investimenti più ingenti del comparto – con masse pari a 570 milioni di dollari – seguiti da quelli su argento che hanno visto altri 269 milioni.
Gli ETP su palladio hanno registrato 36 milioni di dollari di nuovi investimenti mentre gli ETP su platino hanno visto 80 milioni di deflussi netti tra aprile e giugno nonostante avessero registrato flussi relativamente forti durante il primo trimestre dell’anno.
Le oscillazioni della domanda energia
Gli ETP che forniscono esposizione al gas naturale hanno registrato 205 milioni di dollari di investimenti durante il secondo trimestre. Un più alto consumo di elettricità negli Stati Uniti, guidato da un clima più caldo rispetto a quanto previsto, è stato parzialmente responsabile dell’aumento di domanda per questa materia prima.
Gli ETP con sottostante petrolio greggio nel frattempo hanno avuto un trimestre incerto. Inizialmente, gli investitori globali avevano tagliato la loro esposizione di 73 milioni di dollari tra aprile e maggio, come conseguenza dei segnali di rallentamento della crescita globale, delle preoccupazioni lievemente ridotte di un’imminente attività militare in Medio Oriente e della produzione aumentata in Arabia Saudita durante il trimestre. Una forte e improvvisa correzione del prezzo potrebbe essere la spiegazione dell’inversione recente dei deflussi dagli ETP sul greggio. In giugno, infatti, questi prodotti hanno infatti attirato 515 milioni di dollari di investimenti.
Il de-risking guida i deflussi
Il deterioramento delle condizioni economiche e finanziarie in Europa, insieme ai segnali di rallentamento della crescita di Stati Uniti e Cina, hanno colpito ampiamente i mercati delle materie prime ed in particolare quelle più cicliche durante il secondo trimestre. Gli ETP che replicano i metalli industriali come ad esempio il rame – che hanno attirato forti investimenti nei primi quattro mesi dell’anno – hanno visto flussi netti negativi in maggio e giugno. Gli ETP che replicano indici diversificati di materie prime come ad esempio quelli che hanno come sottostante DJ-UBS e GSCI commodity index, hanno avuto una riduzione netta del loro patrimonio in gestione pari a 1,1 miliardi di dollari .
Il settore agricolo è stato esposto a cinque mesi consecutivi di debolezza della domanda e gli ETP di questo settore hanno registrato 494 milioni di dollari di deflussi durante il trimestre. I prodotti con un esposizione ampiamente diversificata sono stati i più colpiti. Generalmente, le deboli condizioni di crescita di molte colture stanno spingendo i rally di prezzo delle materie pime agricole più importanti e sarà interessante vedere se gli investimenti inizieranno a confluire nuovamente in questo settore nel prossimo trimestre.
Nicholas Brooks, Head of Research and Investment Strategy di ETF Securities, ha commentato:
“Nell’era dell’alto debito pubblico e di una politica monetaria non convenzionale, la domanda degli investitori per esposizione agli hard asset rimane forte. Abbiamo visto un generale de-risking in tutte le asset class durante il secondo trimestre e, naturalmente, asset ciclici come ad esempio le materie prime sono state particolarmente colpite. Nonostante le condizioni macroeconomiche avverse sul prezzo della maggior parte delle commodity, la domanda per gli ETP sulle materie prime tiene bene. L’oro continua a vedere una domanda particolarmente forte a causa delle preoccupazioni per il debito sovrano europeo, il rischio finanziario, un possible deprezzamento per il dollaro statunitense. Il prezzo più basso si dimostra attraente per gli investitori. Il petrolio ha visto, inoltre, una ripresa nella domanda dato che parecchi investitori hanno visto nel forte e improvviso crollo di prezzo un’opportunità di acquisto con una probabile ottica di lungo periodo. In ogni caso, l’outlook per le materie prime nella seconda metà di quest’anno continuerà ad essere fortemente dipendente dai trend di crescita globale. Le decisioni delle banche centrali probabilmente continueranno a giocare un ruolo ancora più importante nel guidare la direzione dei mercati”
Fonte: ETFWorld.it – ETF Securities









