Standard & Poor’s, ha annunciato di aver concesso la licenza a 7 importanti emittenti europei, e di essere in discussione con altri emittenti, al fine di creare e quotare degli Exchange Traded Funds basati sull’indice S&P 500, primo indicatore per l’andamento del mercato azionario statunitense e principale barometro per la salute dei mercati finanziari.
La quotazione dei sette nuovi ETF basati sull’indice S&P 500 è attesa sulle borse delle maggiori città europee a partire da oggi ed entro la fine del mese di maggio, e segna un traguardo importante per Standard & Poor’s e per il settore degli ETF europei in quanto sempre più investitori potranno negoziare l’indice S&P 500 in tempo reale sui loro mercati locali.
Ampiamente considerato, sin dalla sua introduzione nel 1957, come il miglior singolo indicatore per il mercato azionario statunitense, l’indice S&P 500 ha superato i $3,500 miliardi di dollari americani a livello globale, con assets in quest’indice pari approssimativamente a 1000 tmiliardi di dollari statunitensi di questo totale. L’indice comprende le 500 maggiori società dell’economia statunitense.
«C’e’ una forte e repressa domanda, in tutta Europa per l’accesso verso i mercati statunitensi, come quelli misurati dall’indice S&P 500,» ha affermato Alex Matturri, Executive Managing Director di S&P Indices. «Attraverso la concessione della licenza ai maggiori emittenti di ETF in Europa, in mercati strategici europei, Standard & Poor’s garantisce agli investitori di tutti i tipi – dagli istituzionali ai traders attivi agli investitori privati – un accesso diretto verso l’indice S&P 500 attraverso sempre più canali distributivi possibili attraverso prodotti sponsors.»
«La domanda è stata altrettanto forte in Europa per i nostri indici core; in questo ultimo anno, 15 ETF lanciati in tutta Europa si basano sulla famiglia di indici Standard & Poor’s,» ha aggiunto Matturri. «La nostra strategia è chiara: fornire maggiore accesso verso più mercati per sempre più investitori in tutto il mondo.»
I contratti di licenza per l’indice S&P 500 sono parte di un iniziativa aggressiva di Standard & Poor’s finalizzata ad espandere l’acceso versso i mercati azionari statunitensi per gli investitori globali, e arriva subito dopo la concessione della licenza di Standard & Poor’s a National Stock Exchange of India (NSE) finalizzata creare e quotare dei contratti future denominati in rupie indiane basati sull’indice S&P 500.
Tale innovativa licenza, unitamente alla licenza concessa da S&P e S&P-licensee Chicago Mercantile Exchange (CME) al NSE, è parte di un punto di riferimento per i cross-listing annunciati da CME e NSE in data 10 marzo 2010 che prevede per il CME e il NSE la creazione e la quotazione di nuovi strumenti derivati basati su indici azionari indiani e statunitensi.
Fonte: ETFWorld






