Con la forte volatilità sui mercati finanziari e l’incertezza che caratterizza la congiuntur a internazionale i tempi appaiono ancora poco propizi per un massiccio ritor no all’investimento..
azionario. Allo stesso tempo il parcheggio di liquidità nei titoli di stato o nei fondi monetari rende sempre meno e al netto dell’inflazione si ottengono rendimenti negativi.
Un’interessante alternativa di investimento nel reddito fisso è data in questo momento dai corporate bond, titoli obbligazionari emessi dalle principali società private.
Questi bond sono più esposti al rischio rispetto ai titoli di stato, ma non per questo rappresentano un inve s t imento incauto. La mag giore assunzione di rischio da parte degli investitori è compensata da cedole superiori a quelle dei bond gover nativi.
E questo scarto aumenta nei periodi di maggiore incertezza dei mercati. Storicamente, i ritorni degli investimenti obbligazionari corporate hanno sempre compensato i maggiori rischi di questo settore rispetto ai titoli di stato. L’acquisto diretto di titoli societari consente pertanto di beneficiare di rendimenti superiori, ma occorre abilità per evitare di incappare in società a rischio default. Senza contare che, negli ultimi anni, è invalsa l’abitudine che molte emissioni, interessanti dal punto di vista dei rendimenti offerti, siano precluse ai privati e riservate solo a investitori istituzionali.
Meglio quindi puntare su un fondo a gestione passiva che quantomeno può diversificare il rischio. Un’opportunità interessante è offerta dal Lyxor ETF Euro Corporate Bond, un fondo che investe in obbligazioni societarie in euro emesse da primarie società finanziarie e industriali. Al 22 maggio, secondo i dati di Lyxor, dei 40 bond che compongono l’ETF, quelli con il maggior peso sono emessi da società del settore bancario (44,3% del paniere). Seguono quelli del comparto dell’auto (12,3%), telecomunicazioni (9,3%), utility (7,9%) e farmaceutici (5,1%). Il criterio di scelta dei titoli è basato sulla liquidità e sulle dimensioni delle emissioni.
Ma il valore aggiunto di questo prodotto è dato dalle cedole che vengono staccate dalle obbligazione e reinvestite all’interno dell’ETF in un’ottica total return. Per i titoli di stato è difficile garantire rendimenti molto più elevati di quelli ufficiali. Attualmente il saggio fissato dalla Bce si trova all’1%, ai minimi storici dall’introduzione della moneta unica e secondo quanto preannunciato dai vertici della Banca Centrale i tassi sono destinati a rimanere su questi livelli almeno per i prossimi 12 mesi. Salvo il caso di nuove fiammate inflattive, difficili ora da ipotizzare visto che i consumi ancora deboli non sono in grado di alimentare la spirale dei prezzi.
Scenario diverso per le obbligazioni societarie. Il rendimento dei corporate bond è scomponibile in due parti: la prima è rappresentata dal rendimento free risk. La seconda è rappresentata da uno spread proporzionale al merito di credito che caratterizza la società emittente. L’andamento di questi titoli risulta pertanto influenzato dalle dinamiche del mercato del credito che negli ultimi mesi hanno regi strato un andamento anomalo a seguito della crisi finanziaria.
Secondo i principali osservatori il rischio di credito non sembra avere una quotazione corretta. Gli attuali valori indicano tassi di fallimento delle società con alti rating ben superiori a quelli registrati durante la Grande Depressione. Uno scenario difficile da immaginare visto che i sostegni ai mercati del credito da parte dei principali governi internazionali dalla fine del 2007 non ha precedenti sia per dimensioni sia per scala. Nel complesso l’ammontare medio delle cedole erogate dai titoli in portafoglio al Lyxor ETF Euro Corporate Bond è del 5,33% mentre la duration modificata è di 3,77 anni, esponendo l’ETF alla curva dei tassi.
Ciò significa che, in linea teorica, un rialzo (ribasso) dei tassi di interesse dell’1% provoca una flessione (apprezzamento) del 3,77% sul valore dell’ETF. Quanto alla qualità degli emittenti, secondo i dati di Lyxor aggiornati al 22 maggio, il 5,4% dei titoli in portafoglio è emesso da società con rating AAA, il 31,4% con rating AA, il 50,4% con rating A e il 10,4% con giudizio BBB. Secondo i criteri dell’agenzia di rating Standard & Poor’s sono tutti titoli definiti Investment grade. Le aziende che rientrano in questa categoria sono quelle che possono garantire una qualità medioalta dei propri strumenti finanziari, ritenuti particolarmente sicuri e poco rischiosi.
Con una commissione annua di gestione dello 0,20%, l’investimento nel Lyxor ETF Euro Corporate Bond appare indicato per chi intenda diversificare i propri investimenti puntando sul mercato obbligazionario a reddito fisso emesso in euro dalle più importanti società internazionali.
Dal rating i segreti per investire
Il rating è un giudizio sintetico sul merito creditizio di un soggetto debitore fondato sulla capacità di rimborsare nei tempi prestabiliti capitale e interessi. I rating sono periodicamente pubblicati da agenzie specializzate come Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch Ratings che valutano le aziende attribuendo loro voti espressi in lettere. Più alto è il rating più affidabile sarà l’azienda e di conseguenza i titoli obbligazionari emessi. In particolare, prendendo in esame la scala di Standard & Poor’s, valori con le A o almeno la tripla B conferiscono la qualifica di titolo Investment grade. Valorida BB a C evidenziano invece il carattere speculativo del bond. In base al rating attribuito, il mercato stabilisce un premio per il rischio che l’azienda dovrà pagare per remunerare gli obbligazionisti.
Scendendo nella scala di rating aumenta il premio per il rischio richiesto e quindi l’emittente dovrà pagare uno spread maggiore rispetto ai bond governativi. Il caso peggiore per il rating è il giudizio espresso con la lettera D (default) ovvero la situazione di insolvenza.
Fonte:ETFWorld – Borsa Magazine – Société Générale








