Brasile tra Mondiali di calcio ed elezioni, l’economia fatica ancora a ingranare


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Il 2014 sarà un anno decisivo per il Brasile che quest’estate ospiterà i Mondiali di calcio. In attesa del fischio d’inizio la crescita stagnante e le pressioni infl azionistiche continuano a minare la fiducia….

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nell’economia brasiliana. Proprio l’inflazione rimane il nemico numero uno del Paese sudamericano.

Per cercare  di portarla sotto il target “tollerato” del 4,5% la banca centrale brasiliana ha inaugurato il nuovo anno con un   rialzo dei tassi di interesse. All’unanimità il consiglio direttivo del Copom, il braccio  operativo dell’istituto centrale carioca,  ha alzato a sorpresa di 50 punti base il tasso di riferimento (Selic) portandolo al 10,5%. Nell’arco di soli tre trimestri il costo del denaro è salito di 325 punti base (ad aprile 2013 era al 7,25%). E secondo gli analisti questi interventi potrebbero proseguire anche nei prossimi mesi: il consenso Bloomberg il Selic potrebbe addirittura portasi vicino al 12% nel corso del 2015. Implementazione della stretta monetaria che sembra dare qualche primo risultato con i prezzi al consumo che mostrano qualche timido segnale di raffreddamento. A gennaio l’infl azione ha infatti fatto segnare un rallentamento al 5,59% su base annua contro il 5,91% registrato nell’ultimo mese del 2013.

Crescita lenta nell’anno delle elezioni presidenziali
Anno cruciale anche dal punto di vista politico. Il governo guidato da Dilma Rousseff si prepara infatti alle elezioni presidenziali che si terranno a ottobre. Stando ai recenti sondaggi l’attuale leader del paese continua ad essere  in vantaggio sugli sfi danti nonostante l’indebolimento dell’economia. La strada per riportare uno dei maggiori paesi dell’America latina al ritmo di crescita di qualche anno fa appare tutta in salita. La conferma è arrivata dalle ultime stime del Fondo monetario internazionale (Fmi). Nell’ultimo World economic oulook gli esperti del Fmi hanno infatti dato una sforbiciata alle previsioni di crescita per il Brasile, portandole al 2,3% per il 2014 e al 2,8% per l’anno prossimo. Ancora più fosche le stime elaborate dagli analisti interpellati da Bloomberg che indicano un Prodotto interno lordo (Pil) in progresso del 2,1% quest’anno e una moderata ripresa al 2,55% nel 2015. Intanto cresce l’attesa per l’avvio dei mondiali di calcio in Brasile.
Secondo Embratur, l’uffi cio carioca del turismo, gli investimenti nelle infrastrutture toccheranno i 28,1 miliardi di reais e il Paese prevede che possano generare un forte impulso per le imprese e l’economia locale, con introiti attesi nell’ordine dei 25 miliardi di reais (circa 8 miliardi di euro) durante la Coppa del Mondo. Per la Fifa, i Mondiali frutteranno all’economia brasiliana entrate per circa 113 miliardi di reais (circa 37 miliardi di euro) nel 2014. Numeri incoraggianti, anche se le ultime dichiarazioni del presidente della Fifa, Joseph Blatter, non sono incoraggianti per il Paese organizzatore. Infatti i lavori sono in ritardo e stanno procedendo più lentamente di quanto accaduto 4 anni prima in Sudafrica.

Borsa brasiliana rimane debole
Le deboli indicazioni sullo stato di salute dell’economia e le decisioni della banca centrale americana sul fronte liquidità, con il conseguente defl usso di capitali dai Paesi emergenti, stanno impattando sulla Borsa di San Paolo. Dai massimi toccati nel marzo del 2013 l’indice Bovespa ha perso oltre il 18%. E dopo la breve ripresa autunnale il listino carioca è tornato a imboccare la strada delle vendite con l’uffi cializzazione a metà dicembre dell’avvio del tapering, la riduzione graduale degli stimoli all’economia da parte della Fed.

Fonte: RBS


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