ARK Invest : Molti investitori sono portati a pensare che investire passivamente in un benchmark azionario – come l’S&P 500 – significhi avere un’esposizione alle tecnologie più innovative: dopo tutto, 500 titoli non sono pochi.
Rahul Bhushan, Global Head of Index di ARK Invest Europe
Tuttavia, a causa dell’eccessiva concentrazione, ciò che stanno facendo è esporsi fortemente verso pochi colossi tecnologici, perlopiù premiati per i loro successi recenti. I primi 10 titoli dell’S&P 500, infatti, presentano oggi la concentrazione più elevata degli ultimi trent’anni.
Recentemente, Sequoia Capital ha pubblicato una nota in cui evidenzia un notevole gap tra le aspettative di ricavi implicite nell’attuale boom delle infrastrutture AI e l’effettiva crescita dei ricavi nell’ecosistema IA. La recente ascesa di Nvidia come azienda di maggior valore al mondo solleva interrogativi su questo divario, stimato da Sequoia in 600 miliardi di dollari. L’analisi evidenzia come la carenza di GPU si sia attenuata e i ricavi di Nvidia siano dovuti all’accumulo di scorte da parte di player come Microsoft, che da sola ha rappresentato circa il 22% dei ricavi del quarto trimestre di Nvidia. Nel frattempo, il computing su GPU sta diventando una commodity, con conseguente potenziale calo dei prezzi e svalutazione dei chip di attuale generazione, a fronte dell’emergere di modelli più recenti come il B100.
Sebbene i continui progressi di Nvidia possano sostenere la rapida ascesa del titolo, riteniamo che sia il momento di cominciare a mostrare cautela. Come ARK Invest Europe, riteniamo che gli investitori dovrebbero gradualmente spostare l’attenzione verso le opportunità di software AI, per sbloccare il pieno potenziale del business di questa tecnologia.
L’area in cui l’ascesa dell’AI sta creando il maggior valore è infatti la produttività dei lavoratori della conoscenza. Lo vediamo già oggi: ad esempio, la produttività degli sviluppatori che programmano sulla piattaforma Github Copilot AI è più che doppia rispetto a quelli che non la utilizzano. Ma l’aumento sta diventando più pronunciato e pervasivo, in linea con la sofisticazione dell’AI: entro il 2030, prevediamo un aumento della produttività fino a cinque volte per tutti i lavoratori della conoscenza.
La prossima opportunità di mercato per gli investitori risiede dunque nei software che consentono di ottenere questa produttività. Queste aziende di solito catturano circa il 10% del valore che creano per le imprese finali che acquistano le loro soluzioni; su questa base, prevediamo che il mercato delle soluzioni AI che aumentano la produttività sarà di almeno 13mila miliardi di dollari entro il 2030.
Il problema è che in questo momento gli investitori si concentrano prevalentemente su società che si occupano di progettazione e produzione di chip. Non essendo presenti nelle prime posizioni di indici come l’S&P500, sempre più concentrati, le aziende che si trovano più avanti nella catena di fornitura dell’AI non godono della stessa attenzione. Tuttavia, è proprio da questi nomi che ci aspettiamo i maggiori rendimenti, mano a mano che la tecnologia raggiungerà la fase di picco della propria crescita nei prossimi anni. Con l’evoluzione dell’ecosistema, i ritorni sugli investimenti dipenderanno sempre più dai progressi del software, che dovranno sbloccare la crescita della domanda degli utenti finali.
Alcune aziende esemplificano il modo in cui le applicazioni AI possono portare a sostanziali ritorni economici e progressi tecnologici. Palantir, ad esempio, la sfrutta per l’analisi avanzata dei dati, favorendo le decisioni strategiche in vari settori; Teradyne è specializzata invece nell’automazione, migliorando l’efficienza e la precisione della produzione, mentre Iridium integra l’intelligenza artificiale per migliorare le comunicazioni satellitari, garantendo una miglior connettività globale. Anche il mondo dei giochi e delle creazioni di contenuti 3D in tempo reale sarà impattato dall’AI, grazie ad aziende come Unity Software.
Molti di questi titoli che abbiamo individuato stanno investendo nella loro crescita. È assolutamente necessario, ma significa anche che hanno bisogno di un orizzonte temporale più lungo per accumulare valore. Per questo motivo sono stati particolarmente penalizzati in un mercato in cui il rapido aumento dei tassi d’interesse ha reso gli investitori più sensibili agli asset a lunga durata.
Quella dei software AI è però un’opportunità unica, e di cui gli investitori possono beneficiare se diversificano la loro esposizione, anziché concentrarsi su una manciata di titoli che oggi monopolizzano l’attenzione. Con la riduzione dei tassi d’interesse, il vento contrario della politica monetaria dovrebbe trasformarsi rapidamente in un vento a favore.
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Fonte: ETFWorld.it









