– Aste – Il MEF italiano offre il nuovo BTP 3% aprile 2015 per un ammontare di 4-5 miliardi di euro, e riapre il BTP 5% settembre 2040 per 3-3,75 miliardi. Offerta sulla scadenza 2015 anche in Germania (nuovo Bobl 156 2,5% febbraio 2015), per 6 miliardi. Nel pomeriggio asta di riapertura del T-Note decennale negli Stati Uniti per 21 miliardi di dollari…..

Area euro
– La produzione industriale area euro dovrebbe aver recuperato a novembre (+0,8% m/m) il calo del mese precedente (-0,6% m/m). Se confermato, il dato lascerebbe la media per fine 2009 in rotta per un aumento di 0,4% t/t in rallentamento rispetto alla dinamica estiva. Il dato è coerente con una crescita del PIL su base trimestrale probabilmente più debole che in estate.
– Italia. La produzione industriale è vista in aumento di 0,8%m/m a novembre dopo lo 0,5% m/m di ottobre. Il crollo di produzione a fine estate lascia la dinamica trimestrale in rotta per una contrazione di 0,6% t/t a dicembre dopo il +4,2% t/t del 3° trimestre. La dinamica della produzione industriale, a oggi, è coerente con una frenata del PIL a 0,1% t/t nel 4° trimestre dallo 0,6% t/t dei mesi estivi. L’industria italiana rimane indietro rispetto alla media europea. L’indice PMI a 50,1 è ben al di sotto del 52,4 della Germania e del 54,7 francese.
– Germania. Le stime annuali dovrebbero mostrare una contrazione del PIL del 4,8% nel 2009, dopo il +1,0% del 2008. Il deficit in percentuale del PIL è atteso in netto peggioramento nel 2009 a oltre il 3%, ma il suo andamento è risultato molto migliore della stima di 3 mesi fa. La sorpresa è attribuibile all’andamento della spesa per sussidi di disoccupazione: lo schema a sostegno dell’occupazione a tempo parziale ha limitato l’aumento dei senza lavoro. Il debito è atteso toccare il 74,3% del PIL dal 65,9%. L’aumento incorpora efficacemente le misure adottate a sostegno del sistema finanziario e non incluse nel computo del deficit. A fine 2010 salirà ulteriormente all’80% del PIL, in questo caso alimentato dall’impatto delle misure discrezionali.
Stati Uniti
– La Fed pubblica il Beige Book in preparazione della riunione FOMC del 26-27 gennaio. L’interesse per il documento è notevolmente ridimensionato dalla recente pubblicazione dei verbali, che non hanno evidenziato alcuna fretta di procedere a una revisione dell’orientamento di politica monetaria. Probabilmente il rapporto mostrerà un nuovo miglioramento delle condizioni macroeconomiche rispetto al 6 dicembre, quando modesti progressi erano segnalati per 8 distretti su 12. Il mercato del lavoro sarà descritto ancora come debole; le tendenze dei prezzi risulteranno neutrali, in un contesto di bassa inflazione.
Ieri sui mercati
Il nuovo piccolo passo compiuto dalle autorità monetarie cinesi verso la restrizione monetaria ha penalizzato le commodity currencies e favorito soprattutto lo yen, ritornato a 91,2 contro dollaro (minimo 90,9). Dollaro stabile in termini di cambio effettivo. A fronte di un rilevante e diffuso ribasso degli indici azionari mondiali, si riscontra un netto calo dei rendimenti soprattutto sulla curva UST, dove ha superato gli 11pb (30 anni) e si è osservato un appiattimento di 6pb sul tratto 10.2 anni. Rendimenti in calo anche in Europa, dove tornano ad allargarsi gli spread dei periferici. Il calo dei tassi interessa anche i future monetari su Euribor ed Eurodollaro 3 mesi.
Stati Uniti
La bilancia commerciale a novembre ha registrato un allargamento del deficit maggiore del previsto; il saldo è passato da -33,2 miliardi di dollari a ottobre a -36,4 miliardi a novembre. Soltanto una parte dell’ampliamento del deficit (circa un terzo) è legata all’aumento del prezzo del petrolio. In termini reali il saldo dei beni passa da 38,3 miliardi a 40,7 miliardi. Su base trimestrale, ipotizzando un saldo invariato a dicembre rispetto a novembre, il deficit sarebbe circa stabile con un contributo nullo alla crescita del PIL nel 4° trimestre.
Plosser (Philadelphia Fed) ha detto che la Fed dovrà alzare i tassi “ben prima” che il tasso di disoccupazione sia sceso su livelli accettabili. Le posizioni di Plosser confermano che fra qualche riunione il FOMC tornerà ad avere dissidenti di fronte alla politica più attendista e accomodante spinta dalla parte centrale del Comitato.
Area euro
Grecia – La Commissione Europea ha circostanziato le accuse di inaffidabilità delle statistiche greche già emerse in sede di valutazione del deficit eccessivo, lo scorso novembre, pubblicando un rapporto severo che prelude alla riapertura di una procedura di infrazione anche in questo ambito. Il vero problema è però costituito dalla credibilità del piano di austerity del nuovo Governo. Il prossimo passo importante sarà la presentazione di un piano di stabilità più dettagliato, la prossima settimana.
Cina
La Banca centrale cinese ha segnalato l’arrivo della svolta per la politica monetaria, alzando il coefficiente di riserva obbligatoria di 50pb.
Analisi Daily
Appendice
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– Aste – L’Italia colloca il nuovo BTP 4,25% 03/2020 per un ammontare di 4-5 mld, e riapre rispettivamente per 2-2,5 mld e per 1,5-2,25 mld il BTP 2,5% 07/2012 e il CCT 07/2016.
Area Euro
– L’operazione di rifinanziamento a 1 anno dovrebbe chiudersi con un’allocazione di fondi inferiore ai 442 mld dell’asta del 22 giugno, dato il miglioramento delle condizioni di mercato monetario e, soprattutto, il calo dei tassi a brevissimo termine che nel frattempo è intervenuto. La stima di consenso è di 135 mld. L’asta sarà condotta a tasso fisso e senza l’applicazione di uno spread sul refi.
– L’indice di fiducia economica della Commissione UE offrirà un quadro più completo sulla situazione ciclica nell’area euro. Il ritmo della ripresa sembra aver rallentato a fine estate stando alle indagini nazionali che hanno mostrato aumenti inferiori alle attese in Germania, Belgio e Olanda. L’indice sintetico è visto in salita a 81,8, da un precedente 80,6. Se confermato, il dato lascerebbe la media per il 3° trimestre a 79,5, da un precedente 70,2 coerente con una contrazione meno pesante del PIL nei mesi estivi.
– Italia. L’indice delle retribuzioni orarie contrattuali è visto mantenere una crescita annua stabile a 2,1% a/a ad agosto. Si tratta di un deciso rallentamento dal picco di 4,3% a/a toccato a gennaio. Le retribuzioni contrattuali potrebbero rimbalzare lievemente fino a 2,8% a/a nei mesi autunnali, per effetto dell’applicazione di incrementi previsti, ma c’è il rischio di un successivo rallentamento sotto il 2% tra fine 2009 e inizio 2010, per via degli effetti ritardati dell’aumento in corso della disoccupazione.
– Italia. La fiducia delle imprese manifatturiere è vista in aumento per il sesto mese consecutivo a settembre. Stimiamo l’indice ISAE a 76,6, da 74,8 precedente. La fiducia è ormai in deciso recupero dal minimo di marzo (62), pur rimanendo ben al di sotto della media storica (88,2). Il dato sarebbe coerente con il recupero di fiducia visto negli altri Paesi europei. Confortante il fatto che, a partire dal mese scorso, il miglioramento abbia cominciato a riguardare le valutazioni delle imprese sugli ordini, mentre fino ad allora il recupero era guidato soprattutto dalla fase di decumulo dei magazzini.
Stati Uniti
– La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a settembre dovrebbe salire a 55 da 54 di agosto. Nelle ultime settimane gli indici di fiducia non hanno segnalato nuovi miglioramenti: la fiducia dovrebbe oscillare nel range ristretto degli ultimi quattro mesi (47,4-54,8). Ad agosto l’indagine del Conference Board aveva registrato un ampio aumento della componente aspettative (+10,1), mentre quella corrente si era riportata solo sul livello di luglio (+1,6, a 24,9). Anche gli indicatori del mercato del lavoro erano migliorati ad agosto senza segnare nuovi massimi (a -40,9 ad agosto, risultato meno brillante che a maggio, a -38,1).
Ieri sui mercati
Le tensioni sullo yen hanno suggerito alle autorità monetarie nipponiche una correzione di tiro: Fuji ha affermato che gli attuali movimenti dei cambi sono “naturali”, ma che potrebbe agire se diventassero abnormi; in ogni caso, non ha mai sostenuto né uno yen forte, né uno yen debole. Il rimbalzo degli indici azionari ha brevemente riportato il cambio euro/dollaro verso 1,465, con massimi a 1,4680. Dollaro fra 89,5 e 90,6 yen, ampiamente sopra i minimi di 88,23 toccati nella notte fra domenica e lunedì. La sterlina, scesa fino a 1,576, in seguito è rientrata fra 1,5870-1,5960. Dollaro australiano sostenuto anche da voci di rialzo dei tassi a novembre e dicembre. Calo dei rendimenti sui titoli di stato, nuovamente più marcato sulle scadenze lunghe delle curve. Stabili i corsi delle materie prime, con moderati rialzi per il petrolio ($0,69 per la prima scadenza del Light Crude Future).
Area Euro
Germania. A settembre l’indice dei prezzi al consumo è calato di 0,3% m/m, più debole delle stime di consenso ma in linea con la nostra previsione. Sull’anno i prezzi al consumo calano di 0,2% /a e di 0,3% /a sulla misura armonizzata. La flessione dei prezzi è riconducibile al rientro delle pressioni sui prezzi delle benzine ed alimentari freschi. L’inflazione tedesca dovrebbe tornare positivada fine 2009.
Italia. La fiducia dei consumatori ha continuato a salire a settembre, battendo ancora una volta la più rosea delle previsioni. L’indice è così arrivato a 113,6 (da 111,8 di agosto), arrivando ai massimi da oltre 7 anni. Peraltro, il miglioramento riguarda più la valutazione sulla situazione economica generale del Paese che non la situazione personale degli intervistati, migliorata solo lievemente a 125,9 da 125. Continuano a salire (rimanendo comunque al di sotto dei massimi toccati a marzo) le attese sulla disoccupazione.
Stati Uniti
Il Chicago Fed National Index, l’indice composito del ciclo costruito sulla base di ben 85 diversi indicatori, è tornato a scendere ad agosto (a -0,90) dopo aver toccato a luglio (a -0,56) un massimo da gennaio 2008. Il peggioramento è dovuto principalmente agli indicatori sul mercato del lavoro (il tasso di disoccupazione è salito di 3 decimi a 9,7%). L’indicatore è su livelli ancora recessivi ma segnala un deciso attenuarsi della recessione rispetto ai primi mesi dell’anno.
Giappone
L’inflazione ad agosto è scesa a -2,2% a/a; al netto di alimentari freschi l’indice scende a -2,4% a/a. La misura sottostante (ex energia e alimentari) segna -0,9% a/a. Anche i dati di Tokyo per settembre vedono ancora cali marcati.
L’indice di fiducia delle piccole imprese è salito a settembre a 43,5 da 41,8, in aumento continuo dai minimi di 24,9 di gennaio.






