Pierre Lequeux

Ancora spazio per un apprezzamento della moneta unica


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Pierre Lequeux, Responsabile currency management di Aviva Investors, commenta la questione delle valute….


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Una moneta debole è utile per la competitività dell’export di un Paese. Tuttavia, ha anche un certo impatto sul costo delle importazioni e implicazioni in termini di inflazione importata. Una moneta debole può creare, inoltre, tensioni tra i partner commerciali – come è il caso di Stati Uniti e Cina. Anche se può essere utile nel breve termine, ritengo che la svalutazione di una moneta in funzione di un aumento della competitività è generalmente una decisione miope in quanto crea squilibrio e una cattiva allocazione di risorse e capitali.

E’ vero che da giugno l’euro ha guadagnato molto, ma il cambio euro-dollaro è ancora sotto l’1,43 di inizio anno e ancora lontano dall’1,60 toccato nel 2008, quando la BCE e Trichet ne hanno disapprovato il livello troppo alto. Ritengo quindi che ci sia ancora terreno per un ulteriore apprezzamento della moneta unica.

Ci sono molti motivi dietro l’aumento dell’euro. Per via della grande quantità di liquidità che è stata pompata nel sistema del dollaro attraverso le misure di quantitative easing, investimenti in dollari sono stati “riciclati” e reinvestiti, per esempio, in asset non denominati in dollari per avere rendimenti più elevati. Questo ha portato a un deprezzamento del dollaro rispetto l’euro. Inoltre, la Banca Centrale Europea ha fino ad ora gestito molto bene la crisi del debito che ha colpito i Paesi periferici contribuendo al rafforzamento dell’euro e al miglioramento dei dati economici in generale. Infine, alcune banche centrali asiatiche nel culmine della crisi non hanno riciclato i loro surplus altrettanto velocemente di altre, si sono quindi ritrovate poco esposte rispetto all’euro e stanno ora riaggiustando i loro portafogli ricomprandolo. Ma anche se rimane un certo cinismo nei confronti di alcune questioni strutturali non ancora risolte, il mercato è tornato a una certa normalità.

Gli effetti dell’apprezzamento della valuta sono in un certo senso simili a una stretta monetaria con possibili implicazioni, quindi, sull’efficienza della politica monetaria di una banca centrale. In definitiva, un euro troppo forte potrebbe creare problemi alla BCE. Tuttavia, credo che – anche se nel breve termine la recente manovra potrebbe essere considerata significativa – l’euro non ha ancora raggiunto un livello tale per cui potrebbe creare problemi alla BCE. Secondo me, un euro forte riflette un voto di approvazione per il modo in cui la banca centrale e le autorità stanno gestendo l’economia.


* in base ai dati sulla raccolta lorda mondiale al 31 dicembre 2009

** in base al PVNBP pubblicato nel 2009 relativo alle polizze vita e ai piani pensione sulla base dei principi MCEV, il totale delle vendite di investimenti e assicurazioni generali e premi netti delle polizze salute, incluse le quote di premi delle associate.


Fonte: Aviva plc

EURO/DOLLARO
COMMENTO: contesto immutato per l’ Euro/Dollaro durante l’ultima settimana. I corsi oscillano, privi di direzione precisa, tra le 1,2150 e le 1,2670. Fino a quando l’Euro resterà sotto le 1,2500/1,2550 l’intonazione resta ancora debole.
In tal caso resta aperta la strada per ulteriori deprezzamenti in direzione delle 1,1650.
Solo il recupero delle 1,2500/1,2550 potrebbe fornire un primo segnale di ritrovata forza di Euro. In tal caso potremmo assistere a rimbalzi verso le 1,2900 prima e le 1,3000/1,3200 in seguito.
In ottica di più lungo periodo si evidenzia una configurazione ribassista di Testa e Spalle a favore di dollaro con obbiettivo sotto la parità (0,95) e nec-line violata a 1,3150 (un eventuale recupero delle 1,2550 favorirebbe un pull-back a ridosso dell’area).

DOLLARO/YEN
COMMENTO: ancora discesa per il Dollaro/Yen nell’ultima settimana. I corsi dall’area 91,50 scivolano verso le 88,95, per poi attestarsi in area 90,30. A questo punto i corsi potrebbero oscillare tra le 92,00 e le 88,00. Un primo segnale di nuova forza di Euro scaturirebbe solo sopra le 92,00/92,10. In tal caso potremmo assistere a rivalutazioni verso le 93,50 prima e le 94,50/95,00 in seguito. Solo la netta violazione delle 95,00 riuscirebbe a fornire un segnale di forza di Dollaro degno di nota. Tale evento spingerebbe i corsi verso l’importate area di medio periodo collocata a ridosso delle 98,00. Un segnale di più marcata debolezza di Dollaro scaturirebbe solo sotto le 88,00, per le 85,00 in prima battuta.

EURO/YEN
COMMENTO: ancora perdita di forza per il cross Euro/Yen, durante le ultime sedute. I corsi si spingono fin verso le 109,00. L’Euro si è così portato anche sotto i minimi di area 113,00/112,00. Tale evento apre potenzialmente le porte ad ulteriori discese in direzione delle 100,00 con area intermedia a 105,00. A questo punto solo rivalutazioni di Euro sopra alle 114,00/115,00 favorirebbero nuovi recuperi, annullando lo scenario descritto. In tal caso i corsi potrebbero riportarsi prima verso le 120,00 e successivamente in direzione delle 125,00.

EURO/FRANCO SVIZZERO
COMMENTO: recupero e aumento della volatilità per l’Euro/Franco Svizzero durante l’ultima settimana.
I corsi dall’area 1,4000 mettono a segno un deciso e ampio rimbalzo che ha visto il test delle 1,4590. Successivamente l’Euro ha stornato verso le 1,4200. Il ritorno sopra l’area 1,4150 potrebbe indicare un rallentamento delle forti pressioni ribassiste sull’Euro. Per le prossime sedute i corsi potrebbero oscillare tra le 1,4200/1,4150 e le 1,4700. In ottica di medio periodo solo rivalutazioni sopra le 1,4700 fornirebbero un segnale di forza di Euro degno di nota. In tal caso i corsi potrebbero spingersi in direzione delle 1,5000 prima e delle 1,5400 successivamente. Ancora cautela in seguito a nuovi indebolimenti sotto le 1,4100.

EURO/STERLINA inglese
COMMENTO: andamento ancora immutato per l’Euro/Sterlina durante l’ultima settimana. I corsi oscillano tra le 0,8770 e le 0,8480. L’Euro/Sterlina si presenta ad un bivio. Il supporto in area 0,8400 appare strategico. Porre molta attenzione ad una sua violazione. In tal caso assisteremmo a possibili ulteriori discese di Euro, verso le 0,8100/0,8000 prima e le 0,7700 successivamente. Viceversa la tenuta delle 0,8400 favorirebbe escursioni in range tra il livello e le 0,8750/0,8800. Un primo segnale di forza degno di nota si avrebbe sopra alle 0,8750/0,8800. Evento che riproporrebbe le 0,9000 prima e le 0,9200 in seguito.

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