PETROLIO3

Analisi Materie prime


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Durante il mese, nonostante la performance globalmente positiva, il settore delle materie prime ha risentito dei timori di un inasprimento delle politiche monetarie nei paesi emergenti, dell’esplosione della piattaforma petrolifera gestita da Transocean per conto di BP e dell’annuncio di una nuova tassa sulle società di estrazione mineraria da parte del governo australiano………



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Il primo punto non ci preoccupa eccessivamente. I prezzi del minerale di ferro e del carbone hanno mostrato notevole stabilità, le acciaierie globali come Mittal stanno considerando la possibilità di riaprire i centri di produzione più costosi, dato che sembra sottolineare un miglioramento delle prospettive mondiali del settore. Le azioni del rame quotate sull’LME hanno accusato una flessione dopo vari mesi di rialzo. Per finire, le valutazioni dei titoli continuano ad essere particolarmente ragionevoli.

Non possiamo che rammaricarci della marea nera che sta per devastare le coste meridionali degli Stati Uniti. La reazione dei mercati a questa catastrofe è stata brutale e non ci ha permesso di reagire. In questa fase ci pare che le valutazioni scontino in larga misura lo scenario peggiore per l’intero settore, ovvero un rapporto o il divieto di trivellazione nella zona oppure autorizzazioni subordinate a condizioni molto restrittive.

L’ultimo punto è invece il più preoccupante. Per il momento siamo ancora lontani dalla promulgazione di una legge in tal senso, ma l’idea ventilata dal governo australiano di tassare i profitti che superano il margine di rendimento dei titoli di Stato avrebbe due conseguenze: rimandare o addirittura far cancellare i progetti di sviluppo e fungere da esempio per altri governi desiderosi di approfittare della manna rappresentata dal settore minerario, diretto beneficiario della crescita delle grandi economie emergenti.

L’orientamento prudenziale a breve termine sui titoli del segmento ci ha indotto a ridurre l’allocazione nel corso del mese.

Abbiamo reinvestito la liquidità ricavata da questi disinvestimenti nel settore aurifero, che continua a beneficiare dello stato di bene-rifugio a fronte del generale scetticismo circa la solvibilità di alcuni Stati europei.

Fonte: ETFWorld – Testo tratto da: CARMIGNAC views > > M a g g i o 2 0 1 0

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