Energy Commodities
Crude Oil: Dopo la chiusura sul supporto di medio periodo, la scorsa settimana ha visto un breve rally del Crude che ha toccato i 76.3 USD/bbl. Come da attese il dato sulle scorte di Crude è stato decisamente bullish spingendo i futures al rialzo. Va però considerato che l’aumento….
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Michele Romano – Abax Bank – Fixed Income Area & OFP
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si è tradotto in un più che proporzionale aumento degli stock di materie lavorate che lascia presagire un potenziale plateau per i prezzi nel corso della settimana. IL sentiment positivo die mercati potrebbe infatti sostenere gli attuali livelli onnstante le crescenti difficoltà riscontrate da BP e che hanno pesato sugli energetici su tutte le altre asset class. Continua il bias rialzista (sostenuto a sua volta dal trend rialzista dell’EURUSD), anche se le aspettative sono più moderate. Nel corso delle ultime 24 ore la curva dei futures ha subito un deciso flattening soprattutto sul front fino a dicembre. Il prossimo target potrebbe essere in area 77.42 anche se sono forti le preoccupazioni per un ritorno della volatilità ed un rientro nel trading range precedente.
Natural Gas: il Natural Gas chiude la settimana in campo negativo, -1,20%, con un escursione del prezzo del 7,30%. Performance molto chiusa che testa un massimo molto vicino all’importante soglia dei 5$/Mbtu, a 4,995$. Soglia che sembra essere a portata di mano per la settimana in corso. Da notare come nonostante la caduta di prezzo sperimentata in settimana a causa delle notizie relative a nuovi giacimenti scoperti in Norvegia (e prima in Turchia), i movimenti del prezzo hanno recuperato tale calo segnalando una forza relativa della commodity verso quote di prezzo superiori. Dato il movimento molto limitato, i prezzi scambiati durante la settimana passata risultano molto vicini alla media, configurandosi come una gaussiana con skewness positiva, segnalando maggiori movimentazioni per fasce di prezzo più basse. A sostegno delle previsioni relative all’aumento di prezzo riportiamo i seguenti dati macro: il ritorno ad un debole ottimismo sulle piazze finanziarie, causa del gap formatosi in apertura rispetto la chiusura di venerdì; previsioni di aumento della domanda cinese; aumento di domanda del maggior importatore di gas, la Corea; lo stop di alcuni pozzi US potrebbe terminare prima della data prevista; il più grande produttore mondiale, il Qatar, unendosi alla decisione della Russia, ha tagliato le esportazioni del 66%; la stretta regolamentare prevista dalle autorità americane. Poco mosso, invece, lo shift registrato sulla curva.
Soft Commodities & Metals: Settimana molto positiva per l’indice Rogers Int. che chiude con +3,86% con un escursione di prezzo del 4,70%. Minimo toccato pari a 2.810, massimo a 2.942. La settimana in corso apre in buon rialzo a 2.951. Dallo studio degli scambi in base al prezzo riportiamo forte accumulazione da 2.835 e 2.850 con ritorno a movimentazioni tra 2.890 e 2.905, forti accumulazioni dopo i 2.920. accumulazioni che sembrano proseguire anche nella settimana in corso dai 2.956. Dal punto di vista grafico riportiamo il configurarsi di una situazione di rimbalzo a cui dovrebbero seguire ulteriori apprezzamenti, guidati anche da un timido ritorno alla fiducia sui mercati finanziari. Si segnala, quindi, una settimana al rialzo con prima resistenza a 3.027, massimo di un mese fa, ed una seconda resistenza a 3.078. Reverse possibile al cross dei 2.925 segnalati in questa sede settimana scorsa. L’ 86% delle commodities facenti parte l’indice ha registrato performance positive. Best perfomer: Avena (+20%), Zucchero (+10,82%), Caffè (+9,35%), Nickel (8,89%), Cotone (+6,19%) e Zinco (+6,03%). Alimentari si configurano anche come worst performer: Legname (-5,60%), Maiale (-1,61%), Bestiame (-1,59%) ed Oro (-0,77%).

Michele Romano – Abax Bank – Fixed Income Area & OFP
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